Bambini e obesità, mamme italiane ancora in stato di allerta

L'incidenza del sovrappeso, anche grave, continua ad aumentare. A rischio ci sono i più piccoli. Ecco chi sono i responsabili

Sovrappeso e obesità continuano a minacciare la salute dei bambini italiani. A confermare la tendenza dei ragazzi a pesare più di quanto dovrebbero sono i dati presentati a Roma in occasione della conferenza stampa di lancio della campagna “Mangia bene, cresci bene". I risultati dell'edizione 2015 dell’indagine “L’obesità infantile: un problema rilevante e di sanità pubblica”, condotta a cura dell’Osservatorio del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano – Bicocca, parlano chiaro:i Italia la prevalenza del sovrappeso fra bambini e ragazzi supera di circa 3 punti percentuali la media europea. Per di più il fenomeno sembra in continuo aumento e cresce dello 0,5-1% all'anno, una velocità pari a quella con cui continua ad aumentare negli Stati Uniti.

L'indagine ha riassunto le principali ricerche nazionali e internazionali in tema di alimentazione. Ne è emerso che in generale ad essere più a rischio sono i più giovani. Gli adolescenti in sovrappeso tendono infatti a diminuire all'aumentare dell'età, tanto che se a 11 anni ne soffrono 1 ragazzo su 3 e 1 ragazza su 4 in entrambi i casi 4 anni dopo l'incidenza diminuisce di circa 10 punti percentuali. I problemi si concentrano soprattutto tra gli 8 e i 9 anni, quando il 50 e il 41%, rispettivamente, dei maschi e delle femmine, è in sovrappeso e 25 e il 16% è addirittura obeso. Prendendo in considerazione la più ampia fascia di età tra i 6 e gli 11 anni il sovrappeso e l'obesità riguardano rispettivamente il 23,1 e il 9,8% dei bambini. Il problema è particolarmente diffuso nel Sud della penisola, dove il problema riguarda il 15,2% dei ragazzi, contro il 9,3% del Centro e l'8,2% del Nord. In particolare, il record di obesità infantile riguarda la Campania (dove la metà dei bambini di terza elementare è obeso o in sovrappeso), seguita da Puglia, Molise, Abruzzo e Basilicata, dove invece l'incidenza dei problemi di peso nell'infanzia supera il 40%.

Chi pensa che alla base del fenomeno ci sia una predisposizione contro cui si può fare ben poco si potrebbe sbagliare di grosso. I fattori di natura genetica non sono infatti gli unici responsabili dell'incidenza dei problemi di peso nei bambini italiani, che devono fare i conti anche con uno stile di vita scorretto e contesti socio-economici e familiari controproducenti. Un bambino su 6 ha ad esempio dichiarato di non aver fatto attività fisica il giorno precedente l'indagine. Un puro caso? Sembrerebbe di no, dato che altrettanti ragazzi confessano di fare sport solo un'ora alla settimana, mentre oltre il 30% ammette di dedicare a tv o videogiochi più di 2 ore al giorno. E solo 1 su 4 va a scuola a piedi o in bicicletta.

La situazione non è migliore sul fronte alimentare. Solo il 44,7% dei ragazzi conosce le regole di una sana alimentazione, e nemmeno i genitori sembrano correttamente informati. Il 37% delle mamme di ragazzi in sovrappeso, ad esempio, non ritiene che i figli mangino troppo, contro il 29% che ammette il contrario. Per di più solo il 40% delle mamme ritiene che l'attività fisica svolta dai figli sia insufficiente.

obesità bambini

In questo panorama 1 bambino su 10 salta la colazione, 3 su 10 la fanno assumendo troppi carboidrati o troppe proteine e per 2 su 3 la merenda a metà mattina è abbondante. In 4 su 10 bevono quotidianamente bevande zuccherate o gassate e il 22% non mangia tutti i giorni frutta e verdura. Il 50% dei bambini non mangia mai o quasi mai nemmeno i legumi e solo 1 su 5 seguono la raccomandazione di mangiarne 2 o 3 volte alla settimana. Fra i cibi più consumati sono invece incluse scelte che sarebbero da limitare: gli insaccati (consumati da 1 bambino su 7 una o più volte al giorno) e gli snack (mangiati tutti i giorni da 1 bambino su 3).

Gli esperti, però, non hanno dubbi

La sana alimentazione è un aspetto centrale nell’educazione dei nostri figli

ricorda alle mamme e ai papà Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige - movimento genitori.

Contenere il consumo di snack, promuovere corretti stili di vita e sport all’aria aperta, adottare una dieta varia ed equilibrata sono alcune accortezze per combattere l’obesità ed evitare rischi per la salute dei nostri ragazzi.

Sembra insomma chiaro che in Italia ci sia bisogno di un cambiamento di rotta anche in questo campo.

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