Le proprietà della cherimoya, i valori nutrizionali e come si mangia

La cherimoya (o annona) è un frutto tropicale ricco di vitamine e antiossidanti essenziali per l'organismo: il modo migliore per consumarla e perché.

La cherimoya è conosciuta anche con il nome di annona ed è un frutto tropicale forse poco diffuso sulle nostre tavole e nei supermercati, ma non è difficile trovarlo se si vuole consumarlo.

La cherimoya è una pianta che si presume sia originaria del Sudamerica, non si sa con precisione se nella zona delle Ande o in Argentina visto che ne esistono diverse varietà simili ma afferenti ad un'unica specie in varie zone del continente: tendenzialmente si presenta come un frutto verde dalla buccia simile alla pelle del serpente, con piccoli avvallamenti, e dalla polpa profumata e dolce a piena maturazione.

Mangiare la cherimoya non è difficile: è simile ad un avocado come struttura, quindi si può scavare tranquillamente con un cucchiaino dopo averla aperta a metà. La buccia non è edibile quindi va scartata, esattamente come i grandi semi all'interno che sono potenzialmente velenosi.

3342889117_626b5c6a14_z

I valori nutrizionali della cherimoya sono afferenti a quelli di frutti come mele, pere, pesche, albicocche o ananas, vale a dire i frutti molto acquosi: per questo apporta molta acqua e vitamine idrosolubili, tra cui quella che spicca maggiormente è la vitamina C nonostante sia comunque presente in quantità inferiore rispetto ad agrumi, kiwi o fragole.

La cherimoya è poi un frutto in grado di fornire una buona quantità di fibre e potassio, indispensabile per il corretto mantenimento delle fibre muscolari in pieno vigore. Scarsa in lipidi e colesterolo, quindi indicata a chi deve tenere sotto controllo i grassi, più di ogni altra cosa la cherimoya fornisce un alto apporto energetico quindi è bene regolarsi sul consumo, che deve attestarsi attorno ai 150-300 milligrammi al giorno.

L'elemento nutrizionale fondamentale della cherimoya è però un polifenolo antiossidante, l'annonacina (o acetogenina) che è considerato un valido antitumorale anche se ad alte concentrazioni è potenzialmente neurotossico; in Guadalupa viene ritenuto responsabile di alcune forme di Parkinson precoce, probabilmente dovute al consumo continuo o all'esposizione cronica alla cherimoya.

Via | Mypersonaltrainer

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail