È record di aborti a Napoli fra le minorenni: usano i kit fai da te comprati in rete

In Campania l'applicazione della legge 194 deve fare i conti con una sanità in difetto e sempre più minorenni incinte decidono di abortire col fai da te

Record gravidanze Napoli

Arriva dalla Campania un allarme lanciato dalle Asl locali, dove l'applicazione della Legge 194 si scontra quotidianamente con i disservizi e dove, triste realtà, si sta assistendo ad un boom di gravidanze indesiderate fra le ragazze fra i 10 e i 17 anni. Situazione che si somma alle altre problematiche della sanità campana.

Secondo la Dottoressa Rosa Papa, ginecologa e responsabile del dipartimento materno-infantile dell’Asl di Napoli, il problema è di proporzioni importanti e comprende una tragica combo di crisi dei consultori, eccesso di medici obiettori e invece penuria di personale nei reparti, difficoltà nel dare assistenza medica e psicologica a chi ne ha bisogno, ma anche difficoltà nel somministrare la RU486, la pillola del giorno dopo.

A questo si affiancano i dati impietosi sulle pazienti che chiedono un'interruzione della gravidanza, sempre più giovani, sempre meno informate sulla contraccezione e prontissime a risolvere il proprio "problema" in modo creativo, come dice Cinzia Ferrara, responsabile dell'Unità di Interruzione Volontaria della Gravidanza presso l'Ospedale Federico II di Napoli:

(Le ragazze) utilizzano kit fai da te, comprati online

Cinzia Ferrara

Sembra impossibile eppure la realtà supera la fantasia. Basta un computer ed una carta di credito per poter acquistare su internet anche farmaci a base di Mifespristone, il principio attivo della RU486 o alcune sue varianti, come il Cytotec, un farmaco contro le ulcere gastroduodenali che ha come "effetto collaterale" anche la stimolazione delle contrazioni uterine.

Il punto è che, non solo questi medicinali andrebbero prescritti da un professionista ma, soprattutto per il Cytotec, possono portare a problemi anche gravi. Il misoprostolo, che è il principio attivo del Cytotec, ha infatti effetti abortivi solo se assunto in sovradosaggio, con tutte le controindicazioni del caso. Una su tutte, emorragie interne e collasso uterino.

Eppure la via dell'acquisto online dei farmaci per interrompere la gravidanza è la più battuta, anche perché in Campania, il protocollo per la somministrazione per via ospedaliera prevede anche un ricovero della paziente per tre giorni. Un tempo di degenza che scoraggia le ragazze, preferendo persino la via chirurgica piuttosto che quella farmacologica, se anche meno invasiva.

Il problema, neanche a dirlo, non è solo a livello di strutture e di procedure, ma è a monte e tira in ballo la corretta educazione sessuale che, ovviamente, è carente. O non si spiegherebbe il preoccupante incremento delle gravidanze indesiderate, soprattutto fra le minorenni, con Napoli che detiene il triste primato di acquisto di kit fai da te per abortire.

L'allarme è ufficialmente entrato nell'agenda politica della Regione Campania, tanto che è pronta sulla scrivania del Governatore, Vincenzo de Luca, un piano per rafforzare le attività di ospedali e soprattutto consultori, che dovrebbero fungere anche da polo informativo per colmare certe pericolose lacune.

Foto | iStock

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