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Tutti gli articoli con tag smettere di fumare

Non è mai troppo tardi per smettere di fumare e vivere più a lungo

pubblicato da Paola Pagliaro

Vi è mai capitato di imbattervi in fumatori incalliti, quelli che due pacchetti di sigarette se li bruciano in un giorno per intenderci, che all’improvviso dopo venti, trent’anni smettono di fumare da un giorno all’altro e senza alcun aiutino? Casi rari, ma si incontrano. E quando li incontri, per me almeno è stato così, può capitare di pensare istintivamente che siano spacciati comunque. Smettere di fumare a sessanta, settant’anni dopo una vita passata ad intossicarsi i polmoni non potrà mica fare miracoli e restituire l’organismo sano di un non fumatore! Beh, non proprio: certamente però aiuta a stare meglio e può ridurre la mortalità. Lo conferma un recente studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine, a cura dei ricercatori del German Cancer Research Center.

Si tratta di una meta-analisi della letteratura medica sul fumo e la salute degli anziani che evidenzia una riduzione della mortalità quando si smette di fumare, anche in età avanzata, dopo i sessant’anni. I ricercatori hanno analizzato ben 17 studi effettuati in sette diversi Paesi: Stati Uniti, Cina, Australia, Giappone, Inghilterra, Spagna e Francia. Ricerche sul fumo e la mortalità negli over 60 pubblicate tra il 1987 ed il 2011. Alcuni di questi studi hanno seguito i pazienti per cinquant’anni, con campioni anche importanti fino a 877.243 partecipanti.

I fumatori anziani rispetto ai non fumatori hanno un incremento della mortalità relativa pari all’83 per cento. Chi smette, invece, anche se in età avanzata, ha un aumento del rischio di mortalità del 34% rispetto ad un anziano non fumatore.

Gli autori spiegano che quando smettiamo di fumare iniziamo immediatamente ad accumulare benefici, in questo caso giorni di vita in più. Non è mai troppo tardi, dunque, per smettere di fumare e vivere più a lungo. Oltre ovviamente a godere dei vantaggi a breve termine visibili ad ogni età non appena si smette: da una migliore respirazione all’aumento della resistenza fisica, dall’alito meno pesante al colorito della pelle meno spento.

Foto | Flickr

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Smettere di fumare mangiando frutta e verdura

pubblicato da Paola Pagliaro

Altro che cibo spazzatura, bastoncini di liquirizia e gomme da masticare, i migliori comfort foods quando si smette di fumare sono frutta e verdura. Scettici? Beh, in effetti è ancora in parte da dimostrare. Lo studio che associa il maggior consumo di frutta e verdura alla riduzione della dipendenza da nicotina, pubblicato su Nicotine and Tobacco Research, è infatti basato su semplici deduzioni tratte da questionari somministrati ad un campione di mille fumatori. Pochi dati, perdipiù superficiali, e pochi fumatori per giungere a conclusioni. Tuttavia vale la pena approfondire quanto scoperto perché se davvero la chiave per smettere di fumare fosse nascosta in frutta e verdura avremmo trovato un metodo sano al quadrato per liberarci dal vizio delle bionde.

I ricercatori della UB’s School of Public Health and Health Professions hanno scoperto che chi consuma più frutta e verdura ha il triplo delle probabilità di resistere alla tentazione di fumare per almeno trenta giorni e come sappiamo i primi giorni in cui si smette sono determinanti, i più difficili. C’è di più: anche tra i fumatori il maggior consumo di frutta e verdura è stato associato ad enormi vantaggi: ad esempio ad un numero inferiore di sigarette fumate nel corso della giornata. Inoltre chi consumava più porzioni di frutta e verdura tendeva ad aspettare maggiormente al mattino, dopo il risveglio, prima di accendersi la prima sigaretta della giornata.

Non si sa ancora da cosa dipendano questi benefici. Probabilmente la frutta e la verdura, ricche di fibre, aumentano il senso di sazietà e fanno avvertire con minore frequenza ed intensità il desiderio di sostanze di conforto come la nicotina o ancora potrebbero agire direttamente sulla dipendenza, riducendola. Vedremo se ulteriori ricerche confermeranno quest’ulteriore beneficio di frutta e verdura… di certo c’è che aumentare le porzioni di frutta e verdura e ridurre il numero di sigarette male non ci farà…

Foto | Flickr

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Giornata mondiale senza tabacco, smettere di fumare è impresa da geni

pubblicato da Paola Pagliaro

giornata mondiale senza tabacco 2012

Oggi ricorre la Giornata mondiale senza tabacco (World No Tobacco Day 2012), 24 ore per tornare a respirare a pieni polmoni e ad acquisire consapevolezza sui rischi del fumo, attivo e passivo, e sui benefici, a breve, a medio e a lungo termine, di smettere di fumare.

Ma qual è il metodo migliore per smettere di fumare? Parlavamo nei mesi scorsi di quanto sia importante trovare la nostra di motivazione e non motivazioni generiche da manuale. Per qualcuno saranno determinanti i soldi risparmiati, per altri i fattori estetici: unghie più forti, mani più belle, pelle meno spenta, bocca che non somiglia più ad un posacenere…

A contare però, incidendo sulle probabilità di successo di liberarci dalla dipendenza, sono anche fattori genetici. Alcuni fumatori potrebbero essere più ricettivi a determinati metodi (cerotti, gomme alla nicotina, sigarette elettroniche) piuttosto che ad altri. Sapere qual è la predisposizione genetica ai vari metodi per smettere di fumare permette di studiare delle strategie personalizzate, aumentando le probabilità di successo della battaglia contro il tabagismo.

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Il fumo provoca il cancro tra gli slogan antifumo più efficaci sui pacchetti di sigarette

pubblicato da Paola Pagliaro

fumo provoca cancro

Il fumo provoca il cancro. È uno dei messaggi più efficaci, tra quelli riportati sui pacchetti di sigarette, per convincere i fumatori a smettere di fumare. O meglio, secondo una recente indagine dell’Eurobarometro, è lo slogan antifumo che più colpisce l’attenzione dei fumatori e turba. Di conseguenza potrebbe rappresentare una delle principali spinte per liberarsi dalla dipendenza.

A colpire maggiormente, secondo i dati raccolti intervistando un campione di 270 fumatori provenienti da 27 Paesi europei, sono in generale tutti i messaggi antifumo riportati sui pacchetti di sigarette che associano il tabagismo all’insorgenza di tumori. Nella hit dei messaggi più efficaci figurano infatti: “Il fumo causa tumori alla bocca e alla gola”, “Fumare causa in 9 casi su 10 cancro ai polmoni”, “Fumare raddoppia il rischio di cancro al collo dell’utero”.

Anche la frase nuda e cruda “Il fumo distrugge i tuoi polmoni” coglie particolarmente nel segno. Meno alto invece l’impatto emotivo dei danni del fumo alla pelle e quello dei messaggi che gravitano intorno alla schiavitù che comporta il tabagismo. È evidente che l’associazione con patologie mortali è la più efficace per far desistere dal vizio delle bionde. Tuttavia, anche i danni del fumo passivo, quando vengono elencati facendo riferimento ai figli, al feto, agli amici, con messaggi come “Il fumo nuoce a te e a chi ti sta intorno” sono abbastanza efficaci, anche se non come quelli sui tumori. Lo studio servirà ad ideare nuovi messaggi ad alto impatto, associati ad immagini shock. Probabilmente li vedremo comparire sui pacchetti di sigarette già nelle prossime settimane.

Via | Il Quotidiano Italiano; Eurobarometer
Foto | Flickr

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Cibo, sesso, droga, fumo: attrazione con ricaduta

pubblicato da Selisa

piacere e fumarre
Se ci siamo chiesti come e perché cibo, sesso, droga e con esse il fumo riescono ad attirare noi e molti altri come noi, la risposta è: dopamina. La dopamina è un neurotrasmettitore che viene attivato durante molte esperienze gratificanti, tra cui l’ uso di droghe, fumo, sesso, e cibo e svolge un ruolo fondamentale nei meccanismi di ricompensa e motivazione. Uno dei suoi ruoli centrali è ad esempio quello di inviare al cervello l’input di cercare qualcosa di piacevole.

Nelle dipendenze e quindi nelle astinenze la dopamina gioca un ruolo importantissimo: quando un fumatore decide di smettere di fumare, si genera uno sfasamento nei livelli di concentrazione della dopamina - sostengono ricercatori del Baylor College of Medicine in Texas che hanno indagato il meccanismo sui topi-. Questo deficit di dopamina scompare con la ri - somministrazione di nicotina: da qui, la ricaduta.

La dopamina induce infatti il nostro corpo a ricercare sostanze in grado di farci adattare all’ambiente - a ritrovare la condizione di “equilibrio” con esso. Nel caso delle dipendenze, come quella dalle “sigarette” questo meccanismo si accentua, traducendosi nell’abuso.

Via | Biological Psychiatry Journal
Foto | Flickr

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Diete e dipendenze, meno tentazioni o più autocontrollo?

pubblicato da Paola Pagliaro

frigo vuoto

Se siete alle prese con i buoni propositi per il nuovo anno, dal perdere peso allo smettere di fumare, vi sarà utile sapere che l’autocontrollo non si allena soltanto resistendo alle tentazioni. Un recente studio, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, ha infatti scoperto che le persone dotate di maggiore forza di volontà sono quelle che si liberano dalle tentazioni, piuttosto che affrontarle ogni giorno a viso aperto.

Liberare l’ambiente che ci circonda dai cibi spazzatura, ridurre le attese che ci inducono ad accenderci una sigaretta, frequentare persone a dieta come noi e così via discorrendo, potenzia la nostra capacità di autocontrollo.

Metterci troppo alla prova, al contrario, ci sfianca. Piuttosto che usare le nostre risorse vitali per fare sacrifici ed osservare gli altri divorare un dolce dopo l’altro o accendersi sigarette di continuo, l’ideale è dunque impiegare queste energie per sgombrare il nostro campo visivo dalle tentazioni.

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Io fumo solo in compagnia

pubblicato da Paola Pagliaro

fumare

Fumo solo in compagnia. Avete mai detto questa frase o l’avete sentita ripetere dai vostri amici e conoscenti? I social smokers, ne parlavamo su Benessereblog tempo fa, non sono esenti dai danni del fumo, malgrado fumino saltuariamente.

Ma quando possiamo definirci social smokers? Secondo Joseph DiFranza, ricercatore della University of Massachusetts Medical School, un social smoker fuma meno di cinque sigarette al giorno; non sente il bisogno di fumare ogni giorno; pensa di poter gestire il desiderio di accendersi una sigaretta.

I social smokers veri, ossia fumatori non abituali che si lasciano trascinare dalla funzione sociale della sigaretta, esistono ma sono davvero pochi. Per gli altri quella di fumare in compagnia diventa una pericolosa abitudine e, prima o poi, il rischio è di cedere alla tentazione anche quando si è da soli, cadendo nella trappola della dipendenza.

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Fare buoni propositi per il nuovo anno è sempre una buona idea?

pubblicato da Paola Pagliaro

buoni propositi 2012

Buoni propositi per il nuovo anno: quanto può rivelarsi efficace cercare di cambiare abitudini, vizi, relazioni e comportamento a partire dallo scoccare della mezzanotte del 2012? Consoliamoci, ci sono buone probabilità di riuscirci.

Secondo due diversi studi, condotti dallo psicologo americano John Norcross, dal 40 al 46% di chi fa buoni propositi per il nuovo anno riesce a mantenere fede a quanto si è ripromesso nei successivi sei mesi, raggiungendo i suoi obiettivi.

In realtà a contare, quando si vuole smettere di fumare piuttosto che perdere peso o vivere meglio, è la nostra motivazione . Non esistono date, buone ragioni o nuovi inizi validi per tutti. Per qualcuno i buoni propositi vanno in porto all’inizio del nuovo anno perché questa data viene vissuta come un’opportunità di rinascita, il giorno giusto per ricominciare.

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Dipendenze e cattive abitudini, liberarsi dalle motivazioni sbagliate

pubblicato da Paola Pagliaro

motivazione libertà

I manuali per smettere di fumare, di mangiare cibo spazzatura e di farsi del male con altre dipendenze, più o meno pericolose, abbondano. Consigli utili, certamente, ma a volte un tantino generici. Quando si vuole dare un taglio alle cattive abitudini, cambiare, quello che ci serve prima di ogni altra cosa non è una o più ragioni valide per tutti ma una nostra motivazione, il più specifica e circoscritta possibile.

Qualcosa che funzioni per noi. C’è chi smette di fumare perché si rende conto che con i soldi risparmiati può permettersi quella vacanza che rimandava da sempre, chi lo fa per liberarsi da alitosi e colorito della pelle spento. I danni a lungo termine per la salute solitamente non motivano abbastanza, anche se, razionalmente, sarebbero di per sé una spinta più che sufficiente.

Quando vogliamo liberarci da un brutto vizio o da cattive abitudini, cerchiamo di sfruttare quel meccanismo di sacrificio-ricompensa che tanto piace al nostro cervello e ricorriamo a dei compromessi con il nostro autocontrollo.

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Fumo: i pacchetti più piccoli aiutano a smettere?

pubblicato da fritha

lighterI governi le stanno provando tutte per limitare o addirittura riuscire ad estirpare il vizio del fumo, che rappresenta una voce consistente della spesa sanitaria per le patologie che comporta anche se talvolta, com’è nel caso dell’Italia, rappresenta nel contempo anche una fonte di introito per via dell’esistenza del monopolio.

Tra chi propone di riportare sui pacchetti immagini raccapriccianti di polmoni malati e chi suggerisce di eliminare l’espositore dalla vista nelle tabaccherie c’è anche chi propone di rendere anonimi i pacchetti e chi invece di ridurne le dimensioni. Nessuno che si preoccupi troppo, pare, di portare avanti una capillare e impegnata campagna di sensibilizzazione che prescinda dal terrorismo e dalla repressione e spieghi quali sono i rischi a partire dall’educazione alla salute.

La questione delle dimensioni dei contenitori tuttavia potrebbe produrre qualche effetto positivo, visto che già l’applicazione di questo criterio è ampiamente utilizzato dai produttori alimentari, per esempio, per indurre al consumo dei propri prodotti. Si propone dunque di commercializzare solo pacchetti di sigarette da 10 anziché da 20.

Secondo i promotori dell’iniziativa ciò potrebbe indurre chi fuma a fumare meno. Siamo sicuri? Cosa impedirebbe ad un fumatore di acquistare due pacchetti da 10 sigarette anziché uno da 20?Le statistiche dicono che chi fuma meno ha più probabilità di finire per smettere e dunque questa misura, per quanto non applicabile a tutti i fumatori e non certo risolutiva, potrebbe comunque avere qualche effetto positivo. Voi cosa ne pensate?

Foto | Flickr

Via | Cnn

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