Web 2.0 e informazione: ci credo, lo dice la televisione, anzi no, lo dice il blogger

Web 2.0 e informazione: ci credo, lo dice la televisione, anzi no, lo dice il blogger

Si sta diffondendo la notizia dell'iniziativa, la prima in Italia di questo genere, del progetto Codice Internet, che sta partendo da Milano in questi giorni e che porterà nelle piazze e nei teatri di tutta Italia momenti di confronto, conferenze e concerti con lo scopo di portare direttamente alle persone le opportunità straordinarie del web. […]

Si sta diffondendo la notizia dell'iniziativa, la prima in Italia di questo genere, del progetto Codice Internet, che sta partendo da Milano in questi giorni e che porterà nelle piazze e nei teatri di tutta Italia momenti di confronto, conferenze e concerti con lo scopo di portare direttamente alle persone le opportunità straordinarie del web.

Quel web che è ancora visto come uno strumento "pericoloso", come si legge dalla notizia dell'Herald Tribune riportata da Debora Billi sul blog Petrolio. La lamentela del governatore della Florida e di due suoi ministri:

Bronson ha detto che la carenza di benzina è stata causata dal panico popolare, di cui ritiene responsabili alcuni ignoti blogger. "Molta gente crede ai blogs, seguono la situazione attraverso i blogs e la vedono peggiorare man mano. Anche se tutti noi tre abbiamo affermiato che non c'è carenza di carburante, non ha fatto differenza."  

Il blogger ha la responsabilità di diffondere il panico? Oppure cerca semplicemente di diffondere informazioni veritiere?  "Ho sempre odiato quando i media ci trattano come bambocci che è meglio non sappiano dei disordini, della pandemia, del crac economico, o peggio della fuga di gas venefici da quella tal fabbrica" continua Petrolio.

Moltissimi commenti sono stati lasciati sul blog Petrolio, di tanti utenti che si sono sentiti giustamente chiamati in causa.

I blog acquistano credibilità perchè fanno informazione libera, oltre al fatto non secondario che tutto ciò che è scritto in rete rimane esposto alla verifica del tempo, mentre la tv al contrario riscrive la storia ogni giorno a comando scrive Cataldo.

Monica ritiene che tra gli utenti, nelle conversazioni reali, scorre già il motto: "oh guarda che è vero, l'ho letto sul tal blog!!". Vale forse comunque e sempre una buona dose di senso critico sviluppata anche dopo anni di spappolamento televisivo e non solo.

E augura che anche la nostra classe politica possa imparare a gestire personalmente un blog per stimolare l'informazione tradizionale e creare un rapporto più veritiero con le persone. In effetti, a parte il caso del blog di Antonio Di Pietro, invece di lamentarsi dovrebbero chiedersi come mai si preferisca credere ad un ignoto ed anonimo blogger piuttosto che al cosiddetto "nostro rappresentante eletto". Per saperne di più continua sul blog Petrolio.

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