La melanina: dove si trova e le funzioni nella pelle

La melanina è un pigmento della pelle che aumenta quando ci si abbronza. Vediamo le sue funzioni

Il meccanismo di produzione della melanina lo conosciamo tutti empiricamente per averlo – è il caso di dirlo – sperimentato fin da piccoli sulla nostra pelle.

Prodotta da cellule cutanee altamente specializzate chiamate melanociti, infatti, questa sostanza è un pigmento naturale che conferisce a ciascuno di noi il colore della pelle, ma anche quello dei capelli e delle iridi degli occhi.
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Poca o insufficiente melanina, dovuta a malattie o ad un fisiologico invecchiamento cellulare, provoca discromie (formazione di macchie sulla pelle con zone più pigmentate di altre), incanutimento dei capelli, e un’abbronzatura sempre meno uniforme ed intensa. La melanina non è, però, prodotta in uguale quantità in tutte le persone, esistono delle differenze di fenotipo (diremmo di “razza”, anche se questo termine è del tutto improprio), e naturalmente differenze individuali.

Il fenotipo, a sua volta, si può dividere in fototipi, per cui ci saranno persone appartenenti al generico fenotipo caucasico (i “bianchi”) con moltissima o poca melanina a seconda se nordici o mediterranei. I fototipi individuano proprio queste differenze, suddividendo le tipologie cutanee in 6 categorie principali, a seconda della maggiore o minore produzione di melanina:


  1. Fototipo 1: carnagione lattea con efelidi, capelli rossi e occhi chiari. Pochissima melanina, non si abbronzano mai
  2. Fototipo 2: carnagione chiara, capelli biondi e occhi chiari. Poca melanina, si abbronzano poco
  3. Fototipo 3: pelle chiara, capelli chiari, efelidi, ma più melanina e quindi si abbronzano di più e meglio
  4. Fototipo 4: carnagione pallida olivastra, occhi scuri e capelli scuri. Hanno molta melanina e si abbronzano bene
  5. Fototipo 5: carnagione scura con tanta melanina, si abbronzano intensamente
  6. Fototipo 6: pelle nera naturalmente ricchissima di melanina

A seconda del fototipo di appartenenza, quando ci si espone al sole è been proteggere la pelle con adeguato filtro solare. Infatti sono proprio i raggi ultravioletti del sole – UV-A e UV-B – che innescano il processo di produzione della melanina a scopo protettivo. I melanociti stimolati da un ormone ipofisario chiamato intermedina, e partendo da un aminoacido, la tirosina, cominciano a produrre più pigmento, innescando il processo di abbronzatura.

La cute si ricopre di un velo brunito che serve per difenderla dall’azione aggressiva dei raggi solari, anche se, va detto, le conseguenze peggiori per la pelle non sono tanto legate alle scottature (provocate dai raggi UV-A), quando ai danni cellulari prodotti dai raggi UV-B (quelli che non ustionano), che aumentano i rischi di sviluppare tumori aggressivi e letali come il melanoma, un tipo di cancro che interessa proprio i melanociti.

Per prevenire questo pericolo, è quindi bene adoperare sempre le creme solari quando ci si espone al sole anche una volta che si sia già abbronzati, e anche se abbiamo la pelle scura. Inoltre, per difendere le cellule, e in particolare i melanociti, dall’invecchiamento legato allo stress ossidativo, dobbiamo nutrirci adeguatamente, introducendo nella dieta frutta e verdura ricche di vitamine A, C ed E, amiche della pelle.

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