Tempo di raffreddori e mal di gola un po’ per tutti ed allora si va a caccia di rimedi alternativi alle medicine che possano funzionare in modo naturale. Eccovi alcuni consigli della nonna per i fastidi più diffusi in questo periodo dell’anno:
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Il mal di gola è spesso causato da un virus, mentre solo in rarissimi casi può essere dovuto ad infezioni di tipo batterico. Spesso l’unico sintomo riconoscibile è il bruciore che lo accompagna, con magari un accenno di tosse dovuto al fastidio provato. Nei casi più gravi può essere invece accompagnato da febbre e raffreddore.
Vediamo alcuni rimedi istantanei da poter utilizzare per combattere questo disturbo: sciogliete il succo di mezzo limone in un bicchiere d’acqua fresca, con cui farete dei gargarismi per 2-3 minuti, per 3-4 volte al giorno. Poi potete optare per le classiche tisane all malva, salvia o timo, dall’azione antisettica ed antinfiammatoria.
Ricordate che spray e colluttori sono rimedi leggeri,ma se si devono prendere con altri medicinali è meglio rivolgersi al proprio medico o farmacista per evitare la somministrazione congiunta di più prodotti che potrebbero procurare effetti collaterali.
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A volte si usa un termine generico per indicare la tosse, che spesso ci accompagna i inverno assieme a raffreddori, febbre e influenze varie. Ma per curare bene la tosse, bisogna saper distinguere tra due tipi di tosse: quella secca e quella grassa.
La tosse grassa è un tipo di tosse definita anche produttiva, appunto per la produzione di quantità di catarro, che altro non è che secrezione bronchiale. In genere questo tipo di tosse è dovuta all’introduzione nelle alte parti aeree, soprattutto bronchi e trachea, di virus e battei, che diventeranno responsabili di un’infezione. In questi casi bisogna cercare di fluidificare e far venire fuori la secrezione, bevendo molti liquidi caldi e assumendo farmaci mucolitici ed espettoranti.
La tosse secca, invece, è una tosse stizzosa, di tipo irritativo. E’ dovuta ad infiammazioni del cavo orale, per sbalzi di temperatura, colpi d’aria, introduzione di sostanze irritanti e non produce secrezioni. Per curare questo tipo di tosse si deve partire dall’origine del problema e usare farmaci o piante dall’effetto sedativo-calmante, come la malva.
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Poichè sempre più persone in Italia soffrono di allergie, è bene far attenzione ai sintomi e rivolgersi al proprio medico, perchè i disturbi delle allergie primaverili sono molto fastidiosi e possono avere conseguenze sull’alimentazione, sulla qualità della vita e sul rendimento. Tra i sintomi più comuni delle allergie primaverili (pollini, parietarie, graminacee, betullacee, composite) ci sono i disturbi delle vie respiratorie.
Gli occhi sono gonfi, bruciano, lacrimano, a volte può svilupparsi la secrezione tipica delle congiuntiviti. Soprattutto, si soffre di prurito e dell’effetto “spilli negli occhi”, ben noto a tutti gli allergici, come se vi stessero pungendo continuamente. Inoltre, si viene assaliti da una stanchezza cronica, accompagnata da attacchi di sonno e spossatezza nei casi più gravi: non è la primavera, è l’allergia.
L’attacco alle vie respiratorie si manifesta con difficoltà a respirare, e con l’impressione che l’aria sia più densa e pesante del solito. La gola pizzica ed è irritata, e si starnutisce spesso, a seconda dell’esposizione all’allergene. Un altro sintomo dell’allergia è la tosse secca, che colpisce soprattutto la notte, appena si va a letto. Un raffreddore costante, con muco acquoso, vi deve far pensare subito alla rinite allergica e non a un raffreddore comune causato dal cambio di temperatura. Se vi sembra di avere uno o più di questi sintomi, correte ai ripari!
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Non ci siamo ancora del tutto liberati dall’influenza invernale che sopraggiungono i raffreddori primaverili dovuti a repentini sbalzi di temperatura e ai primi sudori al sole seguiti da vento non ancora abbastanza mite.
Per prevenire il consiglio è sempre lo stesso: vestirsi a cipolla e non credere troppo facilmente all’arrivo della bella stagione almeno fino ad Aprile inoltrato. Se però siete caduti vittime del raffreddore ecco alcuni semplici consigli di comportamento per alleviare il fastidio.
Bevete molti liquidi, tra cui possono annoverarsi anche succhi di frutta e frullati, ottimi per arricchire una dieta che normalmente si impoverisce nei giorni in cui si sta poco bene e l’appetito viene a mancare.
La seguente ricetta è una tisana dall’attività mucolitica, antitussiva, molto utile negli stati infiammatori delle prime vie respiratorie. Le erbe che utilizzeremo sono: 40 grammi di radice di altea; 20 grammi di radice di liquirizia; 20 grammi di foglie di farfara; 10 grammi di fiori di verbasco; 10 grammi di frutti di anice.
La modalità di preparazione è la seguente: versare dell’acqua bollente (circa 150 ml., che è il contenuto di una tazza media) su 2 cucchiai da dessert della miscela preparata; coprire; lasciar riposare per circa 10 minuti. Poi filtrare con un colino.
L’uso prolungato della radice di liquirizia può causare perdita di acqua e impoverimento di sodio, con conseguenti edemi, perciò è sconsigliato abusarne. L’uso prolungato del tè di farfara può invece causare disturbi epatici. L’assunzione è prevista per un mese al massimo e sconsigliata in gravidanza, allattamento e insufficienza epatica.
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L’ elicriso èuna pianta cespugliosa, molto ramificata e legnosa. I suoi fiori costituiscono la droga vegetale; hanno un tipico colore giallo intenso, a cui la pianta deve il nome. Elicriso deriva, infatti, dal greco Helios chrysos, che significa “sole d’oro”. In Italia cresce nelle zone aride, in prossimità del mare.
Sia per i greci che per gli antichi egizi era considerato un fiore sacro, legato al simbolo dell’eternità, poichè i suoi fiori davano l’illusione di non seccarsi mai.
Nella tradizione popolare, veniva impiegato come espettorante, per i disturbi dell’apparato respratorio. Tutto ciò grazie a flavonoidi, polifenoli ed olii essenziali ad attività balsamica, contenuti nelle sommità fiorite, raccolte in estate inoltrata. Oggi molti sciroppi contro la tosse contengono l’elicriso, associato ad altre piante espettoranti, come pino, propoli ed eucalipto.
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Una bevanda non guarisce dal malanno ma può alleviarne i sintomi e favorire il recupero. Se è la tosse a non darvi requie, specialmente se grassa, provate con un infuso caldo alle erbe come quello della ricetta che vi proponiamo oggi. Le azioni combinate espettorante e rinfrescante aiuteranno a respirare meglio.
Per preparare l’infuso, da consumare ben caldo, vi serviranno foglie di menta, salvia, rosmarino e timo in parti uguali da lasciare in infusione per dieci minuti in acqua bollente prima di filtrare e dolcificare con un cucchiaino di miele.
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Sembra quasi un sogno, ma invece i ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno dato inizio ad una “scoperta” tra le più dolci del mondo scientifico. La teobromina contenuta nel cioccolato sarebbe più efficace della codeina, principio attivo base della maggior parte delle formulazioni anti-tussive oggi in commercio.
E’ stato eseguito uno studio su un gruppo di volontari, trattati con diversi dosi di teobromina, codeina e placebo. Poi è stata somministrata loro una sostanza scatenante la tosse, la capsaicina, proveniente dal peperoncino. Ebbene, a parità di dose di principio attivo, serviva una concentrazione maggiore in capsaicina per scatenare la tosse negli individui che avevano assunto teobromina.
Tale sostanza estratta dal cioccolato agisce sopprimendo l’attività del nervo vago, responsabile del fenomeno della tosse. Naturalmente i ricercatori stessi pensano sian prematuro pensare di sostituire i normali trattamenti medici anti-tosse con una cura fai da te a base di cacao, ma comunque è già un buon inizio!
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Ormai ci siamo: l’atmosfera natalizia ci ha presi. Tempo di buoni propositi, di cibi dolci e di cibi pesanti ma anche di cibi salutari. Ad esempio i datteri, che quest’anno è uno dei pochi prodotti tipicamente natalizi che non ha subito grossi aumenti di prezzo. Addirittura quelli biologici li ho trovati ad un prezzo inferiore all’anno scorso, sia al supermercato che nei negozi di alimenti naturali.
Peccato vengano proposti solo in questo periodo dell’anno, perchè in realtà il dattero è un frutto davvero salutare. Un utilizzo consueto nella medicina naturale è come integratore durante la sindrome influenzale. Il magnesio del frutto, rinforza l’azione dei rimedi contro la febbre. Dai 5 ai 10 datteri al giorno, consumati durante un periodo di malattia da raffreddamento, danno energia, migliorano i tempi di recupero, rinforzano il sistema immunitario, prevengono le ricadute virali. Io ho provato con grande sollievo per la mia gola infiammata, una tipica ricetta della medicina tradizionale ebraica. Ho messo 5 datteri snocciolati e spezzettati in 150 ml di latte intero, portando poi ad ebollizione. Ho spento e lasciato intiepidire per 5 minuti. Poi ho bevuto il latte e mangiato i datteri. L’ho trovato davvero efficace, soprattutto come lenitivo della gola arrossata.
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