
L’Eiaculazione precoce è un disturbo molto più diffuso di quanto si pensi, ma spesso è difficile parlarne, e molti uomini sono restii ad una visita andrologica. Se può aiutare la Società Italiana di Andrologia a marzo promuove la settimana della prevenzione andrologica.
Dopo gli EpDays di settembre, dal 15 al 19 marzo gli Andrologi italiani saranno a disposizione degli italiani che soffrono di eiaculazione precoce, che sono circa 4 milioni. L’eiaculazione precoce è un disturbo che ha un forte impatto a livello emotivo ed influisce sulla vita personale, che però viene affrontato poco perché genera imbarazzo: nella settimana della prevenzione andrologica sarà possibile informarsi, prevenire e sapere come affrontare questa disfunzione erettile.
L’eiaculazione precoce viene spesso considerata come segnale di qualcosa che non funziona nella coppia, e causa problemi alla vita sessuale dei due partner, ma anche alla vita di coppia, con un impatto spesso devastante sulla sopravvivenza della coppia. L’eiaculazione precoce è un disturbo fisico che si può curare, ed è per questo che una visita andrologica è fondamentale. Dal 15 al 19 marzo più di 300 andrologi sono a disposizione degli uomini che vorranno sottoporsi ad una visita gratuita di controllo.
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Sarà anche una scusa a volte abusata ma il classico mal di testa per giustificare la mancanza di ogni voglia di fare sesso non sempre è solo una scusa, ma una verità che condividiamo in più di quanti non si creda. La colpa è da attribuire tutta alla scarsa qualità del sonno e al riposo sempre più ridotto. Recenti studi hanno infatti dimostrato che dormire poco e male influisce sul nostro benessere anche nella sfera sessuale, provocando quei famosi rifiuti da mal di testa.
La ricerca è stata condotta nei primi mesi di quest’anno dall’American National Sleep Foundation che ha rilevato dati abbastanza allarmanti: tra coppie sposate e non sposate ma conviventi il cattivo riposo influisce sulla vita sessuale tra il 21 e il 25% delle volte. Certo se la soluzione a questo genere di problemi fosse tutta in qualche ora di sonno in più la felicità perduta di molte coppie sarebbe ben facile da ripristinare. Vale la pena tentare.
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Per quanto riguarda il sesso tra gli adolescenti, c’è ancora troppa ignoranza: famiglia e scuola non bastano per spiegare a chi si avvicina al sesso e lo pratica per le prime volte quanto siano necessarie le precauzioni. Così la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia ha pensato di parlare ai giovani tramite un mezzo a loro familiare: i reality show in tv.
Se in trasmissioni come il Grande Fratello si spiegasse come come avere comportamenti sessualmente responsabili e si parlasse di Malattie Sessualmente trasmesse, le informazioni raggiungerebbero molti più giovani di quanto non facciano oggi le campagne tradizionali veicoloate a mezzo stampa e affissione.
Se i network aderiranno alla proposta della Sigo, l’Italia potrebbe essere il primo paese a dotarsi di un Codice di Regolamentazione sulla sessualità e sui temi sessuali, poiché le informazioni veicolate in maniera scorretta generano ulteriore disinformazione, che si manifesta sotto forma di gravidanze indesiderate o di mst. Che ne dite, vi sembra una idea parlare di sesso e sessualità durante i reality?
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Alcune persone soffrono della Sindrome Post Orgasmica, e molte ne avvertono i sintomi senza realmente sapere a cosa attribuirli, e con difficoltà enormi a parlarne. Il sintomo più evidente, e non sempre identificabile come tale, della Sindrome Post Orgasmica è la spossatezza ed il senso di stanchezza che consegue ad un orgasmo, e può durare da 2 giorni a 2 settimane.
Il soggetto che ne soffre, non solo soffre del dolore conseguente ad un’azione che provoca piacere, ma soffre anche della propria condizione, spesso difficile da affrontare e socialmente invalidante. Le cause della Sindrome Post orgasmica non sono certe, certo è che il sistema immunitario ha un comportamento simile a quello delle malattie autoimmuni e l’organismo reagisce al sesso come nel caso di un’allergia, probabilmente scatenata dagli ormoni che vengono rilasciati durante l’orgasmo.
Sebbene sia difficile identificare la POIS e le ricerche sono talmente poche che non si sa ancora con certezza se la natura del disagio sia prettamente fisica o cognitiva, certo è che il senso di spossatezza coinvolge tutto l’organismo con ripercussioni a livello psichico e fisico, anche se spesso il problema viene liquidato come una forma di stress o un’idea del soggetto, non una reale disfunzione dell’organismo. I soggetti che ne soffrono invece, per lo più uomini, sanno che il disturbo è reale e spesso difficile da gestire.
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A saltare i pasti non ci si guadagna mai e lo sappiamo bene. Nonostante tutto qualche volta per la fretta, la pigrizia o i troppi impegni saltiamo la colazione o il pranzo, magari perché restiamo a lavoro durante la pausa per non portarci a casa il malloppo da completare o non restare in ufficio un minuto di più dopo l’orario di chiusura. Sappiate però che chi salta il pranzo fallisce a letto. Vedete già le cose in una prospettiva assai diversa, vero?
Chi mangia male e salta i pasti seguendo un regime alimentare non corretto e dai ritmi discontinui lamenta infatti una ricaduta notevole sulla sfera sessuale che si manifesta con una vita di coppia meno soddisfacente di chi invece segue una dieta corretta e un ritmo alimentare regolare e rigoroso.
L’allarme viene da nutrizionisti e sessuologi interpellati dalla rivista Vie del gusto per una ricerca concentrata sulle connessioni tra piaceri a tavola e piaceri a letto. I risultati sono stati chiari e tutti indicano la medesima direzione: il rapporto tra cibo e sesso è decisivo e non soltanto in termini afrodisiaci in cui abbiamo imparato a considerarlo.
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La sindrome del tunnel carpale è spesso attribuita all’uso del computer e del mouse, ma una scoperta sembra attribuirne la responsabilità al sesso, scagionando la tecnologia e imputando l’accusa ad una delle principali fonti di benessere.
La sindrome del tunnel carpale colpisce circa 1 persona su 20, provocando un’infiammazione ai nervi che causa dolore continuo. Secondo il dottor John Zenian, che ha pubblicato un articolo su Journal of Medical Hypotheses, la vera causa del tunnel carpale è il sesso: troppo sesso significa una sforzo maggiore del polso e delle mani, da cui può derivare un’eccessiva pressione sui nervi.
L’aumento dei casi di tunnel carpale si può anche attribuire all’aumento di farmaci contro le disfunzioni erettili che portano a fare più sesso, e legare quindi indirettamente il tunnel carpale sia ai problemi di erezione, sia - e soprattutto - a quelli di peso. L’aumento dei casi in persone di età media o in soggetti anziani si può mettere in correlazione con l’introduzione e l’uso di farmaci come il Viagra.
Se la posizione del missionario causa uno sforzo eccessivo e tira troppo i tessuti di chi sta sopra, che imputiate la sindrome del tunnel carpale al computer o al sesso, è comunque meglio variare le posizioni sessuali: farà bene alla fantasia, all’erotismo e proteggerà i vostri polsi.
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Novità per chi soffre di impotenza e disfunzioni erettili: la cura potrebbe venire dagli ultrasuoni. È stata messa a punto e già sperimentata con un buon successo al Rambam Medical Centre di Haifa, Israele. Consiste nel bombardare i genitali con ultrasuoni che stimolano la crescita di vasi sanguigni e dunque migliorano l’irrorazione della parte e riducono i problemi di erezione.
La tecnica in realtà è vecchia di vent’anni, utilizzata per combattere i calcoli renali. Ma oggi se ne studia una nuova applicazione e sembra funzionare. Su 20 volontari che normalmente facevano uso di Viagra per rispondere ai problemi erettili e sottoposti al trattamento, 15 hanno riscontrato un netto miglioramento.
Le onde sono indolori e passano attraverso la pelle senza prevedere un trattamento invasivo. I risultati fanno ben sperare, ma sarà meglio attendere che le sperimentazioni procedano un po’ oltre l’esiguo numero di volontari finora trattati.
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Un piccolo intervento di bioingegneria medica potrebbe assicurare un futuro felice e fertile a tutti coloro che soffrono di disfunzioni erettili, per motivi naturali o in seguito ad un trauma. E tutto grazie ad un esperimento sui conigli.
Un gruppo di ricercatori dell’Università Battista di Wake Forest ha testato un metodo rigenerativo sui conigli, che assicura la ricrescita dei tessuti e le funzionalità del pene. La tecnica si basa sull’utilizzo di una struttura di collagene che forma la struttura dell’organo, attorno alla quale si sviluppano le cellule dei tessuti cavernosi. Grazie ad esse, l’afflusso del sangue e la funzionalità dell’organo sono assicurate.
In seguito a questo intervento i conigli hanno recuperato in pieno la loro attività sessuale, conservando le facoltà erettili e riproduttive. Ci vorrà del tempo perchè la tecnica possa essere perfezionata e testata sull’uomo, ma i ricercatori sono fiduciosi.
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Le emozioni sono elementi fondamentali della nostra vita. Da loro prendiamo spunto. Loro muovono tutto. E l’uomo ne è sempre alla continua ricerca. Soprattutto di quelle sensazioni che lo fanno stare bene e lo appagano. In una parola sola, l’uomo è alla ricerca di quella cosa che si chiama “felicità”.
Ma che cos’è la felicità? Quante volte ce lo siamo chiesti? Tante. Quante volte abbiamo risposto? Altrettante. Abbiamo mai risposto in maniera sbagliata? Non credo. Per ognuno di noi la felicità è uno stato emotivo di benessere diverso, e può dipendere da mille fattori.
Una ricerca ad opera di Luis Angeles dell’Università di Glasgow, pubblicata sul “Journal of Happiness Studies”, ha rivelato che per le persone di tutte le età (in particolare per le donne) i figli rappresentano la principale fonte di felicità, e più ce ne sono più sono felici. La felicità massima si raggiunge, quindi, essendo genitore ed avendo una vita sentimentale stabile e appagante.
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A dispetto di quanto si possa banalmente pensare, secondo luoghi comuni, che definiscono le donne del nord fredde e troppo riservate, rispetto a quelle meridionali, più passionali e focose, le donne settentrionali risultano essere più disinibite e sciolte, sessualmente parlando.
Infatti, scoprono il sesso molto prima, a circa 14 anni, sanno abbandonarsi al piacere e sanno anche fingere sotto le lenzuola. In questo modo sono state definite da una recente ricerca condotta su un campione di 300 donne tra i 20 e i 45 anni, prevalentemente milanesi e svolta dall’Associazione italiana di Sessuologia e Psicologia.
Il 40% ha dichiarato di utilizzare “giocattoli erotici”; l’80% è sicuro che il punto G non sia una leggenda; il 45% dichiara di avere orgasmi multipli e via dicendo. Tutto ciò, al contrario di quanto si possa pensare, va di pari passo con l’amore: il 68% delle intervistate ha ammesso che comunque i sentimenti rimangono sempre al primo posto.
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