La dipendenza da cibo esiste: i 5 cibi di cui non riusciamo a fare a meno

Ci sono cibi che somigliano a vere e proprie "droghe" perché non smetteremmo mai di mangiarli. Scopriamo i primi 5 alimenti che danno dipendenza

Ok, che esistesse una dipendenza da cibo analoga ad altre forme di dipendenza patologica, lo si sa da molto. Malattie come l'obesità e la bulimia sono determinate proprio da una attrazione compulsiva verso il cibo che si trasforma, da mezzo vitale di sostentamento, a "droga" capace, per quell'attimo di effimera gratificazione, di diventare una vera ossessione.

Ma senza arrivare a questi drammatici estremi, che possono mettere a rischio la salute fisica e psicologica di un individuo, possiamo tranquillamente affermare che ciascuno di noi, seppur in modo non "malato", può avere difficoltà a rinunciare a determinati cibi, veri e propri comfort food.

Cibi-dipendenza

Viceversa, ci sono alimenti che potremmo mangiare ogni giorno senza mai arrivare a sviluppare una dipendenza. Perché ciò accade? Si tratta non di un problema psicologico ma di un vero effetto biochimico che alcune sostanze contenute in diversi cibi che a breve vedremo, sono in grado di indurre, andando a modificare le risposte cerebrali e quindi i nostri comportamenti relativi al cibo.

Parliamo di sostanze non "buone", ovvero grassi saturi, grassi trans idrogenati, zuccheri, sale, spesso addizionati a cibi industriali per modificarne il gusto e renderli più appetibili. Sono tutti cibi molto gradevoli al palato che danno assuefazione inducendo nel nostro cervello una reazione simile a quella che si innesca in caso di assunzione di droghe e di alcool.

Ad effettuare una indagine su questi alimenti definiti "problematici", sono stati i ricercatori del Icahn School of Medicine presso il Mount Sinai Hospital di New York, guidati dalla dott.ssa Nicole Avena su un campione di 504 volontari.

Ai partecipanti ara stato chiesto di individuare i cibi che provocavano in loro maggior assuefazione usando come riferimento la Scala di Dipendenza da cibo di Yale (che si basa su una serie di voti da 0 a 7, da attribuire per determinare un punteggio). Naturalmente i cibi a cui ciascun partecipante attribuiva il voto più alto erano quelli più "problematici" in quanto assimilabili a vere e proprie droghe. Ecco i cinque più votati:


  • Pizza (punteggio: 4,01)
  • Cioccolato (punteggio: 3,73)
  • Patatine in busta (punteggio 3,73)
  • Biscotti confezionati (punteggio 3,71)
  • Gelato (punteggio 3,68)

Al campione è stato anche chiesto quali fossero, invece i cibi meno pericolosi, che non davano loro alcuna dipendenza seppur graditi. Essi sono: cetrioli senza condimento, carote, fagioli sconditi, mele, riso integrale lessato e senza condimento.

Anche se questa curiosa classifica può farci sorridere e pensare che sia una cosa scontata che cibi tanto deliziosi al palato siano irrinunciabili e altri decisamente meno "accattivanti" si possano mangiare senza diventarne dipendenti, ma in realtà è importante stabilire queste differenze soprattutto in caso di disturbi dell'alimentazione e obesità da curare.

Infatti per un nutrizionista sapere che alcuni cibi sono più problematici di altri (a parità di calorie) perché in grado di "scatenare" fenomeni di dipendenza e quindi possono più di altri contribuire a far fallire una dieta dimagrante è utilissimo.

Alla luce di quanto appena appreso, La prossima volta che andate al supermercato a fare la spesa, oltre a farlo a stomaco pieno onde essere meno indotti in tentazione, fate una bella scorta di riso, di mele e di carote e lasciate perdere le patatine e la pizza surgelata. Quanto al cioccolato, poi, sceglietelo extrafondente , molto più ricco di antiossidanti e meno calorico!

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Foto| via Pinterest
Via | huffingtonpost.com

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