Crisi, ambiente e detrazioni: quello che il governo Berlusconi non fa

Crisi, ambiente e detrazioni: quello che il governo Berlusconi non fa

di Mario Delfino E così, alla fine, gli incentivi all'efficienza energetica sono stati modificati. Complimenti. E' dura lavorare in queste condizioni. Con una classe politica che ti mischia le carte in tavola ogni 2 anni. E' facile, ora, sottolineare che mentre gli altri centrano gli obiettivi di Kyoto, noi adesso cominciamo a pianificare interventi e […]

di Mario Delfino

E così, alla fine, gli incentivi all'efficienza energetica sono stati modificati. Complimenti. E' dura lavorare in queste condizioni. Con una classe politica che ti mischia le carte in tavola ogni 2 anni. E' facile, ora, sottolineare che mentre gli altri centrano gli obiettivi di Kyoto, noi adesso cominciamo a pianificare interventi e risorse.

Che gli altri, pur non disponendo del nostro sole, hanno saputo creare una leadership mondiale nel fotovoltaico. Creando decine di migliaia di posti di lavoro.

Che mentre gli altri provano ad investire nell'efficienza energetica, per convertire lavoratori dal settore edile a quello del risparmio energetico, noi andiamo smantellando la nostra neonata industria dell'efficienza energetica: prima, eliminiamo l'obbligo di allegare l'attestato di certificazione energetica all'atto di compravendita degli immobili. Ed adesso trasformiamo l'accesso agli incentivi energetici in una sorta di lotteria. Di concorso a premi.

E' facile, me ne rendo conto. Ma qui si gioca la partita. Siamo di fronte ad una crisi quasi senza precedenti. E, come ogni altra crisi, anzi più di ogni altra crisi, questa costituisce l'occasione per cambiare. Per innestare quei cambi di rotta che in condizioni normali, ovviamente, è difficile adottare.

Gli altri governi lo hanno capito. E stanno virando verso un'economia più sostenibile. Hanno capito che da questa crisi si uscirà più forti solo se la tutela ambientale rientra tra le priorità da considerare ai fini della stesura del programma degli interventi. Il nostro no. Continua a procedere, in maniera ottusa. A testa bassa, contro un futuro che ci schiaccerà.

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