I sintomi della sindrome da iperstimolazione ovarica, la terapia e le linee guida

Quando si parla di OHSS, la sindrome da iperstimolazione ovarica, e cosa bisogna sapere su questa particolare patologia.

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La sindrome di iperstimolazione ovarica, in inglese OHSS (ovarian hyperstimulation syndrome), è una patologia che viene indotta nel corpo femminile dalle terapie mediche che si seguono per stimolare la crescita follicolare e l'ovulazione in modo da avere un figlio: viene definita per questo una sindrome "iatrogena", ovvero causata da fattori esterni e non direttamente dal corpo umano.

Questa sindrome è causata da un'eccessiva stimolazione dell'ovaio nella produzione dei follicoli: quando questi superano il numero di 15-20, aumenta anche la produzione di estrogeno. La sindrome si scatena principalmente quando viene somministrato l'hCG o quando si stabilisce la situazione di gravidanza, ma in generale è molto rara.

I sintomi della sindrome da iperstimolazione ovarica sono principalmente quelli legati alla produzione ormonale, quindi simili in tutto e per tutto a ciò che si prova durante l'ovulazione e il ciclo mestruale, oppure quando si prende la pillola anticoncezionale ad alto dosaggio ormonale: sensazione di gonfiore e dolore addominale, aumento di peso causato dalla ritenzione di liquidi, senso di pesantezza al bacino, vomito, nausea forte, diminuzione della quantità di urina giornaliera prodotta e una forte sete che spinge comunque a bere molto di più.

La sindrome da iperstimolazione ovarica viene suddivisa in quattro livelli di gravità (lieve, media, severa e critica) e la classificazione viene fatta in base ad alcuni parametri come il diametro ovarico, l'intensità e la presenza o meno di alcuni dei sintomi sopraelencati.

La terapia di cura e le linee guida per il trattamento della OHSS prevedono il riposo a letto, il consumo di almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e l'assunzione di farmaci che attenuino il dolore addominale, il vomito e la nausea; nei casi più gravi è previsto il ricovero in ospedale e il monitoraggio dei valori come l'ematocrito e la concentrazione delle urine, in modo da ristabilire la corretta idratazione corporea e la funzionalità di tutti gli organi.

Vale la pena sottolineare che la sindrome da iperstimolazione ovarica non è così frequente come ci si potrebbe aspettare: nelle terapie per la fertilità ogni donna reagisce diversamente. Per scongiurare la comparsa di questa sindrome, solitamente si cerca di dosare i farmaci per la fertilità, chiamati gonadotropine, a livelli molto bassi in modo che la stimolazione sia graduale e non eccessiva; inoltre le terapie per la fertilità sono sconsigliate alle donne che soffrono di ovaio policistico.

Via | Fondazione Serono
Foto | Flickr

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