Ferro e zinco preziosi alleati per superare gli esami di maturità

Abbiamo già parlato della dieta ideale da seguire mentre si preparano gli esami di maturità, un regime alimentare equilibrato che dia carburante al cervello, particolarmente sotto sforzo in questo periodo di studio intenso. Torniamo a parlarne a proposito dei risultati di un recente studio condotto dal dottor Roberto Aquilani, a capo del Servizio di Fisiopatologia Metabolico-nutrizionale dell'Istituto Scientifico di Montescano dell'IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia.

Dall'analisi, condotta su un campione di quaranta studentesse, emerge che i nutrienti che ci possono offrire più grinta e resistenza potenziando le abilità cognitive e la memoria sono lo zinco e il ferro, non assunti sotto forma di integratori ma tramite una dieta equilibrata che ne faciliti l'apporto costante al cervello. Se ne parla sul settimanale Pavia7:

L'assunzione di ferro è associata a buoni voti in matematica, scritta e orale, e in italiano scritto. Lo zinco, invece, influisce sui risultati in matematica ma non in italiano.

Via libera dunque al consumo di cereali, fagioli, senza farsi mancare la carne rossa. Per dolcificare ottimo il miele. E ancora: sulla tavola dei maturandi non devono mancare uova e piselli. Tutti cibi che ci garantiscono maggiore resistenza sopperendo al calo di energie causato dall'ansia, dallo stress e dalle notti trascorse a studiare o ad interrogarsi sulle tracce della maturità più papabili.

Lo studio del dottor Aquilani ha confermato che i benefici dell'apporto di ferro e zinco sono più marcati per le ragazze. Spiega Aquilani che è fondamentale un'alimentazione equilibrata nel periodo degli esami perché senza i giusti nutrienti il rendimento subisce un profondo calo:

L'impatto negativo dell'insufficienza alimentare sulla capacità di apprendimento è ampiamente documentato, come è stato anche dimostrato che la carenza di ferro è sfavorevole al rendimento scolastico, mentre l'integrazione di ferro nella dieta carente del nutriente migliora le performance.

Proprio gli adolescenti però fa notare l'INRAN, l'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, citando lo studio HELENA:

presentano una riduzione delle riserve di ferro, con una prevalenza significativamente più elevata tra le ragazze (per via delle perdite mestruali) con il 21%, rispetto ai ragazzi con il 13%.

Spiega Catherine Leclercq, coordinatore INRAN del progetto HELENA:

Il ferro è presente in tanti alimenti: nei cereali, specie se integrali, nelle verdure a foglie, nella carne, nel pesce, nei legumi e nella frutta secca oleosa. Il ferro della carne e del pesce è più facile da assorbire, ma non per questo è indispensabile consumare questi alimenti. Piccoli accorgimenti permettono di migliorare l’assorbimento del ferro presente negli alimenti di origine vegetale. Poiché la vitamina C trasforma il ferro in una forma più disponibile, la spruzzata di limone sulle verdure e l’arancia consumata come tale o come spremuta sono un valido aiuto. L’importante è limitare al massimo le calorie vuote nella dieta e cioè gli alimenti che contengono grassi e/o zuccheri, ma non apportano micronutrienti: bibite alcoliche ed analcoliche, dolci, caramelle, etc.

Bon appétit e buono studio ragazzi!

Foto | Flickr

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