Eutanasia: dopo il caso Englaro, via libera al testamento biologico?

Eutanasia: dopo il caso Englaro, via libera al testamento biologico?

Con il caso di Eluana Englaro si torna a parlare dell'eutanasia e si è riaperto il dibattito sull'eventualità della Chiesa di aprirsi al testamento biologico come possibile compromesso. Emanuela Zerbinatti del blog Arte e Salute ci informa di un recente comunicato, al quale non è stato dato molto rilievo ma sul quale è importante soffermarsi. […]

Con il caso di Eluana Englaro si torna a parlare dell'eutanasia e si è riaperto il dibattito sull'eventualità della Chiesa di aprirsi al testamento biologico come possibile compromesso.
Emanuela Zerbinatti del blog Arte e Salute ci informa di un recente comunicato, al quale non è stato dato molto rilievo ma sul quale è importante soffermarsi.

Lunedì l'associazione Scienza e Vita ha pubblicato sul suo sito un comunicato firmato dai presidenti Bruno Dallapiccola e Maria Luisa Di Pietro, col quale ribadiva che "Scienza e vita non approverà mai una legge sul testamento biologico"

Ma l'associazione Scienza e Vita che potere decisionale ha nel nostro Governo? Apparentemente nulla, ma ricordiamo la campagna fatta per l'astensione dal referendum sulla legge 40 che l'ha vista protagonista e che ha influenzato il voto (il non voto) di molti italiani.

La nuova posizione annunciata con questo comunicato è infatti il secondo cambio di rotta netto in pochi giorni. Alcuni giorni prima, sempre Dallapiccola e Di Pietro, avevano annunciato "l'apertura dell'associazione a un provvedimento che regolasse le dichiarazioni anticipate di volontà sulle cure da ricevere, o rifiutare, alla fine della vita", ribaltando una delle posizioni storiche di Scienza e Vita, tanto è vero che ne erano seguite le dimissioni di Adriano Pessina, direttore del centro di bioetica dell'università Cattolica.

Una spaccatura all'interno stesso di Scienza e Vita? Si chiede giustamente Arte e Salute: si dibatte per sapere se deve decidere la Legge o la famiglia quando una persona non è in grado di esprimere le sue volontà. Ma se queste volontà le si possono scrivere prima, perché l'opinione dei familiari o peggio, dello stato che è un perfetto estraneo dovrebbero valere più di quella del diretto interessato, seppur data tempo prima?

Per saperne di più continua a leggere su Arte e Salute

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