Contraffazioni alimentari, vendeva pasta “di Gragnano” prodotta con grano canadese

Sequestrati in un solo pastificio 10 quintali di prodotti. Ma le irregolarità superano i confini della città degli antichi pastai. ad annunciarlo è il Corpo Forestale dello Stato

Produceva pasta di Gragnano dichiarata rigorosamente Made in Italy ma utilizzando grano di origine canadese e non aver rispettato la tradizione degli antichi pastai gli è costato il sequestro di ben 10 quintali di prodotti insieme a una denuncia per frode in commercio. La notizia arriva direttamente dal Corpo Forestale dello Stato e protagonista della vicenda è il rappresentante legale di un'azienda di Gragnano, in provincia di Napoli, la cui truffa è stata scoperta dai forestali del Nucleo tutela regolamenti comunitari e della Sezione di analisi criminale del Comando Regionale Puglia, che in collaborazione con il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di Napoli hanno effettuato diversi controlli in alcuni pastifici di Gragnano e in altre località limitrofe.

La pasta di Gragnano è rinomata e apprezzata da molti perché prodotta secondo l'antica tradizione dei pastai della località campana, utilizzando trafile in bronzo che la rendono riconoscibile sia al tatto che al gusto ed essiccandola secondo un processo particolare e tradizionale. Le etichette delle confezioni che fuoriuscivano dai locali della ditta incriminata dicevano proprio questo: i prodotti in esse contenuti erano realizzati con grano italiano al 100% e secondo la tradizione di Gragnano. Le indagini condotte avrebbero però svelato che in realtà la ditta comprava la pasta da altre aziende che non solo sono situate al di fuori della città, ma che utilizzano solo grano canadese.

pasta gragnano contraffatta

Forestali pugliesi e Nipaf di Napoli hanno verificato anche l'operato di altri pastifici in località situate nelle vicinanza di Gragnano. Queste ulteriori indagini hanno portato al sequestro di altre 4 tonnellate di pasta e a sanzioni amministrative per un totale di 15 mila euro nei confronti di altre 3 diverse aziende, accusate di violazioni delle norme di tracciabilità o di etichettare i prodotti in modo fuorviante.

Gli accertamenti della Forestale nella filiera della pasta, a tutela dei disciplinari di produzione,

si legge in un comunicato del Corpo Forestale dello Stato

rappresentano una garanzia per i consumatori che acquistano un prodotto con marchio Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle aziende coinvolte nella vicenda.

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Via | Corpo Forestale dello Stato

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