Quando si pensa al sedano lo si fa esclusivamente per le sue virtù culinarie, o al massimo ci si imbatte in ricette cosmetiche fai-da-te, in cui gli “ortaggi classici” fungono da ingredienti principali di creme, unguenti e via di seguito. Non bisogna sottovalutare però alcune proprietà benefiche esercitate da queste piante, e soprattutto ricordare che sono testate scientificamente e che risalgono ad epoche assai lontane.
Il sedano (Apium graveolens L.) appartiene alla famiglia delle Apiaceae o Umbrelliferae. E’ una pianta erbacea, con fusto ridotto; foglie pennatosette, con picciolo carnoso e a coste; fiori piccoli, di colore bianco-verdastro, riuniti in infiorescenze ad ombrella. Il frutto è un diachenio.
La droga derivante da questo ortaggio è costituita dalla pianta intera. I frutti contengono: olio essenziale (limonene, selinene e terpeni vari); cumarine e furanocumarine; flavonoidi ed alcaloidi. La radice, invece, contiene principalmente asparagina, colina, tirosina, acido feruclico e caffeico.
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Qualcuno nell’antichità attribuiva al sedano proprietà afrodisiache. Oggi gli si riconoscono più che altro virtù medicinali diuretiche, stimolanti e rinfrescanti ed è ricco di minerali e vitamine. Ecco una ricetta per utilizzarlo in maniera un po’ diversa per preparare un liquore dalle qualità aromatiche e dal nome pleonastico, il fennell (che significa finocchio).
Gli ingredienti necessari sono 1 dl. di alcol, 50 gr. di sedano fresco, 5 gr. di finocchio, 4,5 gr. di gin, 1 dl. di sciroppo di lampone, una stecca di cannella. Mettete a macerare il sedano nell’alcol per due giorni insieme al finocchio, poi unite il gin e lo sciroppo di lampone insieme alla cannella. Lasciate in infusione per un giorno intero, dunque filtrate e imbottigliate.
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Le proprietà di limone e sedano sono già state indagate. Ma se si coniugano insieme in una preparazione gustosa, oltre che benefica, come la grappa sedano e limone? È una bevanda aromatica gradevole da consumare nella stagione estiva in bicchierini ghiacciati. Ecco come si prepara.
Tritate il cuore di un cespo di sedano e alcune delle foglie più tenere e mettetelo a macerare in un litro di grappa secca insieme alla scorsa di un limone (solo la parte gialla). Lasciate il vaso di vetro, chiuso ermeticamente, per 15 giorni in un luogo caldo, ma evitando l’esposizione diretta ai raggi solari. Scuotete di tanto in tanto. Dunque filtrate e imbottigliate.
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Quanto sia imbarazzante soffrire di aerofagia lo sappiamo e non serve specificarlo. Ma ci sono diversi modi per contrastare il problema, dalla maggior cura dell’alimentazione al carbone vegetale… oppure c’è l’infuso al sedano.
Si prepara lasciando in infusione per 5 minuti un cucchiaino di semi di sedano nell’acqua bollente e poi filtrando. Se ne beve una tazzina prima dei pasti principali.
Non so a voi, ma a me il sedano non piace tantissimo. Da sportiva, però, mi sono ricreduta sulle sue potenzialità che vanno ben al di là del gusto che aggiunge ai cibi e che non annovero tra i miei preferiti. È infatti ricco di sali minerali e vitamine e si è rivelato un ottimo aiuto per combattere e prevenire i crampi perché contiene sostanze che favoriscono la riduzione della pressione arteriosa e la compensazione dei sali persi durante l’attività fisica.
Un centrifugato con le coste di sedano, un po’ di ghiaccio e un pizzico di sale è rimineralizzante, depurativo e tonificante. Tutte le altre proprietà scopritele qui. E pazienza se il sapore non è proprio delizioso: fa un gran bene e i muscoli ringraziano.
Il sedano, una verdura cosi umile ma che viene spesso considerato un alimento medicina. Questo il suo identikit naturale: Contiene potassio, calcio, fosforo, magnesio e selenio, associati a buone dosi di vitamine C ed A.
Vitaminizzante, depurativo e rigenerante, utile nelle diete disintossicanti e dimagranti. Se consumato crudo ha un potentissimo effetto diuretico. Contiene acido aspartico, considerato un eccitante naturale.
Il sedano è stato considerato solo come pianta medicinale sino al XVII secolo. Alla base di molti preparati officinali, in particolare nella tradizione erboristica mediterranea, è citato ampiamente anche nell’Odissea, sempre come pianta medicinale. Si comincia ad usare come alimento in Sicilia, dopo la grande Peste del 1600.
Insomma, se non vi piace fatevelo piacere, soprattutto se soffrite di ritenzione idrica. Per saperne di più vi consiglio la scheda specifica dal sito Giallo Zafferano.
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