Mille centrali nucleari? Il grande bluff di Berlusconi

Mille centrali nucleari? Il grande bluff di Berlusconi

E se le 1000 centrali nucleari di cui Berlusconi ha parlato al G8 giapponese fossero solo un grande bluff? Sfruttando la disinformazione che regna sovrana nel nostro Paese su tutti i temi tecnici e scientifici, si parla del ritorno al nucleare come di un' emergenza, una scelta obbligata in grado di risolvere tutti i problemi […]

E se le 1000 centrali nucleari di cui Berlusconi ha parlato al G8 giapponese fossero solo un grande bluff?

Sfruttando la disinformazione che regna sovrana nel nostro Paese su tutti i temi tecnici e scientifici, si parla del ritorno al nucleare come di un' emergenza, una scelta obbligata in grado di risolvere tutti i problemi energetici dell'Italia.

Ma qualcuno non si è accorto che il dibattito sul nucleare in Italia è praticamente inesistente?
Al di là delle ideologie ambientaliste, siamo tutti d'accordo che la costruzione di nuove centrali nucleari solleva un notevole problema di costi. Facciamo un po' di chiarezza:

Pietro Cambi dal blog Crisis, rispondendo a Berlusconi, sottolinea che i costi ufficiali, riportati dall'ENEA, un ente istituzionale "sono di circa 3 miliardi di euro a centrale. A cui andrebbero aggiunti (sia pure tra una trentina di anni) i costi per la dismissione". Quindi "per costruire 1000 centrali nucleari in 15 anni, bisogna investire qualcosa come 9 milioni di barili di petrolio equivalenti al giorno e per 15 anni, una quantità pari, per dare una idea, alla produzione di petrolio dell'Arabia Saudita".
Insomma Berlusconi l'ha sparata davvero grossa questa volta, ma non è tutto.

Luciano Vecchi de Il Professor Echos ci ricorda un intervento di Renato Brunetta, poco prima delle elezioni, l'attuale Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, a proposito della corsa al rialzo del greggio: "Disse che sarebbe bastato comunicare alle agenzie di stampa che l'Occidente è pronto ad investire massicciamente sul nucleare di ultima generazione per ridurre drasticamente il prezzo del barile".

E se fosse proprio così? A parte il fatto che per costruire una nuova centrale nucleare servono 10-15 anni "e una barcata di soldi" aggiunge Tiziano Scolari del blog Schegge di Vetro, se viene considerata una soluzione per l'emergenza energergetica "come facciamo a tirare fino al 2020" ?

Qualcuno si è chiesto da dove arriveranno i finanziamenti?
C'è da dire anche un'altra cosa, come scrive Mario Delfino di Parole Verdi, "è quantomai interessante verificare la differenza tra i costi di costruzione delle centrali nucleari indicati da differenti soggetti. Secondo l'ENEL, occorrono 3-3,5 miliardi di euro per un reattore da 1.700 MW, mentre per la società tedesca E.On sono necessari circa 6 miliardi di euro".

Chi ha ragione? Come mai l' ENEL ha sparato dei prezzi così bassi? Forse perchè è stato anche dimostrato che dalla fase progettuale a quella finale i costi crescono anche ed oltre il 50%.

Il piccolo segreto del nucleare, secondo il blog Stop al Nucleare, è che "esso sopravvive come risorsa energetica fattibile per via delle massicce sovvenzioni pubbliche di cui gode. Nessuna delle 439 centrali nucleari al momento operative nel mondo è stata costruita senza convenzioni e, considerato lo scetticismo ben fondato degli investitori, nessuna centrale lo sarà mai".

A questo punto ci chiediamo, uno Stato con un debito pubblico di 1.661 miliardi di euro, il terzo a livello mondiale, come può cimentarsi nella realizzazione di centrali nucleari? Non riusciamo ad aprire una discarica o a costruire un inceneritore, figurati costruire una centrale nucleare. La soluzione promessa da Berlusconi molto probabilmente non si avvererà mai.

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