Dieta, arriva il Nutritional Consultant

Ma i dietisti non ci stanno e avvisano sul rischio di creare ulteriore confusione in chi vuole rivolgersi a un esperto del settore per riuscire a perdere peso in modo salutare

In una società in cui il sovrappeso è un problema sempre più frequente mettersi a dieta può essere una vera e propria esigenza di salute. Sia che il motivo che spinge a cercare di perdere peso sia questo o che si tratti della voglia di rimettersi in forma, dimagrire non è sempre semplice. Per di più la cifra indicata dall'ago della bilancia non è l'unico elemento cui prestare attenzione. Infatti oltre ad essere efficace una dieta deve essere anche sana.

Le figure professionali che possono aiutare a raggiungere il duplice obiettivo di dimagrire e di farlo in modo sano non mancano. Oggi ai dietologi – i medici specializzati in Scienza dell'Alimentazione – ai biologi nutrizionisti – laureati in biologia specializzati in nutrizione – e a figure già presenti nel settore, come dietisti, tecnologi alimentari e cuochi dietetici si aggiungono anche il Nutritional Consultant e il Nutritional Sport Consultant. Di cosa si tratta?

nutritional consultant

La figura dei Nutritional Consultant si inserisce nell'ambito delle discipline complementari e non convenzionali. I suoi ambiti d'azione sono l'educazione alimentare, l'individuazione di squilibri alimentari e bioenergetici, l'indicazione di suggerimenti per una nutrizione sana e per il ricorso all'integrazione nutrizionale o alla fitoterapia, la verifica di intolleranze alimentari con apparecchiature non elettromedicali.

Il Nutritional Consultant può collaborare con erboristerie, parafarmacie e farmacie, ma anche palestre, beauty farm, centri benessere e studi associati. Tuttavia, il suo arrivo non è stato visto bene da tutti gli altri professionisti del settore. L' Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) punta i riflettori sul rischio che l'arrivo di una nuova professione crei solamente caos e confusione nei pazienti, ma non solo.

Secondo l'ADI a rischiare è però anche chi investe in una formazione da Nutritional Consultant. Il suo presidente, Lucio Lucchin, sottolinea che

il titolo ottenuto avrà uno scarso valore al fine di definire un paziente sano così come per firmare i certificati medici per l’ attività sportivo agonistica.

Secondo l'esperto la strada da percorrere per migliorare il settore dovrebbe essere un'altra.

Nonostante si siano superati i 5 milioni di obesi e i 3 milioni di pazienti malnutriti al momento dell'ingresso in ospedale i servizi specialistici pubblici in dietetica e nutrizione clinica non solo risultano altamente insufficienti a coprire il territorio nazionale, ma in nome di un irrazionale taglio alla spesa vengono anche ridimensionati se non addirittura chiusi.

Resta da vedere se benché vada ad inserirsi in questo scenario la figura del Nutritional Consultant riuscirà a dare una risposta alle esigenze di chi vuole garantirsi una sana alimentazione, magari dimagrendo un po'.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail