Natale e depressione, le persone fragili rischiano l’effetto Grinch

Il Natale può provocare depressione, senso di spossatezza e irritabilità a chi soffre di Seasonal affective disorder o disturbo bipolare.

Social network e depressione

Non sempre il Natale porta con sé gioia e felicità Molte persone sono molto più depresse, di cattivo umore, hanno un senso di spossatezza e irritabilità a causa dell’atmosfera natalizia che da fine ottobre invade prima strade e negozi e poi le nostre case. È stato soprannominato effetto Grinch, citazione cinematografica. All'AdnKronos Salute Maurizio Pompili, professore di psichiatria, direttore della scuola di specializzazione in psichiatria all’Università Sapienza di Roma e del Servizio per la Prevenzione del suicidio dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Andrea, ha spiegato.

"A rischiare di risentire in modo negativo del clima natalizio sono in particolare due tipologie di persone. In un caso si tratta di chi è affetto da Seasonal affective disorder (Sad), disturbo che insorge nel tardo autunno-inverno e si protrae a primavera e può ripetersi nel corso degli anni. Il freddo e la riduzione delle ore di luce possono indurre stati depressivi, peggiorati dalla dimensione di euforia altrui e dalle aspettative eccessive legate alle feste natalizie. Non ci si sintonizza sulla lunghezza d'onda degli altri, e si percepisce una frattura con la società".

Inoltre, il Natale può essere complesso anche per chi soffre di disturbo bipolare, patologia che alterna stati depressivi a eccitamento euforico.

“Si tratta di persone in equilibrio molto precario, che hanno bisogno di ritmi regolari, sonno adeguato, pochi stimoli. Con le feste si dorme meno e l'eccitazione generale può innescare stati depressivi: arriva allora l'insonnia o un'eccessiva sonnolenza, l'irritabilità e la spinta a mangiare continuamente carboidrati".

A mettere agitazione sono anche le spese che bisogna affrontate. Forse, almeno il lato consumistico del Natale si può arginare, evitando di esasperare gli animi, il portafoglio e soprattutto il nostro precario equilibrio.

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