Metodo Stamina, i medici degli Spedali Civili di Brescia interrompono i trattamenti

Lo ha comunicato in audizione al Senato il commissario straordinario Ezio Belleri

Gli Spedali Civili di Brescia non somministreranno più ai pazienti le infusioni di cellule staminali secondo il Metodo Stamina. Ad annunciarlo è Ezio Belleri, oggi commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera e fino a poco meno di un anno fa direttore amministratore aziendale della stessa azienda.

Ascoltato in audizione alla commissione Igiene e Sanità del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul “caso Stamina”, Belleri ha informato che i clinici degli Spedali Civili hanno comunicato alla direzione generale e allo stesso Belleri, in qualità di commissario straordinario, la volontà di interrompere la loro collaborazione nella somministrazione delle infusioni delle staminali prodotte secondo il metodo Stamina.

In realtà i trattamenti non vengono più effettuati da ormai circa 2 mesi. Un primo stop iniziale è stato reso necessario dal fatto che la biologa che lavorava nei laboratori che Stamina ha stabilito nella struttura bresciana non era regolarmente iscritta all'albo. Successivamente la prosecuzione delle infusioni è stata resa impossibile dall'assenza della stessa a causa di “motivi personali”.

Un'azienda nell'occhio del ciclone

Metodo Stamina cellule staminali

Gli Spedali Civili sono stati inevitabilmente coinvolti dalla vicenda Stamina. Sin dall'inizio dei dibattiti sul “caso” non sono mancate le domande sui percorsi che hanno permesso alla fondazione di Davide Vannoni e Marino Andolina di entrare all'interno della struttura ospedaliera. Lo stesso Andolina, intervistato durante una puntata del programma di Rai3 “Presa Diretta”, ha dichiarato senza mezzi termini che il metodo sarebbe arrivato negli Spedali favorito da interessi privati di personalità in servizio alla Regione Lombardia e alla stessa azienda ospedaliera bresciana.

Pochi mesi dopo quest'intervista Francesco De Ferrari, presidente del comitato etico degli Spedali Civili, ascoltato come Belleri in Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul “caso Stamina”, ha svelato che inizialmente il comitato etico non aveva autorizzato l’uso della terapia, ma che “aveva cambiato idea” dopo una lettera dell’Agenzia italiana del farmaco (l’Aifa) che il primo agosto 2011 avrebbe comunicato che “non c’erano ragioni ostative al trattamento Stamina”.

Già un paio di mesi fa i 9 medici della struttura coinvolti avevano comunicato di non voler procedere a ulteriori infusioni "a tutela della loro dignità personale".

La reazione di Stamina

Dopo le dichiarazioni di Belleri la reazione dei vertici di Stamina Foundation non si è fatta attendere troppo. Secondo Andolina

Lo stop alle infusioni di cellule staminali a Brescia viola la legge.

Le infusioni sono ordinate da giudici civili. Secondo le norme vigenti, se il giudice stabilisce che si deve fare qualcosa bisogna farla. Non capisco come si possa violare la legge.

Secondo il vicepresidente di Stamina

con lo stop alle infusioni si configura un reato molto grave.

Via | Agi; Adnkronos

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