Cos'è la fonoforesi, come funziona e le controindicazioni

La fonoforesi utilizza gli ultrasuoni per introdurre un farmaco nell'organismo. Vediamo per quali disturbi è indicata e quali sono le controindicazioni

La fonoforesi, o sonoforesi, è una tecnica terapeutica che sfrutta il potere penetrativo degli ultrasuoni per favorire l’inoculazione di un farmaco in modo che possa superare le barrire dell’epidermide e del derma e arrivare negli strati più profondi in modo preciso.

Infatti dobbiamo considerare che i tessuti cutanei sono una sorta di muro che protegge le parti più interne dell’organismo umano, come i muscoli, i tendini, le ossa e i nervi, e le preserva.

Quando queste aree siano colpite da traumi o patologie infiammatorie, necessitano di terapie localizzate con farmaci e infiltrazioni che arrivino esattamente nel punto dolorante, ma non sempre questo è possibile senza effettuare trattamenti invasivi. L’uso degli ultrasuoni permette quindi di “dribblare”, diciamo così, questi ostacoli, e di far entrare il principio attivo in circolo permettendo che esplichi al massimo la sua efficacia, senza inoculazioni invasive o incisioni di vario tipo.

Co la fonoforesi, inoltre, si inibisce l’attivazione di una serie di meccanismi fisiologici che tendono a neutralizzare o ridurre l’effetto del farmaco una volta penetrato nell’organismo, riducendone la biodisponibilità. Gli ultrasuoni utilizzati – tra i 20 e i 25 KHz - producono alterazioni che permettono il superamento della barriera corneale senza conseguenze nocive per l'organismo.

Il macchinario ad ultrasuoni usato per la fonoforesi è presente ormai in molti centri specializzati, ed in particolare serve per curare malattie dell’apparato scheletrico-muscolare, a carico di nervi o tendini, come ad esempio la sindrome del tunnel carpale, oppure malattie infiammatorie degenerative a carico delle articolazioni.

Anche patologie della pelle traggono giovamento dal fonoforesi e guariscono prima, ma questa tecnica è sempre più utilizzata anche nella Medicina estetica, ad esempio per inoculare la tossina botulinica (il botox). Non si tratta, naturalmente, di un metodo di terapia adatto ad ogni malattia che preveda la somministrazione di farmaci ad uso topico.

L‘uso degli ultrasuoni viene però considerato utile per superare la permeabilità cutanea in caso di trattamento di neonati, specialmente se prematuri, con farmaci. La tecnica si effettua solo in Centri medici specializzati e si affianca ad altri metodi collaudati per la veicolazione intradermica tra cui ionoforesi ed elettroporazione.

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