Aneurisma cerebrale, il rischio di rottura aumenta con le dimensioni?

Il rischio di rottura di un aneurisma cerebrale aumenta in base alle dimensioni?

L’aneurisma cerebrale rischia di rompersi se è più grande? Fino a poco tempo fa gli esperti pensavano che la risposta fosse si, ma una ricerca condotta dai membri dell'Università di Helsinki e pubblicata sulle pagine della rivista Stroke, sostiene il contrario. La dimensione dell’aneurisma al cervello non determina un maggiore o minore rischio di rottura. Per giungere a tale conclusione, gli esperti avrebbero analizzato i dati provenienti da pazienti affetti da aneurisma che sono stati seguiti per tutta la vita, ed avrebbero scoperto che un terzo degli aneurismi scoppiano, e che di questi, un quarto è di piccole dimensioni.

Come vi abbiamo spiegato qui, scoppiando, l’aneurisma provoca un sanguinamento emorragico che di solito si traduce in danni cerebrali o morte. Dalle analisi sarebbe però emerso che, soprattutto per quanto riguarda gli uomini, le dimensioni contano ben poco per quanto riguarda il rischio di eventuali rotture.

Tale rischio è risultato invece particolarmente elevato nelle donne che fumavano e che avevano degli aneurismi di sette millimetri o più grandi. Inoltre, il rischio di rottura sarebbe risultato eccezionalmente basso negli uomini non fumatori.

aneurisma cerebrale

"Questo non vuol dire che aneurismi negli uomini non fumatori non si rompono mai, ma che il rischio è molto più basso di quanto si pensasse in precedenza. - ha fatto sapere il docente Seppo Juvela, della University of Helsinki - Ciò significa che trattare un aneurisma non rotto può essere inutile, se viene diagnosticato in un uomo non fumatore con una pressione sanguigna bassa”.

Insomma, a conti fatto, dallo studio - pubblicato sulla rivista Stroke – appare chiaro che a determinare un maggiore rischio di rottura di un aneurima cerebrale sono piuttosto le condizioni generali del paziente ed i fattori di rischio come il fumo, mentre le dimensioni hanno uno scarso impatto sulla possibilità di rottura.

Detto questo, la ricerca riveste un’importanza particolarmente grande dal momento che per la prima volta i ricercatori sono riusciti a monitorare i pazienti con aneurismi per tutta la loro vita, e non per un limitato periodo di tempo, come è avvenuto invece nelle ricerche precedenti.

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via | Uutiset.helsinki.fi

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