Alimentazione, ecco i cibi crudi che fanno male alla salute

In alcuni casi la cottura abbatte il rischio di contaminazioni batteriche, in altri elimina fattori altrimenti tossici. Ecco qualche regola per una cucina sicura

C'è chi del crudismo fa una vera e propria scelta di vita portando in tavola tutti i giorni cibi crudi. Altre volte si tratta di gusti: gli appassionati del sushi non mancano, così come sono in molti ad amare quello che viene semplicemente definito “crudo”, quel misto di ostriche e frutti di mare considerati una vera e propria prelibatezza. Non tutti i cibi, però, si prestano facilmente a questa scelta. Nel caso di alcuni alimenti, infatti, la cottura è importante (se non addirittura indispensabile) per renderli commestibili o per ridurre i rischi associati al loro consumo da crudi.

In generale, la carne dovrebbe essere cotta perché i batteri non impiegano molto tempo per attaccarla, favorendone il deperimento. Per questo se si vuole gustare un buon carpaccio è meglio farselo affettare al momento dal macellaio di fiducia e consumarlo in giornata. Le raccomandazioni da seguire sono simili nel caso della carne trita, nel cui caso è consigliabile un consumo nell'arco di poche ore dalla macinazione. Infatti questa operazione facilita l'attacco da parte dei microbi, aumentando i rischi nel caso in cui la carne venga consumata cruda.

Nel caso del pesce il consumo a crudo è consentito solo se si è sicuri delle norme igieniche seguite durante la sua conservazione. In caso contrario la cottura è il metodo più efficace per eliminare batteri e parassiti che possono contaminarlo.

Scendendo più in casi particolari, ecco alcuni cibi per cui è importante assicurarsi una buona cottura.

Il pollo

pollo crudo

Può essere contaminato dalla salmonella; in questo caso tra 4 e 7 giorni dopo il consumo si può avere a che fare con gravi infezioni intestinali che portano non solo a crampi addominali, ma anche a febbre, diarrea e vomito. Recentemente è stata riportata anche un'epidemia di un ceppo antibiotico-resistente che ha portato a diversi ricoveri in ospedale a causa di setticemie, infezioni del sangue che possono risultare letali. Per di più la salmonella non è l'unico rischio: il pollo crudo può portare con sé anche campylobacter, batterio che può scatenare infezioni più gravi e pericolose rispetto a quelle da salmonella.

I fagioli rossi

fagioli rossi cottura

Così come altre varietà di fagioli, ma anche piselli, ceci, fave, soia e altri legumi devono essere cotti perché ricchi di sostanze nocive (i fattori antinutrizionali) dall'effetto negativo sia sulla digestione sia su altre funzioni dell'organismo. In particolare, i fagioli rossi contengono fitoemoagglutinina, una tossina naturale che può causare forte nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. La soia, invece, contiene goitrina, molecola che interferisce con il buon funzionamento della tiroide.

Le uova

uova salute

Sono commestibili anche crude, ma anche nel loro caso non bisogna trascurare il rischio di contaminazione da salmonella. Inoltre la cottura inattiva un fattore antinutrizionale presente nel loro albume e che ostacola l'assorbimento di alcune vitamine, l'avidina.

Le melanzane

melanzane crude

Consumate crude possono essere decisamente indigeste. Per questo rappresentano un caso raro nel mondo della verdura, che dovrebbe essere consumata preferibilmente cruda per conservarne tutte le proprietà nutrizionali. Nelle melanzane può però essere presente solanina, una molecola che se assunta in grandi quantità può scatenare dolori gastrointestinali. Per evitare il problema basta grigliarle leggermente; perché correre dei rischi inutili?

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Via | Medical Daily; Zanichelli

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