Tre italiani su quattro sono favorevoli all’eutanasia

Tre italiani su quattro sono favorevoli all’eutanasia

Cresce il cambio di mentalità degli italiani verso l'eutanasia, il 75% è favorevole alla dolce morte per interrompere le sofferenze.

In Italia l’eutanasia è ancora illegale ma negli ultimi 5 anni c’è stato un lento e progressivo cambio di mentalità, si è diventati più sensibili ed empatici a questo argomento. Secondo un’indagine Eurispes cinque anni fa, nel 2015, solo la metà degli italiani era favorevole all’eutanasia (il 55,2%), adesso si è passati al 75,2% che significa circa 3 persone su 4.

Cosa è cambiato in questi cinque anni? Probabilmente le persone hanno preso coscienza di cosa voglia dire eutanasia e che sia legittimo chiedere di interrompere la vita quando le sofferenze sono troppe e non più sopportabili, o quando si è in vita ma non si vive. L’Associazione Luca Coscioni si occupa da anni della legalizzazione dell’eutanasia, ed è in prima linea per offrire aiuto e sostegno a chi ne ha bisogno. Chiedere una fine dignitosa non dovrebbe essere così difficile, ci dovrebbe essere solo rispetto per chi si rende conto che non c’è altra soluzione, che sul piatto non è rimasto nulla da mettere.

Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato: [quote layout=”big” cite=”Marco Cappato]“È solo la punta dell’iceberg di una realtà sociale che, con l’innalzamento della durata media della vita, è sempre più consistente ma è trattata con indifferenza dalla politica ufficiale dei partiti. A nulla è valso l’esplicito richiamo della Consulta al Parlamento, che fino ad ora non ha fatto altro che qualche audizione di esperti per prendere tempo, senza nemmeno arrivare alla formazione di un testo base su cui incardinare un dibattito sul tema, vista la contrarietà dei capi di tutti i partiti, di centro, di destra e di sinistra, “populisti” e non, da Zingaretti a Salvini, da Meloni a Crimi”.[/quote]

Un piccolo passo avanti è stato fatto con la sentenza della Corte Costituzionale che a novembre ha legalizzato l’accesso al suicidio assistito. Il suicidio assistito differisce dall’eutanasia perché a chiederlo è il soggetto stesso. La Corte Costituzionale ha legalizzato il suicidio assistito quando si è in presenza di quattro criteri oggettivi e non è punibile, condannabile e perseguibile [quote layout=”big” cite=”Marco Cappato]“chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.[/quote]

Via | lastampa
Foto di andreas160578 da Pixabay

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