Alcolismo giovanile: i ragazzi britannici bevono 177 pinte di birra all’anno

Alcolismo giovanile: i ragazzi britannici bevono 177 pinte di birra all’anno

Un adolescente britannico su tre sarebbe un bevitore regolare, ma addirittura l'84% dei teenagers ammette di fare uso di alcolici, quasi sempre in bar e luoghi pubblici o persino per strada; più di un terzo confessa di comprarsi da bere da solo. E in un anno riescono a consumare 84 milioni di unità di alcool […]

Un adolescente britannico su tre sarebbe un bevitore regolare, ma addirittura l'84% dei teenagers ammette di fare uso di alcolici, quasi sempre in bar e luoghi pubblici o persino per strada; più di un terzo confessa di comprarsi da bere da solo. E in un anno riescono a consumare 84 milioni di unità di alcool a testa, cioè l'equivalente di177 pinte di birra o di 44 bottiglie di vino.

Sono i dati preoccupanti emersi da un rapporto redatto dalla Liverpool John Moores University, dal Trading Standards North-West e dall'Home Office su un campione di 10mila giovani britannici tra i 15 e 16 anni.

Senza un messaggio chiaro contro l'ubriachezza – dice Mark Bellis, direttore del Centre for Public Healt e coautore dello studio – continueremo a vedere gli stessi, impressionanti numeri legati all'alcool e alla violenza che inevitabilmente scatena. Troppo spesso questi comportamenti non solo danneggiano la vita dei ragazzi, ma si ripercuotono sulla comunità, minacciata da bande di teenager ubriachi”. 

E anche in questo caso, purtroppo, i numeri parlano chiaro: il 40% delle ragazze e il 42% dei ragazzi, dopo una sbornia, risultano coinvolti in atti violenti.

In Italia non va molto meglio: secondo i dati di Cospes, Doxa e Progetto Europa, il 61% dei giovani tra i 15 e i 17 anni consuma alcolici. E i numeri crescono considerando fasce d'età superiori: tra i 18 e 24 anni si arriva al 78%, tra i 25 e i 34 addirittura all'81%.

Tra i giovanissimi, poi, è diffuso il fenomeno del cosiddetto “binge drinking”, che consiste nel consumare più di cinque bevande alcoliche nel giro di due ore: il 10% dei ragazzi tra i 13 e i 24 anni ne dichiara un episodio negli ultimi tre mesi, per il 5% è un'esperienza ripetuta almeno tre volte.
La Stampa racconta la serata-tipo di un baby binge drinker, età media 13 anni.

Pollicino in questo post punta il dito sulle campagne pubblicitarie, che definisce pessime e inutili, basate sulla condanna di uno stile di vita.

A Bagnomaria, invece, mette in luce una relazione pericolosa: quella tra alcool e anoressia, la cosiddetta drunkoressia, diffusa soprattutto negli Stati Uniti tra le ragazze al college. 

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