Staminali da cordone ombelicale, nuove prospettive di cura dal trapianto autologo

Un nuovo Decreto Ministeriale aggiunge 3 indicazioni cliniche per cui è indicata la raccolta di sangue, ponendosi così a sostegno delle crescenti prove dell'efficacia del loro uso

La notizia sembra essere passata un po' in sordina, forse messa in ombra dalla contemporanea proroga della scadenza per il pagamento delle tasse per alcuni contribuenti. La Gazzetta Ufficiale dello scorso 16 giugno contiene però almeno un'altra importante novità, che avrà conseguenze più a lungo termine rispetto alla citata proroga fiscale. Questa edizione della Gazzetta rende infatti attive le modifiche e le integrazioni al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 18 novembre 2009 recante “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”.

Attraverso tali modifiche viene aggiornato l'elenco delle indicazioni cliniche per cui è opportuno effettuare la raccolta dedicata di sangue del cordone ombelicale. Il motivo? L'efficacia del trapianto di cellule staminali emopoietiche per il trattamento delle nuove condizioni aggiunte all'elenco è stata ormai dimostrata.

Le tre nuove indicazioni riguardano, si legge nel decreto, “patologie ad aumentato rischio di neoplasie”: la sindrome di Down, la neurofibromatosi di Tipo I e le immunodeficienze acquisite.

Si tratta di tre patologie importanti e gravi, che causano sofferenze e disagi sociali, che oggi hanno un avversario in più per essere combattute

spiega Luana Piroli, presidente della Fondazione InScientiaFides, che commenta:

L’aggiornamento di patologie trattabili con un trapianto autologo-dedicato di staminali provenienti dal sangue del cordone ombelicale mostra l’efficacia di un sentiero che parte dalla ricerca, attraversa la sperimentazione e giunge al traguardo della disponibilità di una terapia accessibile a tutti. Si conferma anche la validità del trapianto autologo-dedicato, oggi nel mondo prevalente rispetto a quello eterologo.

staminali cordone ombelicale

Piroli ha aggiunto anche due considerazioni. La prima riguarda le procedure di raccolta e di conservazione, che dovrebbe essere razionalizzata in modo da rendere le cure accessibili a tutti e “in luoghi certi, senza limiti organizzativi di alcun tipo”.

Siamo molto lontani da questo traguardo

ha commentato Piroli.

In secondo luogo, secondo il presidente di InScientiaFides

si accredita sempre più l’importanza di disporre di staminali cordonali proprie, in particolare provenienti dal cordone ombelicale. E’ un’altra sfida che l’Italia non può rimandare, ma è necessario superare gli steccati ideologici per aprirsi ad un dialogo con le strutture private, all’insegna della competenza e della qualità, uscendo da pregiudizi polverosi e produttori di inefficienza.

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Via | Il Sole 24 Ore; Comunicato stampa

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