Tassa sulle bibite, le motivazioni del no di Coldiretti

tassa sulle bibite

Il dibattito su un'eventuale tassa sulle bibite gassate e zuccherate continua ad rimanere aperto. A riaccendere gli animi è l'ennesimo annuncio del ministro Balduzzi, che negli scorsi giorni ha ribadito che fra le iniziative che il governo intende mettere in atto per proteggere la salute degli Italiani c'è, accanto a normative più stringenti sulla vendita dei tabacchi, anche la famigerata tassazione sulle bevande che aumentano il rischio di obesità e di altre gravi problematiche, come l'ictus.

Se poco tempo fa abbiamo avuto modo di parlare delle posizioni favorevoli all'introduzione di questa tassa, che, oltre alla salute umana, aiuterebbe a proteggere anche quella dell'ambiente, ora a farsi sentire sono soprattutto le voci contrarie a questo provvedimento. In questi giorni è soprattutto Coldiretti a dichiarare la sua contrarietà all'iniziativa proposta da Balduzzi. L'associazione, infatti, crede che la tassa, ufficialmente imposta nell'interesse della salute, sia, in realtà, un mero espediente per “fare cassa” (si parla di ben 250 milioni di euro) e che i metodi per ridurre i rischi associati al consumo delle bevande zuccherate, in particolare dei succhi di frutta, dovrebbero essere altri.

Coldiretti ha spiegato che il vero ostacolo alla salubrità delle bibite sta nelle leggi che ne regolano la produzione nel nostro Paese. Il punto dolente, nel caso dei succhi, è la quantità minima di vera frutta che deve essere contenuta nel prodotto pronto per la vendita: solo il 12%. Aumentare questo minimo accettabile sarebbe, secondo Coldiretti, una strategia molto più efficace per protegge la salute dei consumatori rispetto all'introduzione di una tassa sui succhi di frutta. Non solo, il provvedimento aiuterebbe anche l'economia: prendendo ad esempio il caso dei succhi a base di arancio, per aumentare di un solo punto la percentuale di vera frutta nelle bibite bisognerebbe utilizzare 25 milioni di chili in più di arance per la loro produzione.

La legge da modificare sarebbe la n.286 del 1961, quella che consente ancora l'uso di coloranti artificiali nella produzione delle bevande a base di agrumi. Il documento che lo renderà possibile è già all'esame del Parlamento e si intitola “Norme in materia di bevande analcoliche alla frutta”. Secondo Coldiretti modificare il testo di questo documento prima della conclusione dell'attuale legislatura potrebbe essere il vero passo in avanti verso la tutela della salute dei cittadini.

Via | InGusto
Foto | Flickr

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