Tutti i ricercatori americani sono in questi giorni riuniti a Houston per la Conferenza dell’Associazione Americana per la Ricerca sul cancro, e probabilmente sgranocchiano pistacchi, dopo la presentazione dei dati della ricerca del team texano.
Un team di ricercatori della Texas Women University, guidati dalla professoressa Lidia Hernandez ha condotto uno studio su un gruppo di volontari sani, mettendo in relazione l’apporto di proprietà nutritive dal pistacchio e lo sviluppo di alcune forme di tumore, come quello alla prostata o ai polmoni.
Secondo il team texano la forza del pistacchio sta nel suo concentrato di vitamina E, che fa da scudo e protegge l’organismo, riducendo il rischio di sviluppare il cancro. Anche voi ogni tanto, sgranocchiate pistacchi.
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L’avocado è un frutto tipico dei paesi tropicali, importato da noi e quindi disponibile tutto l’anno, ma particolarmente diffuso sui banchi della frutta da ottobre fino a Natale.
L’avocado è un frutto molto ricco di grassi e di proprietà nutritive, e altrettanto povero di zuccheri: è per questo che in molti paesi del Sud America viene usato come condimento o come base per diverse salse invece che consumato come frutto. Chi è a dieta faccia attenzione però, perchè l’avocado è anche molto ricco di calorie.
Esistono più di 20 varietà di avocado, concentrato di antiossidanti, di vitamina E e con un discreto contenuto di vitamine del gruppo B e di potassio.
L’avocado non solo fabene alla salute, ma è un rimedio magico per la cura e la bellezza del corpo e dei capelli. Oltre che nell’insalata, può essere usato per farne creme di bellezza contro le rughe e maschere rigeneranti per i capelli, oppure come base per un burro di cacao fai-da-te, come ci consiglia Rimmel.
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Pelle secca? Che sia un problema temporaneo legato alle temperature rigide o che vi accompagni tutto l’anno, c’è un modo di intervenire che non passa per creme idratanti e protezioni dal freddo o dal sole. La cura della pelle secca comincia a tavola, scegliendo gli alimenti giusti per nutrirla dall’interno.
Lo scopo è quello di mangiare alimenti che contengano vitamine A ed E e grassi buoni per il benessere della pelle, specialmente provenienti dalla frutta secca. Dunque frutta fresca, specialmente fragole e avocado, carote, zucca gialla, pomodori, noci, mandorle, latticini. C’è tutto sulla vostra tavola? Rifornitevi.
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Il carrubo è un albero maestoso, importato in Sicilia dai Fenici, i cui frutti venivano impiegati nelle attività commerciali dell’antichità: i semini delle carrube erano usati per pesare l’oro, chiamati carati, dall’arabo quirat. Oltre a questo uso improprio del frutto, le carrube sono da sempre usate per le molteplici proprietà nutritive e salutari, spesso a nostra insaputa.
La buccia delle bacche di carrubo sono ricche di vitamina E, mentre la parte del frutto è nota per le sue virtù astringenti. Le carrube sono indicate contro la diarrea nei bambini, ma sono ottime anche per i disturbi intestinali degli adulti. Il frutto del carrubo è nutriente e riminalizzante, ideale come ricostitutente dopo una fase di spossatezza.
La farina di carrubo, che si trova in farmacia o in erboristeria, è un sostituto della farina ideale per i celiaci, ma conosciuto ed usato anche da chi vuole far addensare torte e dolci con un ingrediente naturale, dal sapore che vagamente ricorda quello del cioccolato.
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Il nome chimico della vitamina E è alfa-tocoferolo. La vitamina E rappresenta un importante fattore di protezione contro l’invecchiamento cellulare, difendendo l’organismo dai fenomeni ossidativi a carico dei lipidi di membrana, soprattutto a carico delle catene degli acidi grassi, che venendo ossidate, danno luogo al cosiddetto stress ossidativo.
La vitamina E può intervenire anche in tutti quei casi in cui parte del danneggiamento della membrana è già avvenuto, andando a promuovere i processi di riparazione dei tessuti danneggiati.
In genere l’alfa-tocoferolo viene assorbito dal nostro intestino sotto forma di un derivato, il tocoferolo acetato ed è presente in alcuni cibi quali cereali, oli vegetali, ortaggi a foglia verde, e soprattutto nell’olio di germe di grano. E’ un ottimo componente cosmetico delle creme antirughe, nei doposole e nei prodotti per la cute delicata e sensibile, come quella dei bambini.
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Le proprietà positive della vitamina E nella lotta all’invecchiamento delle cellule sono ben note ma non si sapeva ancora che nella buccia del kiwi potesse esserci una nuova vitamina parente della già celebre vitamina E, appunto. Si chiama delta-tocomonoenol ed è un composto con vitamina E di cui condivide le proprietà benefiche.
Purtroppo la sua presenza nella buccia e non nella polpa la rende di difficile utilizzo quotidiano nonostante le sue preziose caratteristiche ma gli studiosi contano di sintetizzarla per renderla disponibile anche in altra forma, come già si fa con altri tipi di vitamine, d’altronde. A meno che non vogliate provare ad assaggiare la buccia del kiwi, toccherà dunque aspettare.
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Dall’Associazione internazionale contro il cancro al seno arriva il monito di far attenzione all’uso di antiossidanti, soprattutto se si è in terapia con le radiazioni o in chemioterapia, perché alcune vitamine possono essere dannose ed interferire con le cure.
Soprattutto le donne, fanno largo uso di antiossidanti ed è per questo che le interferenze sono state osservate su casi di tumore al seno. L’uso di antiossidanti, come le vitamine C, E, il beta carotene ed il selenio, sostanze che spesso troviamo negli integratori, favoriscono combattendo lo sviluppo dei radicali liberi e sono salutari in persone sane.
Nelle persone che seguono trattamenti contro il tumore, le terapie liberano radicali liberi nelle cellule tumorali, che però gli antiossidanti vanno a distruggere, ovvero, gli antiossidanti vanno a proteggere le cellule del cancro così come proteggono quelle sane.
Sebbene non si possa ancora affermare che gli antiossidanti blocchino le cure contro le patologie di tumore, è bene approfondire gli studi al riguardo, così come stanno facendo al Naval Medical Center di San Diego.
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L’olio di colza comincia ad essere utilizzato in Inghilterra come sostituto dell’olio di oliva e inizia ad acquisire una certa rispettabilità culinaria. Questo perché, come l’olio d’oliva, è ricco di proprietà salutari, ma è più povero di grassi.
L’olio di semi di colza contiene Omega 3, 6 e 9, noti per contrastare il colesterolo e mantenere il cuore in salute, per le loro proprietà benefiche su tutto l’organismo e per mantenere la mente attiva. L’olio di colza è anche ricco di vitamina E. L’olio di colza ad alte temperature di cottura non perde i suoi antiossidanti, né il sapore, quindi è considerato un olio buono e salutare.
Rispetto all’olio di oliva, signore della dieta mediterranea, l’olio di colza contiene la metà dei grassi saturi. I francesi lo usano solo per i condimenti e gli inglesi cominciano a sostituirlo al burro. Pensate che in Italia l’olio di colza possa arrivare a sostituire l’olio d’oliva sulle nostre tavole? Secondo me no, ma è buono sapere di avere un’alternativa tanto salutare a portata di mano.
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Prima che vi sentiate tutti criceti al pensiero di mangiare i semi di girasole in altra forma che non sia al limite l’olio per friggere, sentite questa: pare che proprio in questi semi normalmente serviti ai criceti di casa si nasconda il segreto della giovinezza. Siete già pronti a saccheggiare la ciotola del vostro animaletto?
Sono ricchissimi di vitamina E, notoriamente associata alla bellezza della pelle e al rinnovamento cellulare, ma anche di acido folico, magnesio, antiossidanti. Per qualche semino è già più che notevole, considerando l’impatto dei radicali liberi che vengono efficacemente contrastati dalle proprietà dei semi di girasole.
Il problema si pone quando ci si chiede come trovare un modo per inserirli nella dieta senza sentirsi dei roditori. Purtroppo la fantasia non serve a molto e l’unico modo di consumarli è mangiarli al naturale o leggermente tostati, proprio come fosse frutta secca. A meno che non conosciate un altro brillante modo di servirli che vorrete condividere con tutti noi.
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Corridori, rizzate le antenne. Ecco quattro alimenti utili per aiutare la performance sportiva raccomandati dall’allenatore Jenny Hadfield sulle pagine di Health.com.
Mandorle: grazie alla vitamine E di cui sono ricche prevengono i dolori muscolari. Mangiarne un po’ prima dell’allenamento è un buon consiglio ma attenzione alle quantità, perché sono ricche di grassi (sebbene salutari) e fanno decollare le calorie giornaliere.
Arance: la vitamina C è un valido aiuto nel recupero muscolare, specialmente delle microlesioni causate dalla corsa e che spesso provocano i dolorini del giorno dopo. Va benissimo anche in forma di spremuta o succo.