Sanità, rapporto shock dell'ISPE: corruzione, sprechi e inefficienze negli ospedali italiani

Presentato a Roma il primo rapporto dell'Istituto per la promozione dell'etica in sanità (ISPE-Sanità): nel 2013 sono stati sprecati circa 23,6 miliardi di euro su una spesa complessiva di 114 miliardi, con il picco al Sud (41%).

Giorni di conti amari per il bilancio della Sanità Italiana: il nostro Paese è in salute ma la scure della spending review promette amari tagli ai progetti di prevenzione e ai servizi già dissestati del Servizio Sanitario Nazionale, mentre ancora si sente l'eco dello scandalo dei farmaci Avastin-Lucentis quando ecco arrivare un'altra sonora batosta per per quello che anni fa era il fiore all'occhiello dello Stato Italiano, la Sanità.

Stando al rapporto presentato dall'Istituto per la promozione dell'etica in sanità (ISPE-Sanità), la stima della corruzione negli ospedali italiani nel 2013 è scioccante: si parla di circa 23,6 miliardi di euro di spesa pubblica andati in fumo, principalmente per corruzione, sprechi e inefficienze. Dato preoccupante proprio quello dell'alta corruttibilità all'interno del sistema sanitario italiano, che fa perdere risorse preziose che potrebbero essere utilizzate in altro modo più proficuo.

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La Sanità Italiana è particolarmente esposta alla corruzione e l'ISPE ha individuato i cinque principali motivi che rendono la spesa sanitaria così vulnerabile:


  • Nomine: ingerenza politica, conflitto di interessi, revolving doors, spoil system, insindacabilità, discrezionalità, carenza di competenze.

  • Farmaceutica: aumento artificioso dei prezzi, brevetti, comparaggio, falsa ricerca scientifica, prescrizioni fasulle, prescrizioni non necessarie, rimborsi fasulli.

  • Procurement: gare non necessarie, procedure non corrette, gare orientate o cartelli, infiltrazione crimine organizzato, carenza di controlli, false attestazioni di forniture, inadempimenti-irregolarità non rilevate.

  • Negligenza: scorrimento liste d'attesa, dirottamento verso sanità privata; false dichiarazioni (intramoenia); omessi versamenti (intramoenia).

  • Sanità privata: mancata concorrenza, mancato controllo requisiti, ostacoli all'ingresso e scarso turnover, prestazioni inutili, false registrazioni drg, falso documentale.


A livello complessivo, parlando strettamente di soldi sprecati e percentuali, i conteggi effettuati dagli esperti hanno così ripartito gli sprechi della spesa sanitaria pubblica: partendo dai 114 miliardi di euro di spesa sanitaria del 2013, è stato rilevato che le tre principali voci di spreco sono così ripartite:


  • corruzione: 6,4 miliardi

  • inefficienza 3,2 miliardi

  • sprechi: 14 miliardi


Il dato sulla corruzione è poi distribuito diversamente a livello geografico: medaglia nera per il Sud Italia, con il 41% dei casi totali, mentre al Centro ci si stabilizza sul 30% e al Nord si viaggia sul 23%. Il restante 6% è dato da reati diversi compiuti in più luoghi e quindi non divisibili per macroaree geografiche.

Una soluzione presentata dall'ISPE ha elogiato la rete gestionale capillare delle ASL di regioni come la Lombardia, l'Emilia-Romagna e il Veneto, la cui organizzazione aiuta a ridurre gli sprechi. Si pensa quindi ad un'esportazione del modello sanitario in vigore in queste regioni, in modo da garantire maggiore efficienza anche alle altre regioni ed evitare scandali come quello delle ASL della Regione Lazio.

Luigi Presenti, presidente dell'ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), ha commentato amaramente l'uscita del rapporto ISPE:

Sprechi e corruzione rubano ai cittadini la metà delle risorse destinate alla sanità. Il rapporto Ispe è la fotografia di un sistema che si tiene ancora in equilibrio solo grazie alla professionalità e alla dedizione del personale medico e delle professioni sanitarie. Una situazione schizofrenica in cui il grande impegno di tutti viene vanificato da una gestione pessima che risponde a interessi molto diversi dalla salute dei cittadini e dalla qualità delle prestazioni.

Presenti si fa portavoce delle necessità di medici e cittadini nei confronti del servizio sanitario nazionale.

Siamo stanchi di dover ogni anno contrastare tagli o tentativi di tagli alla spesa sanitaria mentre il primo e più efficace modo di reperire risorse e migliorare i servizi è intervenire sugli sprechi, colpire la corruzione e correggere le inefficienze gestionali. I nostri interessi coincidono in toto con quelli dei cittadini, che chiedono una sanità migliore.

Via | Quotidiano Sanità

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