Psicologia: essere se stessi a lavoro rende più produttivi

Essere se stessi sul posto di lavoro migliora la vita professionale e personale. Ecco cosa rivela un nuovo studio.

Lavoro

Essere se stessi sul posto di lavoro migliora la vita professionale e personale. A rivelarlo è un nuovo studio pubblicato sulle pagine del Journal of Business and Psychology, i cui autori hanno analizzato 65 precedenti studi incentrati su ciò che accade dopo che le persone rivelano un'identità stigmatizzata (come ad esempio l'orientamento sessuale, una malattia mentale, una disabilità fisica o anche solo una gravidanza) sul posto di lavoro.

La decisione di esprimere un'identità stigmatizzata è molto complicata. Potenzialmente potrebbe avere entrambe le conseguenze, sia positive che negative

spiegano gli autori dello studio, i quali sottolineano che la ricerca indica in modo schiacciante che le persone con caratteristiche non visibili (come un diverso orientamento sessuale o problemi di salute) che vivono apertamente al lavoro sono più felici con la loro vita complessiva e più produttive sul posto di lavoro.

L'autodisvelamento è in genere un'esperienza positiva, perché consente alle persone di migliorare le connessioni, di creare relazioni con gli altri e di liberare la mente da pensieri indesiderati.

Chi vive apertamente anche sul posto di lavoro sperimenta inoltre una diminuzione dell'angoscia e del senso di ambiguità del proprio ruolo, una maggiore soddisfazione sul lavoro e un maggiore impegno verso la propria posizione lavorativa. Al di fuori del lavoro, queste persone percepiscono inoltre una minore sensazione di stress psicologico e una maggiore soddisfazione della propria vita.

via | ScienceDaily
Foto da Pixabay

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