Sì all'espianto delle protesi Pip, ecco i rischi per chi le tiene

protesi pip

La notizia è di pochi giorni fa: il Sistema Sanitario Nazionale deve farsi carico dell'espianto delle protesi Pip di tutte le donne che vogliano rimuoverle, indipendentemente dalle ragioni alla base della richiesta. A stabilirlo è stato il Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato dal Ministero della Salute contro la sentenza emessa lo scorso aprile dal Tar del Lazio, che aveva stabilito la necessità di modificare l'ordinanza del ministro Balduzzi secondo cui la rimozione sarebbe stata a carico della Sanità solo in caso di danni fisici o di problemi medici.

Ora, invece, basta la paura che il seno perfetto ottenuto con l'impianto di una protesi Pip metta a rischio la salute per giustificare la sua rimozione. Possono, quindi, tirare un sospiro di sollievo le quasi 200 italiane che hanno cercato l'aiuto del Codacons per chiedere al Ministero e agli altri soggetti coinvolti il risarcimento dei danni associati all'uso delle protesi sotto accusa. Ma quali sono i rischi corsi da chi, dopo essere ricorsa alla chirurgia plastica, decidesse di non rimuoverle?

In seguito all'accusa mossa alle Pip di aumentare il rischio di cancro al seno le autorità europee hanno cercato di rispondere a questa domanda già tempo fa, riunendo un comitato scientifico (lo Scientific Committee On Emerging And Newly Identified Health Risks, SCENIHR) che, dopo aver valutato la situazione, avrebbe dovuto fornire linee guida generali che permettessero ai diversi Paesi europei, dotati di normative differenti per quanto riguarda la gestione del rischio associato alla presenza delle protesi.

Tuttavia, il verdetto emesso dallo SCENIHR lo scorso febbraio non ha permesso di ottenere una risposta definitiva ai dubbi sui rischi per la salute associati alle protesi Pip e ad oggi la situazione è ancora piuttosto confusa. Secondo il comitato

il numero limitato di dati clinici, insieme all'assenza di dati epidemiologici sugli impianti al seno in silicone Pip, danno prove insufficienti per arrivare alla conclusione che le donne con impianti al seno in silicone Pip corrano maggiori rischi per la loro salute rispetto alle donne con protesi al seno di altre case produttrici.

Il punto cruciale, però, è la minore resistenza dell'involucro esterno delle protesi Pip rispetto a quello di altri impianti in silicone, rilevata anche nell'analisi condotta dallo SCENIHR e dimostrata da un numero maggiore di casi di rottura delle Pip nei primissimi anni dopo l'impianto rispetto a quelli registrati impiantando altre protesi. Non solo, un test ha dimostrato che in caso di rottura le protesi Pip potrebbero causare un'irritazione.

Lo SCENIHR ha quindi concluso che

ad oggi le prove che indicano un rischio per la salute delle donne con impianti al seno in silicone Pip non sono forti. Tuttavia, c'è preoccupazione per un aumento dell'infiammazione dovuta alla rottura degli impianti al seno in silicone Pip. In questo momento non è possibile valutare un rapporto rischi-benefici generale. Piuttosto, in futuro il rapporto tra rischi e benefici dovrà essere calcolato dal chirurgo estetico per il singolo paziente.

Via | Help Consumatori; Epimonitor
Foto | Flickr

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