Fecondazione eterologa, arriva il primo vademecum

Hera Onlus, SOS Infertilità Onlus e Cittadinanzattiva mettono a punto i primi consigli sulle buone norma di donazione dei gameti per le tecniche di procreazione medicalmente assistita che permetteranno anche in Italia l'uso di ovuli o spermatozoi esterne alla coppia

Come si deve comportare una coppia sterile per poter accedere alle tecniche di fecondazione eterologa in Italia? E chi può donare - e a quali condizioni - i suoi ovuli o i suoi spermatozoi perché vengano utilizzati per diventare genitore da chi altrimenti non potrebbe farlo? Queste e probabilmente molte altre domande appaiono lecite alla luce della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso mese di aprile che ha dichiarato illegittimi gli articoli della cosiddetta "Legge 40" relativi al divieto di fecondazione eterologa medicalmente assistita.

In attesa che vengano messe a punto delle regole condivise le associazioni Hera Onlus di Catania, SOS Infertilità Onlus di Milano e Cittadinanzattiva hanno messo a punto un vademecum sulla donazione dei gameti.

Questi pochi punti


ha commentato Mario Gambera, presidente di Hera,

rappresentano alcuni criteri fondamentali nel processo della donazione dei gameti, dai quali partire per garantire la salute del nascituro e la prospettiva di una genitorialità serena alla coppia infertile o sterile. Questo vademecum, infatti, nasce proprio con l’obiettivo di rassicurare le coppie sterili, dare loro la certezza che anche in Italia, finalmente, potranno essere aiutate e supportate al meglio.

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Ecco i sette punti del vademecum:

  1. I donatori possono essere i fertili, oppure gli infertili che donano parte dei loro gameti durante i loro cicli di PMA. I gameti potranno essere donati sia da persone che hanno già avuto figli sia da persone che ancora non ne hanno avuti;

  2. I donatori dovranno essere di una età compresa fra i 21 e i 35 anni;

  3. I donatori dovranno essere in buone condizioni di salute generale e non presentare nella loro storia ereditaria e familiare indizi verso alcuna malattia. Saranno esaminati i rischi per malattie genetiche e per malattie infettive;

  4. Sarà limitato il numero di donazioni: per ragioni di equilibrio genico, da ogni donatore non possono risultare più di 6 gravidanze;

  5. I gameti donati saranno posti in quarantena per almeno 6 mesi per confermare e verificare la permanenza dello stato di salute del donatore;

  6. La donazione deve essere assolutamente motivata da una spinta altruistica e realizzata nella più assoluta gratuità. La donazione deve essere lontana da contaminazioni commerciali oltretutto vietate dalla stessa legge 40 nel comma 6 dell’Articolo 12.

  7. I donatori devono essere anonimi come previsto dalla legislazione attuale sulla donazione di organi, di cui ai Decreti Legislativi 191/2007 e 16/2010.

Per il momento quelli di Hera, SOS Infertilità e Cittadinanzattiva restano dei consigli, ma il tema sarà approfondito durante il convegno “La tutela della salute per le coppie infertili e sterili dopo le sentenze della Corte Costituzionale” in programma a Roma il prossimo 5 giugno. Nel frattempo gli italiani restano in attesa di indicazioni ufficiali su come comportarsi in caso di necessità.

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