Medico morto a Fano, non è mucca pazza ma sindrome di Creutzfeldt-Jakob

Secondo le autorità sanitarie non è il caso di lanciare allarmismi. Ancora molti i dubbi sulle possibili cause


    Aggiornamento. La moglie del medico di Fano protagonista di questa triste storia precisa a mezzo stampa che quello che ha colpito il marito non è morbo della mucca pazza, ma sindrome di Creutzfeldt-Jakob (di cui il morbo della mucca pazza è una variante), che come abbiamo già avuto modo di specificare riportando la notizia e le parole del direttore degli Ospedali Riuniti Marche Nord, Aldo Ricci, può colpire senza che a fare da intermediario sia il consumo di carne contaminata da prioni.

    La signora ha precisato che il marito era vegetariano e che nel caso della Creutzfeldt-Jakob alla base della malattia c'è la mutazione dei prioni, proteine presenti nel cervello.

    Potrebbe essere anche genetica

    ha spiegato la moglie del medico


    ma dalle analisi è emerso che non è il caso di mio marito.

    Si è parlato anche di un presunto viaggio all’estero dove sarebbe dovuto avvenire il contagio. Tutto falso. La versione "spongiforme bovina" della malattia è del tutto differente. Quello che è accaduto a mio marito è una forma sporadica, capita una volta su un milione per cause ancora sconosciute, ma di certo l’assunzione di carne non c'entra nulla.

    Questi ulteriori dettagli giustificano ulteriormente la raccomandazione di Ricci circa l'inutilità di sollevare allarmismi attorno alla vicenda.

    Via | Fanoinforma

Il morbo della mucca pazza sembra essere tornato a fare vittime colpendo, questa volta, a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino. A morire in seguito alla variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob è stato un medico di 53 anni, che sarebbe deceduto circa a un mese e mezzo di distanza dalla comparsa dei sintomi della malattia.

Inutili le cure prestate allo sventurato uomo. Infatti come ha spiegato Aldo Ricci, direttore degli Ospedali Riuniti Marche Nord,

Purtroppo non esiste ancora una cura

e

nonostante i medici siano stati molto bravi a diagnosticarla, non c’è stato nulla da fare.

Ricci ha raccontato che quando l'uomo ha iniziato a manifestare i sintomi del morbo della mucca pazza i medici non hanno avuto dubbi. La perdita di lucidità, le difficoltà a parlare e le contrazioni involontarie di gruppi di muscoli hanno portato inevitabilmente alla diagnosi di Creutzfeldt-Jakob.

Di questa malattia si sa ancora molto poco

ha sottolineato Ricci

ma di certo non dobbiamo scatenare inutili allarmismi, in quanto penso che sia il primo caso riscontrato nel nostro territorio.

Per di più i dubbi sulle modalità attraverso cui l'uomo avrebbe contratto la malattia sono ancora da chiarire. Anche se non è da escludere che possano essere entrati in gioco un viaggio all'estero e il consumo di carne contaminata dai prioni che causano il morbo della mucca pazza, secondo studi recenti la causa della sindrome non è necessariamente l’assunzione di carne e ad entrare in gioco possono essere diversi fattori, genetica inclusa.

Detto questo

ha aggiunto Ricci

è necessario precisare che la carne, per evitare qualsiasi rischio, va mangiata ben cotta.

mucca pazza

L'Osservatorio Malattie Rare ricorda che la malattia di Creutzfeldt-Jakob è la forma più frequente di encefalopatia spongiforme umana (TSE) trasmissibile, con un'incidenza di circa 1,5 casi su 1 milione, l'85% dei quali è sporadico (cioè dalla comparsa imprevedibile e irregolare, in genere in pochi individui e in aree limitate), il 10% genetico e il 5% iatrogeno (cioè indotto da un trattamento medico o da farmaci).

Ricci ha anche sottolineato che la trasmissione tra esseri umani non è possibile, ma che per ridurre al minimo il rischio di contagio si è optato per evitare l'autopsia sul corpo della vittima.

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Via | Fanoinforma; O.Ma.R.

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