Psicosi, cos'è e come si manifesta?

Ecco cosa si intende per psicosi, chi potrebbe soffrirne e come viene affrontato il problema.

Psicosi come si manifesta

Psicosi - Il termine psicosi fu introdotto per la prima volta nel XIX secolo, per indicare il concetto di malattia mentale o di follia. Successivamente, il termine indicò dei disturbi che compromettono le funzioni mentali del soggetto, e che comportano una perdita del suo rapporto con il mondo reale. Tali disturbi si manifestano generalmente intorno all’età adolescenziale o alla prima età adulta (tra 15 e i 35 anni). Nel momento in cui, per la prima volta, si manifestano i primi sintomi di una psicosi, si dice che il soggetto ha avuto un episodio psicotico.

Oltre ad un allontanamento dal mondo reale, il soggetto presenterà delle difficoltà ad intraprendere delle attività, problemi a provare sentimenti nei confronti delle persone, disturbi di pensiero e uno stato di confusione. Tra i principali disturbi psicotici o psicosi troviamo la Schizofrenia, il Disturbo delirante, quello schizofreniforme, il disturbo schizoaffettivo e il disturbo psicotico breve.

I sintomi


I sintomi che fanno supporre la presenza di questo tipo di problema sono molti, possono variare da un soggetto all’altro, e possono mutare nel tempo. Fra i sintomi si segnalano quelli che riguardano il "pensiero" (alterazione del flusso delle idee e dei nessi associativi, deliri, paranoie), e disturbi della sensopercezione (allucinazioni uditive, olfattive, visive, …). Il soggetto avrà difficoltà a pensare con chiarezza, apparirà confuso, potrebbe pensare che qualcuno stia cercando di influenzare i suoi pensieri, presenterà dei cambiamenti del comportamento (tendenza alla letargia o anche maggiore attività) ed avrà problemi nel parlare e relazionarsi con altre persone.

Possibili cause e trattamento

Le possibili cause della psicosi sono molteplici, dai fattori biologici a quelli genetici, dalla presenza di malattie fisiche fino all’uso di droghe, depressione e così via. Il trattamento delle psicosi punterà in primo luogo a ristabilire il contatto del paziente con la realtà. La fase acuta sarà trattata mediante terapia farmacologica, che dovrà però essere associata a trattamenti di psicoterapia riabilitativa.

via | Ipsico.it, Psicologi-italia.it, Pronia.eu

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