Woga: lo yoga si fa in acqua

La vostra disciplina preferita non va d’accordo con l’estate? Troppo caldo per andare a rinchiudersi in palestra? A meno che non si tratti di scuse per nascondere la ragione reale della diserzione, ovvero la pigrizia, c’è un modo per risolvere il problema: praticare la propria disciplina in acqua, conciliando allenamento e mare o piscina. Se poi la disciplina in questione è lo yoga la soluzione si chiama woga, cioè water yoga.

I vantaggi, ovviamente, sono tutti quelli dello yoga a cui si aggiungono quelli dell’attività in acqua: il minor carico delle articolazioni, il benessere generale che si accompagna sempre agli sport acquatici, il piacere – non ultimo – di rinfrescarsi quando la temperatura diventa rovente.

In più, è una disciplina che possono praticare tutti, inclusi anziani e donne in gravidanza, perché i movimenti sono molto dolci e attutiti dall’elemento acquatico, ma anche chi ha subito traumi articolari. Gli unici strumenti utili saranno eventuali supporti galleggianti, ma si può anche farne a meno.

Foto | Flickr

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