Riconoscere il dito a scatto: la terapia e gli esercizi per evitare l'intervento

Il "dito a scatto" (termine scientifico tenosinovite stenosante) è un disturbo che interessa la membrana protettiva del tendine, rivestita di una sostanza (tenosinovia) che permette il movimento fluido di piegamento e raddrizzamento delle dita. Quando la tenosinovia non lubrifica sufficientemente il tendine durante il movimento, ecco che il dito si blocca in posizione piegata; per poter tornare dritto compie un movimento secco, come uno scatto, da cui il nome comune di questo disturbo.

Riconoscere questa patologia è facile: il dolore prende il palmo della mano ed è più acuto alla base del dito che si fatica a piegare e distendere. Spesso il dolore è accompagnato da gonfiore e calore della parte interessata; in alcuni casi si può sentire un vero e proprio nodulo nel tendine, che si avverte palpando il dito incriminato.

È importante sottolineare che questi sintomi sono più intensi al mattino, dopo il riposo notturno, e in generale se si tiene la mano ferma; con il movimento, tendono a diminuire.

Per alleviare il dolore, il medico può consigliare di effettuare piccoli esercizi che facilitino la mobilità microarticolare del dito, evitando di stringere troppo intensamente la mano a pugno e di fare movimenti di presa ripetuti. Si può trovare sollievo anche in maniluvi tiepidi, da fare la mattina appena svegli per riattivare dolcemente le dita dopo il riposo,  e massaggi lievi che allevino la tensione. La terapia medica è essenzialmente a base di antinfiammatori non steroidei e di infiltrazioni di cortisone nella puleggia.

In caso nessuno di questi rimedi ovviasse al problema, diventa necessario sottoporsi ad  un breve intervento chirurgico che riporti la funzionalità al tendine.

Foto | Flickr

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