
Il nostro organismo sviluppa gli anticorpi contro le infezioni virali. Una recente ricerca pubblicata su Immunity, condotta dall’Università di Harvard e dall’Istituto San Raffaele di Milano, ha dimostrato che non sempre gli anticorpi sono la risposta più efficace al virus.
Il sistema immunitario agisce tramite l’immunità innata e l’immunità adattativa. L’immunità innata è una “prima linea” di difesa che ci consente, tramite meccanismi naturali, di combattere gli agenti esterni. L’immunità adattativa è più sofisticata e si basa sulla produzione di anticorpi in risposta alle infezioni virali.
Come suggerisce il termine stesso, adattativa significa che si sviluppa lentamente nel tempo con l’evoluzione, e dunque non sempre risulta efficace, ad esempio in caso di mutazioni dei virus. Partendo da questo, i ricercatori hanno potuto spiegare come mai, nonostante la grande quantità di anticorpi, una malattia possa prendere ugualmente il sopravvento.
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Dormiremo sonni meno tranquilli per via di una recente scoperta effettuata da un’équipe di ricercatori della Yale University School of Medicine e pubblicata sulla rivista Immunology. A quanto pare, il nostro sistema immunitario è strettamente legato all’orologio biologico. Di notte, quando dovremmo riposare, le nostre difese si abbassano e diventiamo più vulnerabili alle infezioni.
In un certo senso, è come se il sistema immunitario si concedesse una pausa o comunque lavorasse a ritmi meno serrati. Di conseguenza il rischio di contrarre infezioni di notte aumenta. E per chi le infezioni in corso ce le ha già e sta combattendo per liberarsene, di notte il rischio di morte aumenta, ovviamente se si tratta di gravi infezioni, con il picco tra le 2 e le 6 del mattino.
Secondo gli autori dello studio, la relazione tra il nostro sistema immunitario ed il ritmo circadiano è molto stretta. Tanto che di notte, gli equilibri si scombussolano ed il nostro organismo riconosce gli agenti patogeni più lentamente. Di conseguenza anche la risposta immunitaria è più lenta.
Il jet-lag ci espone ad un rischio maggiore di contrarre infezioni. Anche se in viaggio non possiamo evitarlo, gli esperti raccomandano nella vita di tutti i giorni di non stravolgere i ritmi biologici, cercando di andare a dormire e di svegliarsi sempre alla stessa ora.
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L’olio di cocco lo usate solo in spiaggia per favorire la tintarella e mantenere pelle e capelli idratati sotto il sole? Rivalutatene le proprietà perché potrebbero sorprendervi. Pur avendo un alto contenuto di grassi considerati poco salutari potrebbe trovare un uso anche sulle nostre tavole. Addirittura, dice qualche naturopata, persino essere utile per chi desidera dimagrire.
Quando scegliete l’olio di cocco per la tavola assicuratevi che non sia raffinato e sia privo di odore. Essendo composto da acidi grassi di origine vegetale non influisce sui livelli di colesterolo, ma anzi risulta utile perché naturale e organico. Contiene infatti elementi come l’acido laurico che agisce sul sistema immunitario e l’acido caprico che ha mostrato di avere effetti antivirali.
Per quanto riguarda le calorie sono simili a quelle contenute in altri oli vegetali. Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition addirittura potrebbe avere ottimi benefici sull’ipotiroidismo e sul metabolismo dei grassi. Pare che un noto nutrizionista abbia inserito l’olio di cocco nella dieta dei giocatori di rugby della nazionale inglese perché aiuta a bruciare i grassi favorendo la costruzione muscolare. Incredibile, vero? Vari studi però lo hanno dimostrato.
Via | Vitadelia
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Feste quasi archiviate, è tempo di pensare alla fatidica remise en forme dopo gli sgarri frequenti e numerosi delle ultime settimane. Non necessariamente bisogna mettersi a stecchetto seguendo una dieta, spesso basta solo ridarsi qualche regola e aggiungere alla propria tavola alcuni alimenti chiave che aiutano l’organismo a depurarsi. Ve ne consigliamo dieci.
Il primo e più ovvio aiuto viene dall’acqua. Bere abbondanti liquidi, o introdurli sotto forma di cibi molto acquosi come frutta e verdura, aiuta ad eliminare le tossine e a purificare l’organismo appesantito da troppi bagordi. Infusi e tisane costituiscono un ottimo supporto, piacevolissimo d’inverno.
Anche l’uva è assai utile, sia perché ricchissima d’acqua, sia perché contiene flavoinoidi, antocianine, polifenoli e antiossidanti preziosi che aiutano a combattere i radicali liberi. Un’azione simile l’hanno i carciofi, grazie all’azione che favorisce il funzionamento intestinale. Ottimo l’aiuto del tè verde con potere diuretico e disintossicante e ricco di antiossidanti. Agisce anche riattivando il metabolismo.
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La temperatura scende, beccarsi un raffreddore è altamente probabile, uscire a fare sport ci sembra quasi impensabile eppure la buona volontà ancora resiste e quindi è bene approfittarne. Se non stiamo troppo male, s’intende. Che fare quando le vie respiratorie faticano a funzionare a dovere ma non si vuole rinunciare alla propria uscita di allenamento quotidiana?
Ecco qualche rimedio e consiglio per fare sport anche sull’orlo del raffreddore. Con le dovute accortezze si eviterà di ammalarsi e ci si godrà l’attività fisica senza soffrire ma anzi traendone giovamento, perché com’è noto non solo lo sport migliora l’umore generale ma aiuta anche a mantenere attivo il sistema immunitario, alzando le difese.
Avere sempre con sé il fazzoletto per liberare le vie respiratorie quando serve è certo ovvio, meno lo è fare un bagno di vapore all’eucalipto. Eppure è un vero toccasana. Fatelo circa quaranta minuti prima di fare sport. Usate acqua bollente e foglie di eucalipto (anche l’olio essenziale andrà bene) da inspirare coprendo la testa con un asciugamano. I benefici li sperimenterete subito. L’alternativa rapida? Un fazzoletto umido nel microonde, perché si scaldi, su cui aggiungerete poi qualche goccia di olio essenziale di eucalipto. Avvicinatelo a bocca e naso e inspirate profondamente.
Aiuta anche la pulizia del naso con una soluzione salina, che si trova in farmacia. È un metodo però da usare con cautela, perché esagerare può impoverire le mucose che sono importanti per la protezione delle vie respiratorie dagli agenti patogeni. Inoltre è un metodo comunque momentaneo. Per qualcosa di più duraturo, da portare con sé durante lo sport, usate i cerottini per il naso, che mantengono le narici più aperte. E voi avete qualche buon consiglio da condividere?
Via | Vitonica
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Ad un certo punto, quasi tutti, ci sentiamo affaticati. Nella maggior parte dei casi lo stato di affaticamento - soprattutto quando si verifica improvvisamente e dura meno di tre mesi - è causato dallo stile di vita o da situazioni particolari come uno sforzo fisico, un periodo di stress, oppure dalla mancanza di sonno, disidratazione o da una dieta inadeguata. In questi casi lo fronteggiamo facilmente, basta individuarne la causa. Così riduciamo lo stress, riposiamo di più, curiamo il nostro sonno, o prestiamo attenzione ad una migliore nutrizione e ci idratiamo correttamente.
Quando invece la stanchezza dura più a lungo - per più di qualche mese – allora è più probabile che sia associata a una condizione medica di base.
Purtroppo per le femminucce, è vero che sono di più le donne rispetto agli uomini ad esser predisposte agli stati di fatica, almeno così dicono gli studi: questi hanno dimostrato che le donne hanno maggiori probabilità - ben quattro volte di più - rispetto agli uomini di sviluppare la sindrome da affaticamento cronico. Stanchezza cronica e fatica sono ben diverse: la sindrome da stanchezza cronica è un termine usato per descrivere un gruppo di sintomi di cui la fatica è il più importante. Se invece proviamo una mancanza generalizzata di energia allora si tratta di fatica, quindi possiamo definire la fatica essenzialmente come mancanza di energia. Che è diversa dalla debolezza, che si riferisce ad una perdita di forza o potenza il cui stato è caratterizzato dalla sonnolenza. Spesso utilizziamo questi termini indifferentemente ma da un punto di vista medico i sintomi sono nettamente differenti.
È in arrivo: l’influenza stagionale ha già cominciato a mettere ko gli italiani e se fino ad ora ne siamo stati immuni non è detto che non ci cascheremo tra qualche settimana, quando la nuova ondata si farà più incisiva. Come fare per cercare di prevenire i malanni stagionali? Ecco qualche trucco e consiglio da adottare per non caderne vittima o almeno cercare di limitare i danni quando il virus arriverà a far visita anche alle nostre case.
L’igiene è il primo e più ovvio ma mai troppo ribadito consiglio: lavarsi le mani di frequente può salvarvi dal contatto con il virus, perché è proprio sulle mani che si depositano gli agenti patogeni, quando la stringiamo agli altri e quando tocchiamo qualunque cosa che possa esser passata già di mano, dalla maniglia della metro a quella del frigo in ufficio passando per il telecomando del condizionatore.
Una dieta equilibrata ci aiuta a mantenere in forma il nostro sistema immunitario e così il nostro organismo sarà più reattivo e pronto a fronteggiare un eventuale attacco. Frutta e verdure ricche di vitamine e minerali sono fondamentali, così come lo yogurt naturale che mantiene in perfetta forma la flora intestinale e funziona anche da antibiotico naturale. Da ridurre o eliminare invece le sostanze nocive come alcol e tabacco, che abbassano le difese.
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Appena alzati non sapete rinunciare al caffè per il miglior risveglio possibile? Forse sarebbe meglio dell’acqua con limone, per quanto possa disgustarvi l’idea dell’associazione con il caffè, dal sapore così contrastante.
A quest’ultimo dovreste rinunciare, se ve la sentite. Il vantaggio è un miglior benessere, perché il caffè influisce sui livelli di zuccheri nel sangue mentre il limone agisce da purificante. Si può prendere fredda e corroborante oppure calda, come un infuso, eventualmente aggiungendo un poco di miele.
Al risveglio infatti i tessuti del corpo sono disidratati ed è necessario bere perché si eliminino le tossine e si aiutino le cellule a produrre energia per affrontare la giornata. Il caffè anziché reidratare il corpo favorisce l’effetto contrario, riducendo le riserve di acqua e minerali come sodio, potassio e calcio.
Inoltre il caffè stimola il glucosio e questo processo favorisce anche la formazione di radicali liberi, nemici dei tessuti. Al contrario il limone è noto per essere uno stimolante del fegato, dunque favorisce la depurazione dalle tossine. Inoltre contiene antiossidanti preziosi e vitamina C, che stimola il sistema immunitario.
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Come? Ecco qualche informazioni utile per aiutare il nostro sistema immunitario.
Innanzitutto mangiamo proteine magre ad ogni pasto: gli anticorpi sono fatti di proteine e questo già aiuta, inoltre molti cibi proteici sono ricchi di nutrienti che agiscono sulla funzione del sistema immunitario. Lo zinco, ad esempio aiuta la produzione di globuli bianchi. Si trova nei tagli magri di manzo e di maiale o nelle proteine dei fagioli, soia e frutti di mare (in particolare ostriche e granchi). La frutta a guscio, come mandorle e anacardi, è anch’essa una buona fonte di proteine e anche di magnesio che contribuire a sostenere il sistema immunitario sano.
Nuove ricerche suggeriscono poi che la vitamina D è in grado di aumentare la risposta immunitaria mentre livelli troppo bassi sono collegati ad un aumento di raffreddori stagionali e influenza.
Terzo consiglio: troviamo il modo di rilassarci perché la ricerca ha dimostrato che lo stress altera il buon funzionamento del sistema immunitario. Ancor meglio se per distenderci ricorriamo all’esercizio fisico.
Il gentil sesso non è poi tanto ‘gentile’ se le donne sono più resistenti degli uomini dal punto di vista genetico. Sapevo che le donne fossero più resistenti allo stress fisico e psicologico perchè in campo cardiocircolatorio sono più protette dalla maggiore concentrazione di estrogeni nel loro organismo. Ma che fossero anche più forti dal punto di vista genetico è una novità.
L’ipotesi ci giunge dal Dott. Claude Libert e il suo team che hanno lavorato presso l’Università di Gand in Belgio e hanno condotto uno studio pubblicato sulla rivista BioEssays. Secondo i ricercatori il cromosoma X presente nel nostro organismo rende più forte il sistema immunitario femminile. In questo cromosoma si trovano piccole molecole di Rna, i microRna, che spiegano perché le donne rispondono meglio alle infezioni e sono meno propense a sviluppare il cancro.
Il Dott.Libert commenta così i risultati della ricerca: “Le donne vivono più degli uomini e combattono meglio gli shock come la sepsi, le infezioni e i traumi”. Dato che gli individui di sesso maschile hanno una sola copia di questo cromosoma (mentre le donne ne hanno due) sono più svantaggiati dal punto di vista immunologico: altro che sesso forte!
Via | Yahoo.News
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