Cos'è la plagiocefalia posizionale, le conseguenze e i rimedi

La plagiocefalia posizionale è un problema tipico dei neonati e viene chiamata anche testa piatta.

Cute baby playing

Molto spesso i neonati nascono la testolina un po’ schiacciata. È una condizione transitoria e dovuta al parto. La parola plagiocefalia indica una forma anomala, definita anche a parallelogramma. Non si tratta di deformità vera e proprio, quanto più di un inestetismo che dovrebbe sistemarsi con la crescita. Si parla di plagiocefalia posizionale quando il neonato mostra una zona appiattita del cranio.

Questo dipende dal fatto che le ossa del cranio del bimbo sono ancora molto morbide e se il neonato è appoggiato a pancia in su per molte ore, il cranio nel punto di appoggio potrebbe appiattarsi. La testa piatta potrebbe anche dipendere al processo di nascita e alla posizione assunta nel grembo materno.

Che cosa possono fare i genitori? Per correggere, finché si può, questa anomalia è importante fare in modo che il bimbo non stia sempre nella stessa posizione. La testa non deve riposate costantemente nell’area piatta. Esistono dei cuscini, a ciambellina, che servo proprio per evitare e “curare” l’appiattimento. Se il bimbo, inoltre, tende a girare sempre la testa da una parte: una sorta di posizione di comodo, stimolatelo affinché ruoti il capo dal lato opposto. Quando? Per esempio durante l’allattamento o mentre lo tenete in braccio.

Esistono poi degli osteopati specializzati nella terapia neonatale che possono stimolare la correzione posturale e di conseguenza favori la risoluzione della plagiocefalia. Quali sono le conseguenze di questo problema? La plagiocefalia posizionale è associata a frequenti torcicolli, a causa dall’asimmetrica tensione del muscolo sternocleidomastoideo, ma anche all’insorgere di scoliosi.

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