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Tutti gli articoli con tag serotonina

Dimmi cosa mangi e ti dirò di che umore sei

pubblicato da Paola

cibi serotonina

Da una parte ci sono i nutrienti: vitamine, sali minerali, grassi, carboidrati, proteine. Dall’altra ci sono additivi e coloranti chimici, conservanti ed altre sostanze poco naturali e decisamente inutili per il nostro organismo. Ora immaginate cosa succede nel nostro corpo quando lo riempiamo di sostanze di cui non ha bisogno. Iniziamo ad accumulare tossine, scorie e smaltirle ci costa non poche energie e risorse vitali che potremmo impiegare diversamente, in battaglie per difenderci da batteri e virus ad esempio.

Se ci sentiamo stanchi ed affaticati, alcuni cibi, ne parlavamo qualche giorno fa, possono aiutarci a recuperare la grinta. Ma a tavola si gioca anche un’altra battaglia: quella dell’umore. E i cattivi, non c’è da stupirsi, sono proprio i trash food. Cibi che possono risultare di conforto nell’immediato ma che a medio termine ci saturano di sostanze scarsamente nutrienti e poco sane, dal sale agli zuccheri in eccesso, e ci causano disturbi dell’umore, nei casi più gravi addirittura depressione, come appurato da un recente studio. Cibi iperzuccherati, ad esempio, ci danno la carica istantanea ma a breve, proprio come avviene per le dipendenze, iniziamo a sentirne la mancanza e sviluppiamo ansia ed irritabilità.

Certo, mangiare hamburger e patatine insaporiti di salsine ci fa sentire immediatamente meglio, molto più di un’insalata. Spesso perdiamo la battaglia tra cibi sani e cibi spazzatura proprio perché la scelta è tra una misera sbiadita e scondita foglia di lattuga ed un invitante panino da cui strabordano maionese e patatine. Difficile combattere contro un’armata simile. Non basterebbe tutto il nostro autocontrollo.

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Cervello dei depressi non stacca mai la spina, contro la depressione serve modalità stand-by

pubblicato da Paola

cervello depressi

Staccare la spina di tanto in tanto aiuta a gestire lo stress ed a ricaricarsi di energia positiva. I benefici delle pause rigeneranti tra un’attività e l’altra vanno ben oltre. Un recente studio, condotto dai ricercatori della University of California (UCLA), ha scoperto infatti che il cervello dei depressi non stacca mai la spina, vive in un perenne stato di iperattività e tensione, sempre all’erta. Il che porterebbe a credere che la modalità stand-by possa in qualche modo agire come antidepressivo naturale.

Quando non siamo impegnati in nessuna attività, proprio come avviene per un computer, dovremmo consumare meno risorse, entrare in una modalità di attesa. La sensazione che dovremmo provare, in condizioni normali, è di profonda calma interiore. Chi soffre di depressione però non riesce a riposarsi e ad attivare la modalità stand-by.

Nello studio, pubblicato su PLoS ONE, la causa di questa difficoltà a disconnettersi viene attribuita ad un difetto nel recettore coinvolto nella distribuzione della serotonina, ormone del buonumore. Le reti neurali del cervello non riescono ad interagire per facilitare il rilassamento interiore. Chi è depresso, insomma, non verrà mai sorpreso a sognare con gli occhi aperti, lasciando vagare la mente liberamente, senza angosce.

Sia chi soffre di ansia che chi è affetto da depressione non riesce a mettere in pausa le attività nervose. I ricercatori sperano di elaborare una terapia capace di spegnere temporaneamente l’interruttore delle connessioni cerebrali. Nella foto in homepage, a sinistra il cervello dei depressi, con le aree in rosso ad evidenziare le connessioni neuronali più forti rispetto a quelle dei soggetti non depressi, immagine a destra.

Via | Newsroom UCLA
Foto | Image courtesy of University of California - Los Angeles

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Serotonina, felicità e forza di volontà a costo zero

pubblicato da Paola

sorriso luce solare

Ansia, depressione, aggressività, malumore, apatia, mancanza di autocontrollo sono tutte correlate a livelli bassi di serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore. In particolare, la nostra forza di volontà è fortemente influenzata dalla serotonina in circolo. Se abbiamo spesso la sensazione di non riuscire a portare a termine un compito, ci sentiamo demotivati, incapaci di reagire e di resistere alle tentazioni, forse è arrivato il momento di fare il pieno di serotonina. Come ce lo suggerisce Alex Korb, neuroscienziato dell’Università della California (UCLA). Senza ricorrere ad intrugli chimici ed a cure costose, Korb ci spiega dove si trova la serotonina, indicandoci quattro attività che ne sollecitano il rilascio.

La prima è l’esposizione alla luce solare che ci consente di produrre vitamina D (la troviamo anche nel latte), sostanza che a sua volta stimola la produzione di serotonina. Ovviamente, prendendo le dovute precauzioni per proteggere la pelle dai raggi UV, evitando di esporsi tra le 12 e le 16 ed usando dei fattori di protezione solare anche in inverno. Quello che conta è stare esposti alla luce naturale che, a differenza di quella artificiale per quanto quest’ultima ci sembri potente e luminosa, ci permette di mettere in circolo più serotonina. D’inverno la serotonina viene “bruciata” più velocemente, ecco perché spesso siamo di malumore in autunno, quando le giornate diventano più corte e buie.

Gli antidepressivi rallentano il dispendio di serotonina. Similmente la luce solare può fungere da antidepressivo naturale. Ricordiamoci che invece alla sera è necessario ridurre l’esposizione alle luci artificiali intense per favorire un buon riposo. La serotonina nelle ore notturne viene infatti convertita in melatonina, essenziale per farci dormire bene.

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Poca serotonina ci rende aggressivi

pubblicato da fritha

sonrisaBassi livelli di serotonina, i cui effetti sull’umore sono ben noti, ci rendono più aggressivi e già vari studi ne avevano evidenziato il legame ma una recente ricerca all’università di Cambridge ha spiegato manipolando la dieta si può agire positivamente sui comportamenti aggressivi. Una buona notizia, considerando le possibilità che questa scoperta lascia intravedere a livello sociale oltre che personale.

I ricercatori hanno agito intervenendo sul regime alimentare con una miscela di aminoacidi priva di triptofano su un gruppo di volontari, mentre il gruppo di controllo assumeva le normali quantità di triptofano, che è un precursore della serotonina. Servendosi poi della risonanza magnetica hanno monitorato il cervello dei soggetti accorgendosi della debolezza delle comunicazioni di alcune aree del cervello preposte alle emozioni e al controllo della rabbia quando la serotonina era a bassi livelli.

Gli studiosi sono entusiasti della ricerca, perché sebbene fosse nota l’influenza della serotonina sui comportamenti violenti non era fino ad ora stato possibile svelarne i meccanismi profondi e dunque prevedere possibili trattamenti nel caso di problemi legati ad aggressività e violenza. Noi, dal canto nostro, proviamo a mangiare un po’ di cioccolata quando ci arrabbiamo, chissà che non funzioni.

Foto | Flickr

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Alimenti per guadagnare energia

pubblicato da fritha

energyQuali sono gli alimenti che più di altri ci possono dare energia per affrontare le fatiche quotidiane e anche quelle sportive? Ci aiuta a scoprirli SportLife che elenca quali alimenti ci aiutano a guadagnare energia da spendere poi nelle nostre attività consuete. Tanto per cominciare vi stupirà forse scoprire che al primo posto ci sono in particolare certi frutti di mare come cozze, vongole, ostriche, telline e così via. Sono a basso contenuto di grassi e alto contenuto proteico ma soprattutto sono ricchi di ferro e zinco, utilissimi nel processo metabolico.

Segue a stretto giro la spirulina, un’alga le cui eccezionali proprietà sono già note sotto molti aspetti. È un’alga dal particolare colore azzurro molto ricca di vitamina B12 che previene l’anemia e migliora la salute del sistema nervoso. La stessa vitamina si trova in fegato, altre alghe marine, carni, pesce e latticini. È preziosissima per il nostro benessere.

A chi fa sport inoltre non sono ignote le proprietà delle patate bollite, che apportano carboidrati a lenta assimilazione e insieme proteine vegetali, vitamine B e C, fibre, magnesio, fosforo, zinco e potassio, che aiuta a regolare i livelli di idratazione.

Sono importantissimi per l’organismo anche tutti gli alimenti ricchi di acido folico come broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore, lenticchie, spinaci e molte altre verdure a foglia verde scuro. Infine, sono da considerare anche le qualità positive del cioccolato amaro, capace di influire sui livelli di serotonina che regola l’umore e il sonno, e della liquirizia, che stimola l’energia ma di cui è bene non abusare.

Foto | Flickr

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Yoga della risata: allenarsi a ridere

pubblicato da fritha

risatoneChe i benefici di una sana risata fossero tanti e tali che vale proprio la pena di trovare il modo di ridere di più lo avevamo ormai capito. Che si organizzassero dei veri e proprio corsi di risate, invece, è cosa che non è di tutti i giorni. Appurato da diversi studi che ridere fa bene – all’umore, agli addominali, al consumo calorico – ci si attrezza come meglio possibile per farsi quattro risate liberatorie e salutari. Ma addirittura seguendo dei corsi di yoga della risata? Proprio così.

D’altro canto lo yoga della risata non è mica una cosa di appena ieri. È dal 1995 che fa proseliti, dall’India in poi, dov’è stato inventato. Così nascono in giro per il mondo diversi club che fanno delle grasse risate il proprio strumento di benessere e in alcuni angoli del mondo ci si riunisce al parco in pausa pranzo per ridere a crepapelle tutti insieme e tornare poi a lavoro con un animo tutto diverso e in circolo endorfine, serotonina e dopamina che mettono a tacere lo stress e ci rallegrano la giornata.

In fin dei conti basta proprio poco per stare meglio e se non si ha nessuna voglia o nessuna ragione per ridere da sé forse frequentare un gruppo simile potrebbe davvero fare la differenza. Voi che ne pensate? Vi iscrivereste ad un corso di yoga della risata o magari avete già provato e ci volete raccontare la vostra esperienza?

Via | Kval

Foto | Flickr

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Alimenti del buonumore

pubblicato da fritha

fagioli soiaFosse così facile ritrovare il buonumore mangiando. Eppure almeno in parte lo è, sia perché mangiare ci appaga, sia perché alcuni alimenti hanno effettivamente proprietà tali da interferire con i processi che regolano l’umore. Fidiamoci della scienza e scrutiamo la dispensa alla ricerca di quel che sembra favorire il buonumore, dunque stiliamo una lista di quel che ci manca e via al supermercato.

Come può succedere? Grazie al contenuto di triptofano che agisce sui livelli di serotonina. Questa sostanza agisce da trasmettitore che attraverso i segnali nervosi stimola la produzione di serotonina e agisce dunque in maniera diretta sul nostro umore, perché quando il suo livello è alto il nostro umore va alle stelle e al contrario quando è molto basso ci sentiamo ansiosi e decisamente a terra.

Tra i primi cibi che ne sono ricchi c’è la banana, subito seguita da fagioli verdi di soia e semi di lino, che sono anche ricchi di omega 3, preziosi per il buon funzionamento del cervello e la produzione di ormoni. Anche ananas, spinaci, avena e asparagi,tofu, pollo e alcuni tipi di formaggio fresco contribuiscono a migliorare il nostro umore.

Foto | Flickr

Via | PlanetaJoy

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    Il gene della felicità si eredita

    pubblicato da fritha

    happinessDifficile stabilire se questa sia una buona o una cattiva notizia: la nostra felicità e la soddisfazione nei confronti della vita che conduciamo derivano da un gene, responsabile della nostra sensazione di appagamento. Questo gene si erdita dai propri genitori e se proviene da entrambi le probabilità di essere felici per una persona aumentano, anzi raddoppiano per la precisione.

    È il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Human Genetics che svela i risultati del lavoro di un gruppo di ricercatori inglesi. A 2500 persone è stato chiesto di esprimere un valore relativo al grado di soddisfazione verso la propria vita. Poi sono stati sottoposti ad analisi del dna e i risultati hanno lasciato a bocca aperta: quelli che hanno nel proprio codice genetico una doppia versione di un particolare gene, detto 5-HTT, sono più felici. Il 69% di loro ha dichiarato di essere soddisfatto. Il motivo? Questo gene è coinvolto nel trasporto della serotonina, responsabile della sensazione di benessere che proviamo.

    Chi non ha questo gene nel proprio patrimonio genetico invece risponde di essere meno appagato dalla vita. In fin dei conti i ricercatori non credono che alla base della nostra felicità ci sia un gene che predetermina il nostro destino, eppure una tendenza emerge chiaramente dalla ricerca, perché il gene fa la sua parte e la fa bene per bene. A noi piace continuare a pensare di essere gli artefici delle nostre fortune. E della nostra felicità. È più confortante, non trovate?

    Foto | Flickr

    Via | Agi

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    Sesso: gli afrodisiaci migliori zafferano e ginseng

    pubblicato da fritha

    radice ginsengMacché cioccolato, pepetoncino e ostriche: i cibi afrodisiaci che ci hanno fatto credere potessero mettere il turbo tra le lenzuola in realtà sono altri, secondo quanto pubblicato dalla rivista Food Research International che ha analizzato centinaia di studi precedenti sulle proprietà degli alimenti e la loro ricaduta nella sfera sessuale.

    Nella prossima lista della spesa segnate: zafferano e ginseng. Fatene scorta se volete pepare la vostra vita sessuale, perché sono queste due spezie a mandare in orbita l’esperienza a letto. Ma se riuscite a reperirli provate anche con la muira puama, pianta brasiliana, o la radice di maca, che cresce nelle Ande. Fanno parte anche’esse della lista di afrodisiaci che superano il test.

    Naturalmente vi rimangono inclusi moltissimi dei cibi che la tradizione da sempre considera utili per stuzzicare l’appetito sessuale, ma in realtà la classifica cambia di posto molti alimenti che di preferenza si consideravano ai primi posti. O forse vi si trovavano per questione di gusti, perché la cioccolata e il peperoncino incontrano più facilmente le nostre preferenze?

    In verità, dicono gli studiosi, alcuni di questi cibi, come il cioccolato, hanno più effetti psicologici che fisici, perché aumentano la produzione di serotonina ed endorfine e dunque il benessere. Anche l’alcol d’altronde aumenta il desiderio sessuale… peccato che sia anche tra le ragioni più diffuse di sonore cilecche a letto.

    Foto | Flickr

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    I 6 perché dell'insonnia

    pubblicato da AkiraZhong



    Fortunato chi l’insonnia la conosce solo di nome. Esistono, invece, persone che passano notti da incubo perché non riescono a chiudere occhio, nemmeno contando trimilioni di pecore o leggendo tutti un libro di Tolstoj ogni notte. Quando arriva il meritato riposo è già ora di alzarsi e ricominciare una giornata di lavoro è sempre più duro.

    Ma perché non si riesce a dormire? Ecco i sei motivi principali:

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