Disfunzioni sessuali, nuovi farmaci contro il calo dell’eccitazione femminile

Un campo della ricerca medica tradizionalmente incentrato sugli studi "al maschile" apre al genere femminile, visto l'aumento del numero di donne che soffrono di problemi di eccitazione.

Se i pronto soccorso per le disfunzioni sessuali sono già andati in sperimentazione lo scorso anno per aiutare il benessere delle coppie in difficoltà, la medicina non sta a guardare.

Le nuove frontiere degli studi in merito si stanno concentrando su un campo tradizionalmente tenuto da parte, quello del calo dell'eccitazione femminile che colpisce sempre più donne nel mondo: a rivelarlo è Claudio Mencacci, il presidente della Sip "Società Italiana di Psichiatria", che sottolinea come ad oggi una donna su dieci sia affetta da calo del desiderio sessuale, e come la medicina stia cercando di sviluppare farmaci in grado di contrastare questo numero in aumento.

Le nuove molecole per il desiderio sessuale agiscono infatti sui neurotrasmettitori cercando di bilanciare il sistema della serotonina, che ha effetto inibitore, e quello della dopamina che ha effetto eccitante.

I nuovi farmaci contro il calo dell'eccitazione femminile, anche se non ancora immessi sul mercato ma già criticati da molti commentatori perché considerati un mero business dal quale le aziende farmaceutiche tenderanno a trarre profitti, potrebbero invece aiutare le donne adulte a riavere una vita sessuale attiva dopo la menopausa, che tradizionalmente corrisponde ad un calo del desiderio. Anche le donne in menopausa precoce possono essere le dirette destinatarie di questi nuovi studi.

Sono evidenti e tra gli effetti da considerare vi è anche la possibilità di favorire la sessualità femminile nelle età più avanzate; un'esigenza che, con l'allungamento della vita diventa oggi sempre più forte.

A couple embrace on the beach front of S

Via | Ansa

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail