Vermi nei sacchetti di patatine: succede a Torino

La confezione è stata acquistata in un punto vendita Carrefour del capoluogo piemontese. Sequestrato l'intero lotto

Vermi nei sacchetti di patatine: è successo a Torino, nel supermercato Carrefour di corso Grosseto 330, dove i Carabinieri del Nas hanno già provveduto al ritiro dell'intero lotto incriminato, con scadenza ottobre 2014.

A denunciare il problema alla caserma di corso Savona è stata una giovane mamma che ha portato il suo bambino di 20 mesi al pronto soccorso dell'ospedale Santa Croce di Moncalieri dopo averlo visto vomitare vermi e sangue. Il piccolo aveva mangiato 2 dei sacchetti incriminati e nella notte è stato male. Subito dopo la dimissione del piccolo, cui sono stati somministrati degli antibiotici, la donna si è rivolta alle forze dell'ordine portando con sé uno dei pacchetti non ancora consumati con all'interno alcune larve.

Immediata l'allerta: il nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) si è recato nel punto vendita già lo scorso 25 aprile, sequestrando l'intero lotto di appartenenza del prodotto consumato dal piccolo, che riportava come scadenza il mese di ottobre 2014. Al momento non ci sono indagati, ma è stata formulata un'ipotesi di reato per lesioni colpose a carico di ignoti. Mancano inoltre informazioni sulla marca delle patatine sequestrate. Benessereblog ha contattato l'ufficio stampa del Ministero della Salute per avere informazioni a tal proposito e non mancherà di aggiornarvi con le informazioni che dovesse ricevere.

La ricostruzione della vicenda

patatine vermi

La mamma del piccolo malcapitato si è recata all'ospedale Santa Croce di Moncalieri lo scorso 24 aprile. Secondo la sua ricostruzione della vicenda il pomeriggio precedente aveva acquistato una busta contenente più sacchetti di patatine, due dei quali sono stati mangiati dal piccolo.

Era mercoledì pomeriggio

ricorda la donna.

Il primo aveva dei vermi, il secondo no. Così, ho messo via la busta con gli altri involucri, ma lui è riuscito ad aprirla approfittando di un mio momento di disattenzione e a prenderne un altro.

In serata il piccolo ha iniziato ad avere la febbre e a vomitare.

La mattina dopo, pulendo il lenzuolo, ho visto le larve e piccole chiazze di sangue e sono corsa in ospedale. Ho contattato il negozio e poi sono andata dai carabinieri.

Nel verbale di dimissioni dal pronto soccorso dell'ospedale torinese si parlerebbe della presenza di corpi estranei nello stomaco del bambino. Ora i carabinieri stanno verificando la versione e conducendo gli accertamenti del caso sul prodotto incriminato.

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Via | La Stampa

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