Legge donazione organi in Italia, come funziona

Legge donazione organi in Italia: cosa prevede la legislazione in merito alla donazione degli organi?

Legge donazione organi in Italia

Legge donazione organi in Italia, come funziona? Donare i propri organi è un gesto di grandissima generosità e di civiltà, oltre che di rispetto per la vita. Vuol dire donare a un'altra persona la possibilità di tornare a vivere. La Dichiarazione di volontà a donare organi e tessuti è regolamentata in Italia dall’articolo 23 della Legge 1° aprile 1999, n. 91, dal Decreto ministeriale dell'8 aprile 2000, aggiornato con il Decreto ministeriale dell'11 aprile 2008.

La legge dà indicazioni fondamentali per la donazione degli organi. Secondo il Report 2011 del Centro Nazionale Trapianti l'Italia è terza tra i grandi paesi europei, dopo Spagna e Francia e prima di Regno Unito e Germania, con 22 donatori per milioni di persone. La media europea è di 16.9 donatori per milione.

La Legge 91/99 prevede il principio del silenzio assenso, che però in Italia non ha mai trovato attuazione.


Legge donazione organi, Italia: come funziona


Come donare gli organi? Si può registrare la propria volontà di donazione post mortem nel registro dell'Asl o presso il medico curante. Alcune amministrazioni comunali prevedono l'inserimento della decisione all'interno della stessa carta di identità (come avviene ad esempio a Roma). Ci si inserisce così nel database del Centro Nazionale Trapianti o SIT, Sistema Informativo Trapianti. Si può anche chiedere aiuto alle tante associazioni: la più importante è l'AIDO, l'Associazione Italiana Donatori di Organi.

Nel momento in cui una persona viene a mancare, i medici verificano la presenza dei documenti che attestano la volontà di donare gli organi o consultano il database. Se la persona non ha espresso alcuna volontà in vita, i famigliari possono dare il consenso oppure opporsi. Nel caso di morte del minore, sono sempre i genitori a decidere.

Foto iStock

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