Come sarà la Terra tra cento anni? Le previsioni di Legambiente

Come sarà la Terra tra cento anni? Le previsioni di Legambiente

Come sarà il nostro pianeta tra un centinaio di anni? Malgrado l'allarme per il global warming, la crisi energetica e i limiti dello sviluppo, Legambiente vede rosa. Nel 2108 le cose andranno meglio: lo sviluppo della tecnologia aiuterà gli uomini nella battaglia per la salvaguardia del pianeta. Nell'opuscolo “2108, la Terra che verrà”, che sarà […]

Come sarà il nostro pianeta tra un centinaio di anni? Malgrado l'allarme per il global warming, la crisi energetica e i limiti dello sviluppo, Legambiente vede rosa.

Nel 2108 le cose andranno meglio: lo sviluppo della tecnologia aiuterà gli uomini nella battaglia per la salvaguardia del pianeta. Nell'opuscolo “2108, la Terra che verrà”, che sarà pubblicato sulla rivista La nuova ecologia in occasione dell'Heart day, il 22 aprile, Legambiente spiega come cambieranno la vita e le abitudini dell'uomo del prossimo secolo. (Illustrazione di Luca Scaramuzzino)

I nostri nipoti diranno addio alle metropoli, destinate a sparire per lasciare spazio a piccoli centri abitati composti da case costruite in polimeri e autosufficienti dal punto di vista energetico. Anche all'interno saranno iper-tecnologiche: la bioedilizia passiva renderà minima la necessità di climatizzare gli ambienti e gli elettrodomestici saranno ad altissima efficienza.

La raccolta differenziata dei rifiuti verrà fatta porta a porta, ottimizzandola grazie a contenitori compattanti e ad  imballaggi non più derivanti dal petrolio ma da molecole vegetali.

Anche il settore dei trasporti sarà drasticamente trasformato: per spostarsi si useranno veicoli elettrici, tram e biciclette; il treno per i viaggi più lunghi.

Buone notizie anche per l'agricoltura, che, dopo un periodo di profonda crisi, riscoprirà le tecniche del passato. Aumenterà il consumo di frutta e verdura, rigorosamente biologiche, a scapito della carne. La globalizzazione sarà solo un ricordo, le filiere torneranno corte e ci sarà nuovamente un forte legame tra consumi e stagionalità dei prodotti.

Sempre secondo Pietro Cambi, autore dell'opuscolo, il dossier l'Italia dovrebbe diventare un paese ad emissioni zero per la produzione di energia, insieme ad Islanda e Nuova Zelanda. Come? Grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare.

Uno scenario diverso da quelli dipinti da Futuro Prossimo e da Il Professor €chos. Il primo prevedeva un pianeta selvaggio abitato da tartarughe e ragni giganti ma non dall'uomo, che nel frattempo si sarebbe estinto. Il secondo segnalava la costruzione della Freedom Ship, la prima città galleggiante, in previsione delle inondazioni causate dal global warming.

Cento anni non sono poi molti: il 2108 è più vicino di quanto pensiamo e per il momento non si vedono le premesse di un cambiamento così radicale. Si tratta di utopia o di uno scenario realmente possibile? Speriamo solo che gli esperti di Legambiente abbiano ragione…

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