Global Trends 2014, i sistemi sanitari globali e la fiducia nei medici secondo i cittadini del mondo

Il sondaggio su scala mondiale ha indagato su come gli abitanti dei paesi del mondo vedano i servizi sanitari nelle proprie nazioni e quale sia il livello di fiducia nel personale medico.

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La ricerca dei Global Trends 2014 rilasciati dall'istituto Ipsos MORI sulla salute e la sanità dei cittadini può aver evidenziato discreti paradossi a livello di percezione e realtà dello stato di salute del mondo: a quanto pare i cittadini globali amano le contraddizioni, perché in molti paesi è ampia la forbice che si apre sulla buona salute percepita e quella reale.

Non è da meno l'indagine che ha coinvolto, sempre nello stesso ambito, il giudizio e la percezione dei sistemi sanitari globali e la fiducia nei medici: i dati raccolti nelle due settimane necessarie allo svolgimento del sondaggio evidenziano come le risposte alle sette domande relative agli argomenti della Sanità e del ruolo dei dottori siano non solo ricche di piccole sfumature nonostante la richiesta di risposte secche, ma anche piene di intense contraddizioni.

Nell'individuare la qualità della sanità e l'accesso ad essa, laddove per sanità si intende tutto il complesso di medici di base, specialisti, ospedali, esami diagnostici e accesso ai medicinali garantiti, insomma il servizio sanitario nazionale, coloro che hanno ammesso di avere il migliore sono stati i Belgi con il 76% di risposte positive quanto alla qualità. A seguire, Gran Bretagna, Stati Uniti e Australia, mentre i più insoddisfatti della qualità del proprio SSN sono i Polacchi (60%) seguiti da Russi (56%) e Brasiliani (53%).

Global Trends 2014,  la sanità secondo i pazienti globali


Global Trends 2014, la sanità secondo i pazienti globali

Ben diverso il discorso sulle aspettative per il futuro delle terapie, perché la percezione cambia: i più pessimisti riguardo la qualità delle cure e il loro accesso nel periodo futuro sono indubbiamente gli Spagnoli, con ben il 60% di sfiduciati di fronte al sistema sanitario nazionale. Idem i Francesi, con il 49%, e gli Italiani, che schizzano fino al 44%, segno che c'è ben poca fiducia nel futuro della sanità.

Global Trends 2014,  la sanità secondo i pazienti globali

Se poi il fai-da-te riguardo le informazioni mediche potrebbe essere sconsigliato, non ditelo ai Cinesi: il 77% di loro non si fida del proprio medico e cerca soprattutto informazioni da solo per gestire la propria salute. Paradossalmente i più fiduciosi nei medici, nonostante la poca speranza nel futuro, sono proprio gli Spagnoli (64%), che si affidano ciecamente ai propri dottori, e anche gli Italiani (55%).

Global Trends 2014,  la sanità secondo i pazienti globali

Sempre i Cinesi guidano l'armata di coloro che sanno dove reperire informazioni per prendere decisioni in merito alla propria salute, mentre Italiani e Francesi non si sentono così sicuri, anzi; nell'affermazione "è sempre meglio seguire il consiglio del proprio medico" sono proprio i transalpini Francesi a mostrare la massima fiducia nei propri operatori sanitari, con una percentuale dell'83%, mentre Giapponesi e Russi appaiono un po' più scettici.


Le seconde opinioni in merito alla diagnosi fatta da un medico sono sempre bene accette in Italia (91%), Cina (90%) e Turchia (90%), e in generale se non ci si fida troppo del parere di un dottore si cerca sempre un'alternativa.


Sempre i Cinesi (con una percentuale stratosferica del 91%) richiedono un maggiore controllo sulle decisioni che riguardano la salute dei cittadini, seguiti da Turchi e Polacchi. Sostanzialmente si chiede ovunque una maggiore attenzione per quanto riguarda le politiche sanitarie.

Global Trends 2014,  la sanità secondo i pazienti globali


    Global Trends 2014 è l’elaborazione di un ampio sondaggio condotto da Ipsos MORI: oltre 16mila interviste condotte fra il 3 e il 17 settembre 2013, 20 paesi del mondo coinvolti, un “panel” statistico composto da un pubblico di cittadini e consumatori attivi sul web e fortemente connessi. Il progetto, molto ambizioso, fotografa lo stato dell’arte su una serie di comportamenti e tematiche di rilevanza mondiale (dall'ambiente alla salute, dall'attivismo politico ai brand). E si propone di lanciare il dibattito su quel che sarà in futuro.

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