Delle spezie conosciamo spesso il sapore un po’ esotico quando si tratta di quelle che non utilizziamo abitualmente in cucina o siamo solo avvezzi a riconoscere quel tocco di gusto che possono dare alle pietanze che condiamo con esse. Spesso però molte spezie hanno anche insospettabili proprietà nutrizionali. Ecco qualche buon motivo per aumentarne l’uso quotidiano, imparando a consumarle di più sulla nostra tavola.
Quasi sempre l’uso delle spezie per esempio aiuta a ridurre l’utilizzo del sale, che se esagerato può provocare fastidi vari, dall’ipertensione alla ritenzione idrica. Inoltre uno studio recente ha dimostrato che l’uso di spezie, nella misura di un paio di cucchiai appena, può ridurre fino al 30% il livello di trigliceridi nel sangue.
Le spezie poi sono sempre ricche di vitamine e minerali preziosi per il nostro benessere e ad alta densità nutritiva (molte virtù in pochissimo prodotto), tant’è che in genere ne basta appena un pizzico per insaporire un piatto ma elevare i livelli di minerali o vitamine utili per la nostra alimentazione. Non è il momento di incrementare lo scaffale con i barattolini delle spezie?
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Ce lo rende simpatico la leggenda secondo cui Cleopatra ci faceva il bagno ma il latte d’asina si rivela particolarmente efficace non solo per la bellezza della pelle ma anche per il benessere del corpo e la linea, visto che una recente ricerca ha svelato che è utile per chi cerca di dimagrire. Inoltre il contenuto di omega 3 e omega 6, simile all’olio che si trova nel pesce, rende questo latte prezioso per mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo e proteggere la salute del cuore.
Ma torniamo alle proprietà dimagranti. Una ricerca dell’università di Napoli riportata anche dal Telegraph ha paragonato il latte vaccino e quello d’asina trovando che il secondo contiene livelli inferiori di trigliceridi e dunque ha un più basso impatto sul sistema metabolico. Lo studio è stato presentato al Congresso Europeo sull’Obesità a Istanbul, con il caldo incoraggiamento e consumare maggiormente questo prezioso prodotto.
Essendo molto più simile nella composizione al latte umano a differenza del latte di mucca e avendo anche un minore contenuto proteico si rivela utile anche per i bambini che si sono mostrati allergici alle proteine del latte contenute nel latte vaccino.
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I frutti di bosco sono deliziosi ma non sempre facilmente reperibili, almeno in quantità e a prezzi tali da poterli consumare abitualmente inserendoli nella dieta. Ma sotto le feste è più facile reperire prodotti meno diffusi e allora facciamo il pieno di mirtilli rossi, che sono ricchissimi di antiossidanti e vitamine.
Gli antiossidanti, ormai lo sappiamo, sono in grado di combattere i radicali liberi e la loro azione di invecchiamento delle cellule. Inoltre questi piccoli frutti rossi sono del tutto privi di grassi e hanno anche un basso apporto calorico. In questo periodo di diete post-feste è una delle scelte migliori che possiamo fare, anche perché contengono meno zuccheri rispetto ad altri tipi di frutta.
In più sono ricchi di fibre, che aiutano il transito intestinale e l’organismo a depurarsi, oltre che agire positivamente anche sul controllo di colesterolo e trigliceridi nel sangue, con l’ovvio beneficio per il sistema cardiaco. Non siamo ancora contenti? I mirtilli rossi hanno anche potere diuretico, accelerano il metabolismo renale.
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Il periodo delle more sta per finire ma siete ancora in tempo per sfruttarne i vantaggi, utilissimi specialmente per gli sportivi. Si tratta di un alimento poco calorico, con alte quantità di acqua ma soprattutto di vitamine – specialmente C ed E – e minerali, fibre e antiossidanti, in particolare antocianine: contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.
Danno una piccola riserva di zuccheri immediati e sono comode da consumare sia da sole che in dolci, marmellate, yogurt. Le fibre aiutano a mantenere la sazietà e il giusto livello di trigliceridi e colesterolo e in più avrete una buona fonte di calcio, potassio, ferro e fosforo.
Se vi dispiace dover abbandonare un così prezioso prodotto della natura fino alla prossima estate, attrezzatevi con un cestino e andate per more. Potete surgelarle dopo averle ben lavate oppure farne marmellata.
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Tra gli antiossidanti è uno dei più potenti e se non avesse un nome tanto lungo e complicato sarebbe il perfetto supereroe travestito da proteina enzimatica per proteggere il nostro benessere. Addirittura, secondo alcuni ricercatori, il resveratrolo può allungare l’aspettativa di vita.
Si trova soprattutto nei mirtilli, sia neri che bianchi, nel vino rosso e nel mosto. Nell’uva si concentra soprattutto nei semi e nella buccia. Ma oggi si può trovare anche sotto forma di integratore alimentare in farmacie ed erboristerie.
Le sue proprietà sono molteplici e tutte salutari. È un potente antiossidante che preserva le cellule dall’invecchiamento, ma ha anche proprietà antinfiammatorie e aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo e trigliceridi.
Al momento se ne stanno studiando anche le sue potenzialità anti-cancro. Migliora il livello di zuccheri nel sangue, ostacola l’accumulo adiposo ed è anche protettivo per gli occhi e per il sistema cardiovascolare. S’è mai sentito di un solo elemento che avesse tutte queste virtù?
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Se vi chiedessi quale olio è il migliore per la nostra dieta la risposta della maggioranza sarebbe certamente l’olio d’oliva. Ma ultime notizie provenienti da una ricerca pubblicata sull’International Journal of Obesity and Metabolic Disorders hanno dato credito a ciò che la medicina alternativa da molto tempo sosteneva.
A dispetto di chi crede che i grassi saturi facciano solo male si scopre che l’olio di cocco ne contiene una tipologia che non solo non viene immagazzinata come grasso nel corpo umano ma che addirittura viene utilizzato come energia, con il vantaggio di non elevare i livelli di zucchero nel sangue come fanno i carboidrati.
I ricercatori hanno scoperto addirittura che questo tipo di olio, che contiene alti livelli di MCT, cioè trigliceridi a catena media, si può sostituire con ottimi risultati a molti altri tipi di olio presenti nella nostra dieta e ricchi di grassi omega-6 (da non confondere con gli omega 3) come ad esempio l’olio di semi di girasole, molto usato nelle conserve o per friggere. Addirittura esistono in commercio integratori di MCT a dimostrazione ulteriore che si tratta di grassi saturi che non sono affatto dannosi per la salute ma anzi utili per il benessere.
Via | That’sFit
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Il dolcificante ha un effetto negativo sui livelli di grasso nel sangue. E’ questo il risultato di uno studio americano sul consumo di dolcificanti industriali, che mette in guardia sui danni causati al cuore.
I ricercatori della Emory University di Atlanta, che hanno analizzato oltre 6mila adulti, hanno rilevato che i dolcificanti causano una diminuzione del cosiddetto colesterolo “buono” ed una forte impennata dei trigliceridi. Per questo, sostengono, è necessario rivedere le linee guida sull’alimentazione, consigliando una dose minore di edulcoranti.
Negli ultimi decenni, il consumo di dolcificanti è aumentato notevolmente e le conseguenze su una sempre più ampia parte della popolazione sono ancora in larga parte da scoprire. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American Medical Association.
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C’è chi combatte ogni giorno per cercare di mantenere in euqilibrio il livello tra il colesterolo buono e quello cattivo, pena il rischio di malattie cardiovascolari e problemi al cuore. Un nuovo studio dell’Università Emory di Atlanta fa sapere che gli zuccheri alimentari aggiunti nei prodotti (cibi confezionati, bevande, dolci) agiscono a scapito dei livelli del colesterolo buono.
La ricerca è stata condotta su 6133 casi di pazienti adulti, che hanno partecipato ad un’indagine nazionale dal 1999 al 2006. la ricerca, pubblicata sul Journal of the American Medical Association ha evidenziato i rischi derivanti dagli zuccheri alimentari.
La ricerca ha messo in luce due elementi: il primo è che dal 1970 ad oggi il consumo di zuccheri aggiunti è aumentato del 6%, per un totale di 15,6% di calorie che provengono da questa fonte, mentre nel biennio 1977-1978 le calorie erano pari al 10,6%. Il secondo elemento è l’effetto negativo degli zuccheri alimentari sul colesterolo: i livelli del colesterolo buon diminuiscono, i trigliceridi salgono e i rischi cardiovascolari aumentano.
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Spesso quando ci si mette a dieta, ci si concentra solo sull’obiettivo perdita di peso, senza pensare a diminuire alcuni fattori di rischio per la nostra salute, tra cui il livello di colesterolo e trigliceridi. Due parametri da tenere sempre sott’occhio, per evitare problemi cardio-vascolari.
Oltre all’alimentazione, esistono delle sostanze in grado di tenere sotto controllo i loro livelli: la garcinia e il cromo. La garcinia è una pianta orientale, che interviene nella sintesi interna dei grassi a livello sanguigno, grazie ad un enzima, che impedisce la conversione delle calorie assunte col cibo in grasso.
Se alla garcinia si abbina anche il cromo, la situazione migliora notevolmente, perché in questo caso agiamo anche sul metabolismo degli zuccheri. Entrambi si trovano in erboristeria e vanno assunte sotto forma di capsule, prima dei pasti principali.
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La voce più temuta da molti al momento di ritirare le analisi del sangue è quella che riguarda i trigliceridi. Se sono alti, c’è un problema. Ci sono però diversi rimedi, che partono dall’alimentazione e arrivano all’utilizzo di erbe officinali, per ridurne i livelli e riportare i valori allo stato normale.
L’alimentazione corretta è il primo passo per mantenersi in salute ed evitare che i valori delle analisi schizzino alle stelle, ma possiamo intervenire anche con alcuni rimedi naturali provenienti dalla tradizione.
L’aglio, già noto per le sue proprietà benefiche per il cuore e la circolazione, ha la capacità di ridurre il colesterolo nel sangue grazie all’azione su due enzimi che favoriscono la produzione di colesterolo: agisce riducendone l’azione.
Molto utile sembra anche la tintura madre di Achillea wilhelmsii, un’erba nota all’antichissima tradizione medica persiana, capace di ridurre i livelli di colesterolo cattivo senza intaccare quelli di colesterolo “buono”, migliorando anche la circolazione e intervendo persino sui problemi causati dall’ipertensione.
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