
Le unghie sono il campanello d’allarme per malattie della pelle come la psoriasi, ma lo sono anche per disturbi dell’intero organismo che possono essere curati subito. Fate quindi attenzione al colore delle vostre unghie per capire se si tratta di una semplice variazione di colore o se il colore è il segno di qualcosa di più grave.
La comparsa piccoli puntini bianchi o gialli può essere segno di una onicomicosi, un’infezione delle unghie dovuta ad un fungo, che può estendersi alla pelle. I funghi sono tra le infezioni più comuni ed un dermatologo saprà consigliare i la cura più adatta per evitare la diffusione.
Una variazione di colore tendente al verde è spesso causata dal batterio dell’acqua pseudomonas. Il batterio non colpisce solo le unghie, ma causa problemi anche alle vie respiratorie. Il rimedio naturale d’emergenza è immergere le mani nell’aceto prima di ricorrere al medico che potrebbe prescrivere un antibiotico.
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Entro l’estate del 2012 tutti i pacchetti delle sigarette in vendita in Australia potrebbero non riportare più loghi, colori, disegni che con il passare del tempo si sono associati alle relative marche. È un’iniziativa contro il fumo promossa dal Primo Ministro Kevin Rudd che si propone di scoraggiare l’acquisto delle sigarette colpendo il marketing delle grosse compagnie di tabacco.
La risposta delle compagnie sarà forte e immediata ma il ministro della Salute Nicola Roxon ha fatto sapere che il governo non è disposto a scendere a compromessi e resisterà alle pressioni degli interessi delle multinazionali.
Intanto loro, le multinazionali, stanno già pianificando il contrattacco legale, perché credono che la batosta sarebbe pesante sulle vendite. Cosa ne pensate: trovate che sia una buona idea quella di rendere tutti i pacchetti uguali, bianchi e senza scritte?
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Volete una buona ragione per smettere di fumare? Per i più incalliti non sarà forse sufficiente, ma per chi ci rimugina già da un po’, la notizia secondo cui i fumatori sono più propensi ad ingrassare potrebbe essere la molla definitiva.
Chi pensava che smettendo di fumare si tendesse ad ingrassare di più dovrà ricredersi, perché è vero il contrario secondo recenti ricerche realizzate in Spagna all’Università di Navarra. Cade uno dei miti di sempre, finalmente sfatato. Non solo fumare non diminuisce l’appetito, ma garantisce un aumento di peso in chi fuma.
E se sui pacchetti delle sigarette scrivessero “fumare fa ingrassare” al posto di “il fumo uccide”? Chissà che la campagna di sensibilizzazione non diventi più efficace agendo sulla vanità delle persone?
Purtroppo dobbiamo però dirvi che smettere non vi salverà dai chili di troppo, perché i ricercatori hanno dimostrato che chiunque fumi è soggetto a questo aumento di peso, anche se decide a un certo punto di smettere. Fatelo piuttosto per la vostra salute.
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Secondo il Sanger Institute di Cambridge, bastano appena 15 sigarette per far invecchiare improvvisamente un polmone sano, attraverso mutazioni genetiche provocate dal consumo di tabacco.
Secondo il team che ha condotto lo studio, riuscendo a catalogare tutti gli errori genetici dovuti alle sigarette, sono circa 23.000 le mutazioni genetiche causate dal fumo, responsabili di tumori e danni ai polmoni. La ricerca, pubblicata su Nature nell’ambito del progetto Genoma Umano, sottolinea come sia la correlazione di più mutazioni a provocare tumori quali quelli ai polmoni ed il melanoma.
I ricercatori hanno evidenziato come bastino appena 15 sigarette per innescare anche soltanto la prima delle mutazioni genetiche, in baso alle quale potrebbe svilupparsi un tumore. D’altra parte, il 15 è un numero ricorrente quando si parla di polmoni e sigarette: ci vogliono infatti 15 anni di astinenza completa dal tabacco perché un polmone ritorni sano ed il rischio di sviluppare il cancro torni a livelli normali.
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Fate parte della nicchia di ex fumatori? Bene, oltre ad un applauso per essere riusciti a vincere sulle ‘bionde’, adesso vi illustro tutti i benefici a cui il vostro corpo andrà incontro da adesso in poi.
Dopo solo 20 minuti da quando si è spenta l’ultima sigaretta, pressione arteriosa e battito cardiaco ritornano normali, mentre dopo 2 giorni la percezione di odori e sapori è molto più forte. Ve ne siete accorti?
Dopo 3 mesi migliorano la respirazione e la circolazione sanguigna, mentre dopo 1 anno il rischio di malattie coronariche si dimezza. E più in là si va, più i miglioramenti sono importanti: dopo 5 anni dimezza il rischio di tumore ai polmoni, mentre dopo 15 anni il rischio di contrarre malattie legate al fumo parisce del tutto. Contenti? Adesso tenete duro.
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Il Ministero della Salute, riunito ne La 3 giorni della salute, fa sapere che in Italia si fuma sempre di più, e si comincia sempre prima, precisamente, a 15 anni. Questa è la media d’età alla quale si inizia a fumare, e il 29% dei fumatori ha tra i 15 e i 24 anni.
Nonostante la giovane età, i giovani fumano la stessa quantità di sigarette degli adulti, arrivando ad una media di circa 14 sigarette al giorno.
Rispetto ai genitori, spesso i ragazzi preferiscono acquistare le sigarette online, per risparmiare sui costi e per vedersi recapitare pacchetti di sigarette provenienti da paesi stranieri che spesso non riportano le avvertenze sanitarie, o sono scritte in una lingua sconosciuta all’acquirente.
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I pericoli del fumo passivo vi impensieriscono? C’è anche dell’altro: i rischi che provengono dall’ambiente, che assorbe – specie se ricco di tendaggio e tappeti – parte del fumo e delle sostanze tossiche della sigarette e li trattiene anche se la stanza viene arieggiata. Figuratevi quindi l’auto di un fumatore. E d’altronde vi sarà capitato spesso di non riuscire a sopportare l’odore dei vestiti dopo una serata a contatto con fumatori.
I tessuti, in fin dei conti, assorbono e trattengono i veleni del fumo e diventano una vera e propria minaccia secondo una recente ricerca del Massachussets General Hospital. Si tratta secondo i ricercatori sempre di fumo passivo, seppure mediato dal mezzo tessile, e altrettanto nocivo.
La soluzione c’è ma pare sia difficile convincere i fumatori più incalliti a prendere la buona abitudine di non fumare dentro casa o in auto, specialmente dove i divieti si sono fatti tanto diffusi da rendere la propria casa quasi l’unico luogo dove fumare in piena libertà.
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Sarà per la crisi che ha colpito soprattutto le famiglie e gli uomini di mezza età, sarà che dal vizio del fumo non ci stacca mai, ma le statistiche dicono che, per la prima volta in sei anni, il numero dei fumatori italiani è in crescita.
I dati sull’indagine del consumo di sigarette, rilasciati dall’Istituto Superiore di Sanità e riportati dal Corriere alla vigilia della Giornata mondiale anti-tabacco del 31 maggio, mostrano un incremento diffuso: chi aveva smesso di fumare ha ripreso, mentre hanno iniziato a fumare più le donne che gli uomini, ignorando i rischi connessi alla salute.
Spaventano le malattie, spaventa il rischio di cancro, ma sul vizio del fumo pesa anche la crisi ed è facile ricadere nel piacere momentaneo soprattutto se, coi tempi che corrono, il futuro è incerto e mette ansia quanto una malattia.
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Fumare fa male, e non è una novità. Fumare fa male alle donne che prendono la pillola e alle donne in gravidanza, ma fa male anche alle donne sane, molto di più rispetto a quanto sia dannoso per gli uomini.
La notizia viene da uno studio condotto da ricercatori norvegesi e presentato dall’American Thoracic Society: le donne che soffrono di disturbi alle vie respiratorie o sono colpite da malattie polmonari prima dei 60 anni, subiscono danni più gravi rispetto agli uomini loro coeatanei. Inoltre, le donne che fumano da meno di 20 anni soffrono maggiormente gli effetti nocivi delle sigarette rispetto ai coetanei maschi con gli stessi anni di fumo.
Poichè spesso si fuma per rabbia, o perchè non si sa che fare o perchè non cisi rende conto dei rischi per 5 minuti di piacere alla nicotina, forse sarebbe il caso di cominciare a pensare a come smettere di fumare.
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Come si tiene in forma il neopresidente degli Usa Barak Obama? Ce lo rivela la rivista Men’s Health, che ha intervistato Obama quando la corsa elettorale non si era ancora definitivamente conclusa.
La prima curiosità che apprendiamo è che Obama ha detto addio alle sigarette da un anno anche se ha ammesso che, durante la campagna elettorale “per motivi di stress” si è concesso degli “strappi”. “Non sono mai stato un accanito fumatore, quindi non è stato duro affrontare i sintomi da astinenza”, ha detto Obama, che ha anche consigliato, per smettere prima, di “eliminare alcune combinazioni chiave come “sigaretta e caffè” o “sigaretta dopo pranzo””
Non manca l’allenamento fisico: Obama si allena 45 minuti al giorno per sei giorni alla settimana, di mattina presto. Il suo obiettivo? Arrivare ai 90 minuti, ma i tre quarti d’ora sono un buon “compromesso tra esercizio e sonno”. Inevitabile la domanda su cosa farà per migliorare la salute degli americani. “Incrementare la consapevolezza delle persone dell’importanza della prevenzione e dei controlli attraverso ogni possibile vettore di comunicazione e scambio di informazioni… - ha dichiarato - anche i più insoliti come ad esempio, il salone del barbiere”.