Tornare al lavoro dopo un attacco di cuore: i consigli degli esperti

I pazienti che hanno avuto un attacco di cuore possono tornare a lavoro, se lo desiderano. Ecco le linee guida fornite dagli esperti.

attacco di cuore

Le persone che hanno avuto un attacco di cuore possono tornare al lavoro se lo desiderano. A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology, i cui autori spiegano che dopo un attacco cardiaco è molto raro che i pazienti non siano fisicamente in grado di svolgere i loro compiti precedenti, compreso un lavoro pesante. La probabilità di tornare al lavoro dipende principalmente dalla scelta del paziente, che è spesso influenzata da fattori psicologici come la mancanza di fiducia, depressione e ansia.

Anche le condizioni mediche del paziente associate al tipo di lavoro possono avere un impatto importante. Gli operai potrebbero infatti avere problemi maggiori se soffrono di insufficienza cardiaca, aritmie o ischemia, che riducono le prestazioni fisiche, mentre coloro che hanno dei dispositivi cardiaci potrebbero dover evitare luoghi di lavoro con campi elettrici.

Ma detto ciò, quali sono i consigli per tornare al lavoro dopo aver avuto un infarto? Ecco cosa spiegano gli autori dello studio.

Come tornare al lavoro dopo un infarto




  • Prendere parte alla riabilitazione cardiaca (la metà dei pazienti non lo fa)

  • Seguire i consigli sullo stile di vita, suggerimenti personalizzati da parte di un cardiologo, di uno psicologo, del fisioterapista, dell’assistente sociale e del terapista occupazionale al rientro sul posto di lavoro.

  • Non cambiare lavoro se non è davvero necessario

  • Ricominciare in modo graduale, facendo meno ore/giorni all'inizio, lavorando da casa una volta alla settimana, facendo più pause, delegando alcune responsabilità e così via

  • Restare in contatto con il medico di base e/o medico aziendale.


Sono necessarie ulteriori accortezze per coloro che hanno problemi di salute, come ad esempio coloro che soffrono di obesità, fumano o che hanno il diabete.

Queste persone

possono svolgere un programma più lungo di riabilitazione cardiaca, ed è molto importante che mantengano i contatti con il medico di famiglia o il medico della compagnia e che modifichino i compiti secondo necessità.

via | Eurekalert
Foto da Pixabay

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