La scintigrafia ossea: a cosa serve e come si esegue

Cosa è la scintigrafia ossea, come si esegue e quali rischi comporta?

La scintigrafia ossea è una tecnica diagnostica indolore, che non comporta particolari rischi, e che viene effettuata per identificare eventuali anomalie che interessano le ossa. Tale tecnica viene eseguita nello specifico per evidenziare eventuali patologie come il tumore dell'osso o eventuali metastasi alle ossa provocate da cancro alla prostata, alla mammella, al polmone, al rene e da cancro alla vescica. Inoltre, la scintigrafia ossea viene eseguita per evidenziare la presenza di lesioni ossee, eventuali alterazioni delle protesi, patologie come osteomieliti, fratture da stress muscolare nelle giunzioni osteo-tendinee, osteomalacia, osteoporosi, osteodistrofia renale, spondiloartriti e così via.

Come dicevamo, quella della scintigrafia ossea è una metodologia indolore. Il solo fastidio provocato da tale tecnica potrebbe essere quello provocato dalla somministrazione del farmaco per via endovenosa. Si tratta di una tecnica molto sensibile ma al tempo stesso aspecifica, e per questa ragione viene eseguita in contemporanea con altri esami, come la risonanza magnetica ed altre analisi radiologiche.

Scintigrafia ossea

Ma detto questo, come andrà eseguito questo particolare esame diagnostico? Il paziente dovrà innanzitutto sottoporsi ad una visita preliminare, dove verrà analizzata la sua storia clinica, accertato che non sia in fase di gravidanza o allattamento, e così via. Dopodiché, si passerà alla somministrazione di un radiofarmaco per via endovenosa.

Tale farmaco ha la capacità di depositarsi a livello osseo e di rispecchiarne l'apporto sanguigno ed il comportamento metabolico. Dopo un tempo di attesa di circa 3 ore, il soggetto verrà invitato a mettersi in posizione supina su un lettino apposito. Sul paziente saranno quindi fatte scorrere le testate della gammacamera (ovvero lo strumento che registra le radiazioni emesse dal paziente), per un periodo di circa 30 minuti, durante il quale il paziente dovrà rimanere il più possibile immobile. Grazie ad un apparecchio ricevitore e ad un elaboratore informatico, sarà quindi possibile ricevere delle immagini dettagliate.

Una volta terminato l’esame, il paziente potrà tranquillamente tornare a casa e riprendere le sue normali attività quotidiane. Gli sarà tuttavia consigliato di bere molti liquidi per eliminare più facilmente il radiofarmaco. Il soggetto dovrà evitare di avere contatti troppo stretti con donne in gravidanza o in allattamento e con i bambini piccoli nelle 48 ore successive all'esame. Dopo aver usato la toilette si consiglia infine di far scorrere molta acqua e di lavarsi accuratamente le mani.

via | MyPersonalTrainer, Wikipedia

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