Graminacee, la soluzione contro le allergie di giugno è l'immunoterapia specifica

A primavera inoltrata l'aumento delle terapie favorisce i disturbi allergici causati dai pollini. Ecco cosa consiglia l'esperto

Il primo giugno ha portato con sé starnuti e congiuntiviti? Non dovete sentirvi soli. E' infatti proprio questo il periodo dell'anno in cui l'esposizione ai pollini delle graminacee raggiunge il suo picco massimo: la primavera inoltrata, con l'impennata delle temperature, corrisponde al periodo di massima fioritura delle piante responsabili dei sintomi che tormentano il 70% degli italiani affetti da un'allergia.

A ricordare qual è il modo migliore per affrontare questi disturbi è Giorgio Walter Canonica, direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Allergologia Di.M.I. IRCCS San Martino di Genova e presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC). Secondo Canonica l'unica vera soluzione al problema è l'immunoterapia specifica, molto spesso impropriamente chiamata “vaccino”.

Consiste nella ripetuta somministrazione di estratti allergenici ad individui sensibilizzati con lo scopo di ridurne la risposta immunologica e clinica

spiega l'esperto.

Solo in questo modo è possibile agire sull'allergia alla sua radice, opportunità non offerta dagli antistaminici. L'efficacia del cosiddetto vaccino in termini di remissione o addirittura di guarigione dell'allergia è invece riconosciuta da più di 10 anni dall'Organizzazione mondiale della sanità, che ne suggerisce la diffusione e l'utilizzo.

Infatti gli studi condotti nel corso degli anni hanno ormai dimostrato che l'immunoterapia specifica aiuta a migliorare la qualità della vita riducendo sia i sintomi, sia la necessità di assumere dei farmaci. Attualmente l'attenzione si sta però spostando su altri aspetti, in particolare la sicurezza e l'efficacia della somministrazione sublinguale della terapia.

L’FDA, Agenzia Regolatoria del Farmaco degli Stati Uniti, ha recentemente approvato la terapia sublinguale, allineandosi a quanto già fatto dall’EMA (European Medicines Agency)

racconta Canonica.

Questa notizia, oltre a portare ulteriore rilevanza ed ufficialità alla terapia, aprirà le porte ad un maggiore impiego terapeutico della terapia. Auspichiamo quindi che l’immunoterapia specifica sublinguale diventi sempre di più un’opzione concreta per il trattamento di un’ampia popolazione di pazienti allergici.

Immunoterapia specifica, a chi è adatta?

immunoterapia specifica

Le graminacee sono diffuse in tutta Italia. Fra le circa 9.500 specie che compongono questa famiglia sono incluse piante molto comuni come il riso, il frumento e il mais. I loro pollini, prodotti in abbondanza e affidati al vento per l'impollinazione, possono scatenare reazioni anche molto gravi, che includono sinusiti, disturbi del sonno e asma. Come se non bastasse, in genere chi è allergico a una specie di graminacee lo è anche a tutte le altre.

Alla luce di questa situazione trovare una soluzione definitiva per l'allergia alle graminacee è di grande importanza. La decisione di consigliare a un paziente l'immunoterapia specifica deve però essere preceduta da un'attenta valutazione della sua condizione clinica e del ruolo svolto dagli agenti scatenanti.

Una volta stabilito che si tratta di una soluzione adeguata al caso, la terapia può partire con la sua fase iniziale, in cui è prevista la somministrazione di dosi scalari progressivamente crescenti. In questo modo si giunge a un dosaggio di mantenimento che viene utilizzato per le somministrazioni successive, da ripetere a intervalli regolari nel tempo.

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