Le ragadi al seno: consigli per l'allattamento

Le ragadi sono delle piccole ferite che si aprono sul capezzolo durante l'allattamento al seno. Vediamo come alleviare questo doloroso disturbo

Le ragadi al seno sono delle dolorose micro abrasioni che si aprono a raggiera sul capezzolo delle neomamme in fase di allattamento. Si tratta di vere e proprie ferite che possono essere molto superficiali e poco fastidiose, oppure profonde fino al sanguinamento, talmente dolenti da rendere le poppate una tortura per la madre.

Tra le cause della formazione delle ragadi ci sono molti fattori diversi, in primis una certa predisposizione genetica. Ma queste micro abrasioni sono soprattutto una conseguenza di posizioni e metodi di allattamento sbagliati.

Motherhood

Quando si offre il seno al proprio neonato, infatti, bisogna stare molto attente a che la boccuccia sia esattamente ad altezza del capezzolo, pertanto il bambino deve essere posizionato con il corpo rivolto verso quello materno, con testa e i fianchi sulla stessa linea. La testa del bimbo deve essere davanti al seno, in particolare il naso deve essere centrato sul capezzolo.

Il seno va sostenuto assumendo la "posizione a C" (quattro dita sotto la mammella e il pollice sopra) e diretto alla bocca del piccolo. Quando questa sarà spalancata, si dovrà subito introdurre una porzione ampia del capezzolo, ovvero anche la parte inferiore dell'areola per una presa più salda. Il mento del bebè mentre succhia deve essere attaccato al seno, il labbro deve essere rivolto all'esterno, la lingua deve trovarsi tra il seno e il labbro inferiore.

Per preservare i capezzoli, poi, non bisogna mai far poppare il bambino solo da una parte ma ogni 15 minuti circa cambiare seno. Se le ragadi compaiono su un capezzolo solo, allora si inizierà ad allattare dalla parte meno dolente, e solo alla fine si cambierà lato. Quando le ferite siano profonde e sanguinanti, però, non si deve interrompere l'allattamento ma seguire alcuni accorgimenti.

Ad esempio, si potrà spremere il latte manualmente fino a che le ragadi non sia rimarginate, e nel frattempo curarle applicando la classica pomata all'ossido di zinco che si usa per lenire le dermatiti dei bambini. Per evitare che le abrasioni si infettino provocando una mastite (infiammazione della mammella), poi, si dovrà stare molto attente all'igiene.

Sarà dunque buona norma detergere con cura il capezzolo prima e dopo la poppata con acqua tepida e sapone neutro e lasciare che asciughi all'aria. Inoltre, un buon "unguento" naturale è il colostro stesso, il liquido sieroso che si forma tra una poppata e l'altra e che prelude alla fuoriuscita del latte vero e proprio.

Questa sostanza è un cicatrizzante naturale, quindi si può massaggiare sul capezzolo dolente. Le coppette paracapezzolo non sono molto indicate, ma le migliori sono comunque quelle in argento che hanno proprietà antibatteriche. Per prevenire la formazione delle ragadi o evitare le recidive, poi, si deve nutrire la pelle del capezzolo affinché non si secchi troppo, ad esempio massaggiandola ogni tanto con dell'olio di mandorle dolci o altro olio cosmetico delicato e naturale.

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Foto| via Pinterest

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