Emozioni rock, la musica distorta risveglia l'istinto animale

Suoni distorti e stridenti che fanno salire i brividi lungo la schiena: è questa una delle caratteristiche che hanno fatto conquistare alla musica rock una smisurata platea di fan. E se è vero che c'è anche chi preferisce la musica pop, per gli scienziati è proprio il rock a risvegliare i nostri istinti più antichi, quelli legati al nostro essere degli animali. Daniel Blumstein, direttore del Dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva dell'Università della California di Los Angeles (UCLA), lo ha dimostrato in uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Biology Letters.

La spiegazione di questo legame sta nel fatto che la musica rock ha le stesse caratteristiche sonore dei versi emessi dagli animali quando si trovano in situazioni di pericolo o sono angosciati. In queste condizioni, infatti, gli animali effettuano una vera e propria distorsione dei suoni prodotti facendo passare rapidamente una grande quantità di aria attraverso la laringe.

Blumstein ha chiesto al compositore Peter Kaye e a Greg Bryant, docente della UCLA, ma anche musicista e tecnico del suono, di comporre brevi pezzi musicali rispondenti a particolari caratteristiche. Mentre alcuni potevano essere considerati “neutri” (potete ascoltarne un esempio qui), altri iniziavano tranquillamente per poi esplodere allìimprovviso in distorsioni analoghe a quelle tipiche sia della musica rock, sia dei versi angosciati degli animali (qui un altro esempio).

Il ricercatore ha fatto ascoltare questi pezzi a degli studenti, chiedendo di esprimere un giudizio su quanto fossero eccitanti e se avessero suscitato in loro un sentimento positivo o paura e tristezza. Le risposte non hanno lasciato dubbi: la musica rock è più eccitante e genera sensazioni negative, risvegliando lo stesso istinto provato dagli animali quando sentono il grido angosciato dei propri simili.

Bryant ha commentato la scoperta sottolineando che

i compositori sanno istintivamente quali suoni generano paura senza sapere perché. Quello di cui in genere non si rendono conto è che stanno sfruttando la predisposizione, che abbiamo acquisito con l'evoluzione, ad eccitarci o ha provare emozioni negative quando sentiamo alcuni suoni.

L'udito non è, però, l'unico senso ad entrare in gioco. Se la musica distorta viene ascoltata mentre si guardano dei filmati “rilassanti” (ad esempio di persone che bevono un caffè) non suscita più grande eccitazione, ma viene percepita ancor più negativamente di quando non è associato a nessuna immagine.

Bryant ha spiegato che

il video ha modificato l'aspetto eccitante della musica distorta, ma non ne ha eliminato il contenuto emotivo.

Ora i ricercatori promettono di concentrarsi sugli effetti dei diversi tipi di musica sul sistema nervoso. Negli animali i versi angoscianti aumentano la frequenza cardiaca e la capacità delle pelle di essere percorsa dalle correnti elettriche. Chissà se anche i brividi del rock si riveleranno essere vere e proprie scosse.

Via | ScienceDaily
Foto | Flickr

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